A Ricordo di due amicizie: C.G. Jung e Hermann HesseA record of two friendship C.G.Jung and Hermann Hesse |
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INTRODUZIONE Ho riletto con un sentimento opprimente di nostalgia le pagine di questo libro Quanti anni sono trascorsi, e quante edizioni? - venti solo negli Stati Uniti, così come traduzioni nella maggior parte delle lingue europee, anche olandese e greco, per non menzionare il persiano e il giapponese. Quanti anni sono passati da quando sperimentai questa grande avventura dell'anima! Veramente, io sono stato benedetto con un'esistenza magica, da quando sono stato abbastanza fortunato da vivere per dieci anni a Montagnola, nellantica Casa Camuzzi, che aveva a suo tempo affittato la casa ad Hermann Hesse. Era la casa di un nobile, costruita nello stile Barocco San Pietroburghese da uno degli architetti della Collina Dorata, i suoi balconi e terrazzi che affrontavano le vette delle Alpi ed il Lago di Lugano - ma che si affacciava anche sopra il Giardino di Klingsor. Giovani pellegrini da est e da ovest hanno battuto un colpo alla sua porta, portando nei loro zaini Il Cerchio Ermetico, solitamente nella sua traduzione tedesca ma più spesso nella versione inglese. Ripercorrevano, passo dopo passo, il viaggio che avevo fatto così tanti anni prima (più di venti anni prima, infatti) e, quasi all'improvviso, si trovavano faccia a faccia con l'autore di quelle pagine, che si comportava come una loro guida, li faceva accomodare alla sua tavola per bere del vino ed offriva loro ospitalità, nello stesso modo in cui tanti anni prima Hesse aveva fatto con me - allora soltanto un altro giovane pellegrino che era arrivato dal Sud Polare senza altre credenziali che un unico lavoro da poco pubblicato intitolato : Né dal Mare né dalla Terra. Molte cose erano cambiate dai quei giorni così lontani. Le strade di Montagnola non erano più di terra ma di asfalto, ed anche i pellegrini che le calcavano erano diversi. Quasi tutti erano venuti a sapere di Hermann Hesse attraverso la parziale propaganda di una forma adulterata dell'Induismo o della cultura delle droghe. Tentai di far vedere loro che Hermann Hesse non era quella immagine che erastata usata e distorta. Naturalmente compresi che avrei ottenuto soltanto un successo limitato fra un piccolo numero di quelli a cui parlai, ma è probabile che sia stato solo capace di salvarne qualcuno prima che una generazione intera fosse immersa nell'abisso. Fui incoraggiato nel mio sforzo dalla memoria di Ninon Hesse, la moglie dell'autore che mi aveva confessato, nell'ultimo incontro che ebbi con lei, il suo sentirsi scoraggiata nella lotta per far si che la figura di Hesse non venisse distorta. Mi disse che aveva avuto una visita da una società di una televisione canadese che le chiese di scrivere una sceneggiatura tratta da Steppenwolf. Rifiutò perché Hesse aveva chiesto espressamente nel suo testamento che dai suoi lavori non venissero girati dei film. Ninon stava avendo anche dei problemi con i bambini dell'autore. Mentre lei era viva, le istruzioni di Hesse furono fedelmente rispettate, ma questo cambiò dopo la sua morte. Un giorno, a Montagnola ricevetti la visita dal figlio di Hermann Hesse, Heiner, accompagnato da dei registi nord americani. Heiner Hesse gli aveva dato il permesso di fare un film su Steppenwolf. Loro vollero consultarmi. Interrogai Heiner sui termini del testamento di suo padre e gli ricordai di ciò che Ninon mi aveva detto. Mi confermò che quelli erano davvero i termini, ma mi spiegò anche che c'era una clausola supplementare che 'se il suo bambino si fosse trovato in una situazione economica avversa, lui avrebbe potuto autorizzare un film su di uno dei libri.' Gli chiesi se si trovasse in tale situazione, e lui disse 'no', ma che stava '... facendolo per aiutare lattuale gioventù.' Mi lasciarono la sceneggiatura, dicendo che sarebbero