Miguel Serrano riscatta il suo passato

 

"MIGUEL SERRANO RESCATA SU PASADO"

di Daniel Osorio

Scrittore e leader nazista, ha pubblicato il secondo volume delle sue memorie.
Miguel Serrano riscatta il suo passato

Sotto il titolo di Memorie di Quello sono Io, lo scrittore ed ex ambasciatore ricorda quello che fu il suo ruolo nella letteratura e nella politica cilena, così come il suo passato nel servizio diplomatico.

di Daniel Osorio

..... Sarebbe un luogo comune dire che Miguel Serrano sia polemico, come parlare della sua pubblica difesa del Nazismo e di Adolf Hitler. Quello che non si sa - o per lo meno si dimentica - è che è autore di un'importante opera letteraria che è stata tradotta a varie lingue.

..... Non risiede oramai a Santiago, avendo preferito la calma di Valparaíso per redigere le sue memorie e continuare la sua lotta per il Cile magico. Da lì segue attento quello che succede nel paese. Uno dei temi che lo preoccupa è il destino di Colonia Dignidad, il "suo attacco significa liquidare uno dei centri di energia che protegge questo paese."

..... Ma vicino al Serrano nazista, coabita l'altro, lo scrittore, un distaccato intellettuale della generazione del 38, autore di libri chiave come Chi Chiama dai Ghiacci e Né per Mare né Per Terra. In lui quei due mondi si confondono, come realtà e finzione, formandone uno solo, la sua vita.

..... Per le pagine di Memorie di Quello sono Io - come si intitola il suo libro - passano tutta una serie di personaggi che formarono il mondo letterario, politico e diplomatico dell'autore: Bianca Luce Brum, Vicente Huidobro e suo fratello, lo sconosciuto scultore, Domingo García Huidobro, Benjamín Subercaseaux, Juan Emar, Pablo Neruda, Herman Hesse, Carl Gustav Jung, Nehru ed Indira Gandhi, politici ed intellettuali.

Perché ha considerato importante pubblicare le sue memorie?

- È molto probabile che alle nuove generazioni già non interessino questi temi ma, benché ciò non piaccia, il presente è nato dal passato. Le nostre attuali generazioni hanno dimenticato gli anni più importanti della storia del Cile, e per sapere quello che sta succedendo è ora necessario tenere in conto gli avvenimenti che accaddero in quegli anni. In Cile si è saltato un periodo tanto importante come furono gli anni 30.

E per lei come membro della generazione del 38, che cosa significò nel campo politico e letterario?

- È una generazione molto importante, con essa si è prodotta la rottura, il taglio col passato. È una generazione orfana, invertebrata che cerca in forma disperata di trovare un senso all'esistenza propria e del Cile. Gli avvenimenti che si produssero nella mia generazione sono fondamentali: dentro il paese era l'avanzata del Fronte Popolare; l'ecatombe nazista col massacro del Seguro Obrero e, fuori del paese, la seconda guerra europea.

E di questa tappa, che avvenimento considera fondamentale per il Cile, e per la sua personale esistenza?

- Senza dubbio il massacro del Seguro Obrero mi portò ad avvicinarmi al nazismo. Fu qualcosa di difficile, perché i nazisti avevano ammazzato il mio amico lo scrittore Héctor Barreto, in una rissa con i socialisti. Ma il crimine di Arturo Alessandri contro quei 60 giovani nazisti che furono sterminati quando si erano già arresi, mi convinse che quello era l'ideale che cercavo. Credo che col Massacro del Seguro Ombrero sia morta l'anima del Cile.

Quale è a suo giudizio il valore di Memorie di Quello sono Io?

- È l'attestazione di qualcuno che ha sentito, che ha visto, e ha sofferto tutto questo fino all'essenza. Credo che per questo motivo avesse qualche valore, soprattutto per recuperare nelle nuove generazioni quello stesso senso tragico dell'esistenza che abitò in questa terra con la mia generazione. Io dovevo ricordare tutto questo prima che il mio mondo sparisse definitivamente.


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