tornati trauna settimana per conoscere il mio parere. Appena lessi le pagine, fui sorpreso nello scoprire delle asserzioni del protagonista di Steppenwolf che erano lunghe diatribe contro il Nazismo - una cosa che non era mai apparsa nel libro originale. Lo feci notare al nostro incontro successivo, ed ancora posso ricordare - con una sensazione di qualcosa di simile ad uno shock - la replica: 'Dovevamo metterci questo perché il pubblico nord americano tende a vedere nel bagaglio culturale di Hermann Hesse la stessa tradizione che ha generato il Nazismo in Germania.' Ciò era terribile. Non cè bisogno di dire ciò che replicai a questo e mi opposi sia a questa falsificazione che alla creazione del film stesso - ma chiaramente, andò avanti lo stesso dopo il pagamento di 70 000 dollari a Heiner Hesse. Il film fu un completo fiasco. La mancanza totale di discrezione e rispetto mostrata dai nord americani e dai mezzi di informazionie così come la loro mancanza di cultura, li conduceva a tentare di distruggere un tedesco - e che tedesco! - usando i legami dellautore con le profonde radici della sua nazionalità per i loro scopi, per farne un mezzo nella grande cospirazione della 'rivelazione universale', un modo di dire che era appena comparso e che si sarebbe presto diffuso con velocità vertiginosa attraverso il pianeta intero. Questo fenomeno fu incoraggiato indubbiamente dallenorme mancanza di cultura che era generalizzata e si propagò così attraverso i circoli degli Stati Uniti dell'America. A quel tempo, il mio libro, Il Cerchio Ermetico aveva conquistato una certa reputazione e veniva letto da giovani e da circoli universitari e psichiatri professionisti, da gruppi junghiani, al punto che la Società Psichiatrica australiana mi spedì una lettera di congratulazioni firmata dal presidente e da tutti i suoi membri. Per molti anni, furono tenuti dei simposi a Montagnola o nelle sue immediate vicinanze, dibattiti di illuminati nord americani nei quali presero parte scrittori e professori di università dallEuropa e dall'America. Mi invitarono anche ma col risultato che mi fu data l'opportunità di fare solo due discorsi. Uno era su Nietzsche e lEterno Ritorno che furono successivamente pubblicati in un libro dopo che tenni anche un discorso alluniversità e all'Istituto della Cultura Ispanica di Madrid e Barcellona, così come in varie università cilene. La mia seconda conferenza fu su 'La Trasformazione di Hermann Hesse negli Stati Uniti d'America.' In questo discorso sostenni la tesi che il significato essenziale di Hermann Hesse era stato adulterato, facendolo sembrare come fosse una sorta di bohemian, un hippy, un apostolo della cultura della droga, un pacifista vagabondo (sebbene fosse davvero un pacifista) che predicava la libertà contro la disciplina e il metodo e che, qualcuno sottintese, fosse interessato all'omosessualità - o, se si preferisce, alla bisessualità. Affermai più enfaticamente che Hermann Hesse non poteva venire capito realmente se veniva strappato dalle sue radici nella tradizione letteraria del Romanticismo tedesco, nella tradizione corrente di Novalis Hölderlin, Kleist e di Nietzsche stesso, che ammirava così tanto. Hesse era divenuto l'ultimo fiore del Romanticismo tedesco e di quella linea filosofica di pensiero che, con Schopenhauer e Goethe stesso (un ammiratore di Shakunthala), aveva intrapreso il grande viaggio concettuale verso lEst. (Hermann Hesse scrisse uno studio straordinario sul Romanticismo tedesco che è stato per lungo tempo introvabile e che è oggi completamente ignoto.) Sotto l'influenza di C.G. Jung, di cui condivideva la psicoanalisi, Hesse entrò pienamente nel sogno Germanico-alchimistico dell'Androgino - che è l'opposto dell'omosessualità la cui aspirazione è la totalità e la fusione degli opposti, l'unità dell' "Io" di Nietzsche, luomo interiore di Demian, adorato ed ammirato da Sinclair; questo si doveva dire di Hesse. Il suo ego più intimo. Narciso e Goldmund. Nella versione tedesca ed originale di Steppenwolf, il protagonista femmina è chiamato Hermina che è il femminile di Hermann. E questo è lo stesso gioco alchimistico-tantrico come nel Flauto Magico di Mozart: Pamino e Pamina. Hermann Hesse, come i grandi tedeschi della tradizione fu intriso della musica di Mozart e Bach. E' stato fattoun tentativo per trasformare Hesse in un prodotto della società dei consumi ed un propagatore dei suoi riti e della sua ortodossia. E' stato fermamente inserito nella corrente sinistra del Kali Yuga. Ma il giovane cileno che, molti anni fa, camminava sulle strade polverose di Montagnola e che più tardi ritornò come ambasciatore del suo paese in India, andò alla ricerca dell'altro Hesse, il vero; nel momento in cui lui andò alla ricerca della vera India - quella degli eterni, dei credenti, degli Immortali. Questi, si possono ancora incontrare nelle pagine di questo libro. Miguel Serrano Valparaíso, Cile Giugno 1991 ESTRATTI Il 22 gennaio 1961 stavo a pranzo con Hermann Hesse in casa sua a Montagnola, nella Svizzera italiana. Fiocchi di neve fluttuavano dalla finestra, ma in lontananza il cielo era brillante e chiaro. Appena mi girai da quella vista, incontrai gli occhi blu e chiari di Hesse che sedeva lontano alla fine del tavolo. 'Che fortuna', dissi, 'trovarmi a pranzo con Lei oggi.' 'Non accade mai qualcosa per caso ', rispose. 'Qui, si incontrano solo gli ospiti giusti. Questo è il Cerchio Ermetico.... ' Demian Scoprii per la prima volta i lavori di Hermann Hesse verso il 1945. A quel tempo era quasi sconosciuto in Cile, apprezzato solamente nei circolie nei quali si discuteva quasi furtivamente. Infatti, prima del 1946, Hesse non aveva alcuna reputazione al di fuori della Germania. In quell'anno, comunque, gli fu dato il Premio Nobel per la letteratura e di conseguenza i suoi lavori furono tradotti in molte lingue. Ma anche così, i suoi libri furono ricevuti entusiasticamente solamente in alcuni paesi. Il mondo anglosassone, per esempio, lo considera pesante e per questa ragione non sono furono mai pubblicati i suoi lavori completi in inglese. Una volta quando ero a Londra, dovetti cercare per giorni per trovare qualcuno dei suoi lavori più famosi per darli ad un mio amico che era un letterato ma che non aveva sentito mai parlare di Hesse. Nel mondo di lingua spagnola la situazione è comunque piuttosto diversa e Hesse viene così estesamente e ripetutamente letto che i giovani spagnoli e sud americani lo considerano virtualmente come un profeta. Una volta, un pittore messicano mi diede una diapositiva a colori di un dipinto che rappresentava il Magister Musicae (il maestro di musica) e Josef Knecht del Magister Ludi di Hesse. Il vecchio insegnante è mostrato al pianoforte, e il giovane Knecht l'accompagnava al violino nella prima sonata che loro avevano suonato assieme. Il messicano era stato così eccitato dal libro che non solo aveva fatto il dipinto, ma l'aveva spedito a Hesse come regalo. Questo entusiasmo del pittore messicano è piuttosto facile per me da comprendere. Ancora oggi girerei il mondo per trovare un libro se lo ritenessi essenziale alle mie necessità, ed ho un sentimento di venerazione assoluta per quei pochi autori che mi hanno dato qualcosa speciale. Per questa ragione non potrò mai capire la gioventù tiepida di oggi che aspetta che i libri gli vengano datie che non ne vanno alla ricerca nè li ammirano. Starei senza mangiare pur di trovare un libro e non mi è mai piaciuto il prestito perché ho voluto sempre che i libri fossero completamente miei così che potessi vivere con loro sino alla fine. Come con gli uomini, mi è sempre sembrato che i libri abbiano un loro proprio destino. Vanno verso le persone che li stanno aspettando e li contattano al momento giusto. Sono fatti di materiale vivente e continuano a gettare luce attraverso l'oscurità a lungo dopo la morte dei loro autori. Il primo dei libri di Hesse che lessi era Demian. Fece un'impressione straordinaria su di me e mi diede una forza che non avevo mai provato prima. L'edizione che lessi era una traduzione spagnola e probabilmente conteneva molti errori; ciò nonostante rimaneva la magia e l'energia . Quando ancora era giovane e viveva nella Pensione Verenahof in Baden, Hesse aveva concentrato una tale forza in quel lavoro che ancora molti anni più tardi sembrava vivo e vitale. L'eroe Demian era destinato ad influenzare molte vite, ed indubbiamente centinaia hanno tentato di emulare la sua forza e serenità. Dopo l'averlo letto, ho iniziato a vagare attraverso le strade della mia città sentendomi un uomo nuovo, il portatore di un messaggio e di un segno. Così Hesse è stato sempre più che un uomo letterario o un poeta, non solo per me ma per generazioni intere di uomini. I suoi libri magici scavano in regioni che sono riservate di solito alla religione, e questi sono quelli che sono stati importanti per me - Demian, Il Viaggio all'Est, l'Autobiografia fantastica, Siddhartha, Magister Ludi, Steppenwolf e Morte e l'Innamorato. Demian non è propriamente un essere fisico, come non è mai separato da Sinclair, il personaggio che narra il libro. Infatti, Demian è Sinclair stesso, il suo più profondo essere stesso, un qualche genere di eroe archetipo che esiste nelle profondità di tutti noi. In una parola Demian è l'essenza dell'Io che resta immutata ed intatta, e attraverso di esso il libro tenta di dare unistruzione riguardo all'essenza magica dell'esistenza. Demian fornisce al giovane ragazzo Sinclair la consapevolezza di redenzione dell'essere millenario che esiste in lui così che possa superare il caos e il pericolo, specialmente durante gli anni dell'adolescenza. Nelle nostre vite molti di noi hanno incontrato persone come Demian, quei giovani uomini che sono sicuri di loro e che di conseguenza guadagnano il nostro rispetto e l'ammirazione. Ma si fatti Demian risiede all'interno di tutti noi. Alla fine del libro, Demian si avvicina a Sinclair che sta giacendo su di un letto di un ospedale da campo e baciandolo gli dice, 'Ascolta piccolo, se avrai mai di nuovo bisogno di me non aspettarti che io ritorni così palesemente come su di un cavallo o in un treno. Cercami dentro di te.' Hesse lo scrisse in un momento di grande angoscia personale, quando stava quasi per abbandonare il suo paese a causa della guerra che aveva coinvolto tutta l'Europa. Era stato costretto a trovare Demian all'interno di se stesso. Questo messaggio non è letteralmente specificato all'interno del libro; piuttosto è magicamente suggerito. Comunque, questa verità simbolica può essere capita solo intuitivamente, ma quando appare, illumina l'intero essere, ed ecco perché molti anni fa ero capace di attraversare le strade della mia città sentendo che qualche cosa di nuovo era entrato nella mia vita. Abraxas Sebbene la vita sia fatta di luce ed ombre, noi non l'accettiamo mai così come è. Cerchiamo sempre di giungere alla luce e alle alte vette. Sin dall'infanzia, attraverso i primi insegnamenti religiosi ed accademici, ci sono dati valori che corrispondono solamente ad un mondo ideale. Il lato ombroso della vita vera è ignorato, ed il Cristianesimo Occidentale non ci fornisce nulla che possa essere usato per interpretarlo. Così i giovani occidentali non sono capaci di trattare con la mistura di luce ed ombra della quale realmente consiste la vita; non hanno nessun modo di collegare i fatti dell esistenza alle loro nozioni preconcette di assoluto. I legami che connettono la vita con i simboli universali sono perciò tagliati, e la disintegrazione insorge. Nell'Oriente, e specialmente in India, la situazione è molto diversa. Là, una antica civiltà basata sulla Natura accetta un cosmo sfaccettato; e così l'orientale può rendersi conto dell'esistenza simultanea di luce ed ombra e del buono e del cattivo. Gli assoluti non esistono, e se Dio è disarmato, così lo è il diavolo. Ma il prezzo di tale comprensione è un tributo diretto xhe si deve dare alla Natura stessa. Di conseguenza, lindù si trova meno individualizzato dell'Occidentale; lui è poco più che una parte della natura, un elemento nell'anima collettiva. La domanda che il Cristiano Occidentale deve ora affrontare è se, senza perdere la sua individualità, può accettare la coesistenza di luce ed ombra e di Dio e del diavolo. Per far ciò, dovrà scoprire il Dio che era cristiano prima del Cristo personalizzato e che può perpetuarsi in una forma vitale dopo di lui. Tale divinità sarebbe il Cristo di Atlantide che esisteva una volta palesemente e che ancora continua ad esistere - anche se sommerso sotto le acque profonde della nostra attuale civiltà . Tale dio sarebbe anche Abraxas che è Dio e diavolo allo stesso tempo. La prima volta che io ho sentito il nome di Abraxas fu in Demian, ma lo conoscevo realmente sin dai miei giorni di infanzia. Avevo sentito la sua esistenza nel cuore della Cordigliera delle Ande e nelle profondità insondabili dell'Oceano Pacifico che si scaglia contro le nostre coste. Questo ignis fatuus, le fiamme del cielo e dellinferno che esistono in lui, scintillano anche nella schiuma di queste onde. Abraxas è un dio Gnostico che esisteva prima diCristo. Può anche essere associato al Cristo di Atlantide, ed è conosciuto con altri nomi dagli Aborigeni dell'America, fra di loro gli Indiani che abitavano il mio paese. Hermann Hesse parla così di lui: Contempla il fuoco, contempla le nubi, e quando gli auspici appaiono e le voci cominciano a suonare nella tua anima, abbandonati a loro senza chiederti in anticipo se sia conveniente o giusto far così. Se esiti, vizierai il tuo proprio essere, diverrai poco più della facciata borghese che ti include, e diverrai un fossile. Il nostro dio è chiamato Abraxas, e lui è dio e diavolo, allo stesso tempo. Troverai in lui sia il mondo della luce che delle ombre. Abraxas non è opposto a nessuno dei tuoi pensieri né a nessuno dei tuoi sogni, ma ti abbandonerà se diverrai normale ed inaccessibile. Ti abbandonerà e cercherà un altro vaso in cui cucinare i suoi pensieri.Il Cristiano moderno ed il mondo Occidentale è giunto ora ad un punto di crisi e le scelte sembrano sempre meno attraenti. Noi né vogliamo una di quelle catastrofi apocalittiche che hanno sfigurato così la nostra storia passata, né vogliamo disumanizzare il percorso dell'Oriente che porterebbe ad un abbassamento irrimediabile dei nostri standard. Allora,dunque, l'unica possibilità che resta è Abraxas; ciò significa, una proiezione delle nostre anime sia fuori che dentro, sia alla luce che alle ombre profonde delle nostre radici biografiche, nella speranza di trovare nella combinazione delle due l'archetipo puro. Questo archetipo puro sarebbe l'immagine autentica del dio che è dentro di noi e che è stato affondato per così lungo, come Atlantide, sotto le acque della nostra coscienza. Così Abraxas verrebbe ad intendere Uomo Totale. Narciso, Goldmund e Siddhartha Per coloro a cui sono familiari i lavori di Hesse, i nomi di Narciso, Goldmund e Siddhartha sono noti. Sono anche figure che hanno molto in comune, poiché i libri di Hesse contengono un motivo di fondo che è sempre lo stesso. Così, come Sinclair e Demian sono la stessa persona, così Narciso e Goldmund rappresentano due tendenze essenziali nelluomo - la contemplazione e l'azione. Similmente, Siddhartha e Govinda rappresentano le caratteristiche contrarie della devozione e della ribellione. Queste sono qualità contenute individualmente in tutti di noi; noi ci amiamo ma noi siamo anche caritatevoli verso gli altri; noi siamo lacerati tra l'introspezione e lextraispezione. Magister Ludi contiene i temi di amore, pietà e comprensione, eli sviluppa nelle fughe ed arabeschi che sono così cari all'anima musicale dei tedeschi. I concetti di Hesse sono influenzati dall'Induismo, il Taoismo cinese, il Buddismo di Zen, e le matematiche pari, ma sono lavorati insieme in una forma pura come una fuga di Bach o un dipinto di Leonardo. Quando incontrai per la prima volta Hermann Hesse, lo trovai più come Narciso che Goldmund. Aveva cessato di vagare e stava vivendo una vita di introspezione nel suo isolamento a Montagnola. Narciso e Goldmund continuarono,ciononostante, a coesistere al suo interno sino alla fine della sua vita. A quel tempo io ero più come Goldmund , che come Narciso, anche se ero lacerato tra quei due modi di essere. E come Siddhartha stavo per incontrare questo essere saggio per più volte, trovandolo nelle varie sembianze. In quella prima l'intervista portavo uno zaino alpino ed avevo un libro sotto il mio braccio. Ero giovane, ed era la prima volta che lasciavo il mio paese. Quando arrivai in Svizzera, nel giugno del 1951, trovai che poche persone sapevano dove fosse Hesse, e fu solamente a Berna, dopo molte indagini che scoprii qualcosa. Presi il treno per Lugano, dove feci ulteriori indagini, e mi fu detto che Hesse viveva a Montagnola. Presi là lautobus solamente per vedere la casa di quel Hesse se era realmente a Montagnola. Un altro autobus mi portò a quel villaggio di montagna con la sua vista sulle Alpi coperte di neve e sul Lago Lugano. L'autobus salì attraverso le strade strette fino a che finalmente giunse alla sua destinazione. Una giovane scese dall'autobus con me e gli chiesi se sapesse dove viveva Hesse. Mi disse che lei era la sua governante e mi chiese di seguirlo. Era crepuscolo nel momento in cui arrivammo all'ingresso del giardino. Sul cancello cera un cartello in tedesco che diceva: 'Bitte keine Besucher' - Non sono permessi Visitatori. Passai dopo la ragazza attraverso il cancello e camminai lungo un percorso costeggiato da alberi alti. Alla porta di fronte, cera ancora un'altra iscrizione in tedesco che seppi più tardi era una traduzione dal cinese antico: Parole di Meng-Tse Quando un uomo è giunto alla maturità Ed ha adempiuto alla sua missione, Ha diritto ad affrontare L'idea della morte in pace. Non ha nessun bisogno di altri uomini; Li conosce e conosce abbastanza su di loro. Ciò di cui ha bisogno è la pace. Non è giusto visitare quest'uomo o parlargli, Farlo soffrire delle banalità. A quell'ora era troppo buio per leggere questa iscrizione e così, quando la ragazza aprì la porta e mi chiese di entrare, lo feci. Lei mi offrì una sedia accanto ad una piccola tavola in un corridoio scuro e mi chiese il biglietto da visita. Non ne avevo uno, così le diedi il mio libro, Né da Mare né da Terra. Lo l'avevo portato appositamente per Hesse e l'avevo scritto per lui in spagnolo. La ragazza andò via per il corridoio, e aspettando in quel luogo chiuso in un atmosfera da convento avevo la sensazione di essere avvolto in un odore di sandalo. Poi una porta di lato si aprì, ed una figura magra vestita di bianco uscì dalle ombre. Era Hesse. Mi alzai, ma non ero in grado di vederlo chiaramente sino a quando nonlasciammo il corridoio ed entrammo in una stanza con grandi finestre. I suoi occhi erano molto brillanti, ed anche se la sua faccia era magra, sorrise apertamente. Vestito tutto di bianco, aveva laspetto di un ascetico o di un penitente. Compresi poi che lui era la fonte del profumo di sandalo. 'Sono spiacente, ma Lei è arrivato in un momento particolare ',disse. 'Eravamo pronti per andare in vacanza ieri, ma mia moglie è stata punta da un'ape, e abbiamo dovuto posticipare il nostro viaggio. Andiamo nel mio studio.' Passammo attraverso il soggiorno che aveva scaffali che arrivavano al soffitto ed entrammo in un'altra stanza più piccola. Nel centro cera una scrivania, e anche qui i muri erano ricoperti di scaffali e dipinti. Hesse si sedette con la schiena alla finestra, ed io potrei vedere il sole che scendeva dalle montagne e nel lago in lontananza. La scrivania era stata ripulita da carte, e mi sedetti proprio di fronte a lui. Hesse continuò a sorridere, ma non disse una parola. Sembrava stesse aspettando che un'atmosfera di pace prendesse possesso della stanza. Sentii l'importanza del momento, ed ora, mentre lo narro, comprendo che quegli furono anni intensi nella mia vita e che il mio intero essere era capace di tremare per un incontro; era un tempo quando ancora potevano avvenire certi incontri. Là io ero di fronte all'oggetto della mia venerazione. Avevo attraversato i mari per soddisfarla, ed il benvenuto che mi diede era in completa sintonia coi sentimenti con i quali avevo cominciato il mio pellegrinaggio. Mi sembrava che Hermann Hesse non avesse unetà definita. Allora aveva appena compiuto settantatre anni; ma il suo sorriso era il sorriso di un giovane, ed il suo corpo sembrava così spiritualmente disciplinato che era come una lama di eccellente acciaio rinfoderata di lino bianco. 'Sono venuto da lontano ', iniziai, 'ma naturalmente Lei è molto ben noto nel mio paese.... ' 'È strano che i miei libri siano molto letti nei paesi di lingua spagnola ', rispose. 'Ricevo spesso lettere dall'America Latina. Desidero che mi dica quello che pensa a riguardo delle nuove traduzioni, specialmente quella di Magister Ludi.' Gli dissi quello che pensavo e affermai che la traduzione di Morte e Innamorato preservava lo spirito ed il senso dell'originale. Cominciammo poi a parlare delle questioni più generali. 'Narciso e Goldmund rappresentano due tendenze opposte dell'anima. ' disse. 'Queste sono la contemplazione e lazione. Comunque un giorno queste dovranno fondersi.... ' 'So quello che vuole dire ', lo interruppi, 'perché anche io vivo all'interno di quella tensione e sono preso tra i due estremi. Sogno la pace della contemplazione, ma la necessità di vivere mi spinge sempre allazione.... ' 'Lei dovrebbe farsi trasportare, come le nubi nel cielo. Non dovrebbe porre resistenza. Dio esiste nel Suo destino nello stesso modo in cui esiste in queste montagne ed in quel lago. È molto difficile capirlo, perché luomo si sta allontanando sempre più dalla Natura, ed anche da lui.... ' 'Pensa che la saggezza dell'Asia possa essere utile? ' chiesi. 'Io sono stato inspirato più dalla saggezza della Cina che dall'Upanishads o il Vedanta', rispose. 'L'I-Ching può trasformare una vita.... ' Fuori il cielo del pomeriggio tardo cominciò ad impallidire, ed una luce blu e tenue tinse le finestre e giocò sulla forma di Hesse. 'Mi dica', chiesi, 'E stato capace di trovare la pace qui tra le montagne? ' Hesse rimase silenzioso per un pò, anche se il suo sorriso morbido non scomparve mai. Sembrava di sentire il mormorio gentile della luce del pomeriggio ed il silenzio delle cose sino a che non riprese a parlare: 'Quando Lei è vicino alla Natura si può ascoltare la voce di Dio.' Rimanemmo seduti là sino a quando compresi che era ora di andare via. Hesse mi diede un piccolo acquarello che aveva dipinto, e scrisse sul retro, 'Ricordo di Montagnola.' Amava dipingere ed era un buon acquarellista. Mi accompagnò alla porta e scosse la mia mano come un vecchio amico dicendo, 'Se Lei ritornerà un'altra volta, potrebbe non trovarmi più qui.' Così andò la mia prima intervista. Quelli che sono ancora abbastanza giovani per fare domande come quelle che feci ad Hesse quel pomeriggio, o come quelle che Siddhartha fece al Buddha, capirà la mia impressione. Al mio ritorno attraverso le strade strette di Montagnola non riuscivo a trovare un autobus, ma un giovane mi portò a Lugano sulla sua motocicletta. Quella stessa notte mi trovai a Firenze, una città così imbevuta di magia del Rinascimento. Ma quegli erano gli anni postbellici, e Italia impoverita stava rifugiandosi ancora nel dollaro e nell'alcol delle truppe di occupazione. |