Le radici esoteriche del Nazismo

(quarta parte)

Torniamo ora alle recenti affermazioni di Reinhardt Kops che, mi sembra, necessitino di alcune precisazioni. Innanzitutto occorre distinguere le societą ariosofe dalla massoneria tradizionale, che fu avversata dal socialnazionalismo quale parte di quella "plutocrazia giudaica" che parallelamente ai bolscevichi, ai socialisti e ai "criminali di novembre" (firmatari dell'umiliante armistizio del 1918) "complottava per distruggere la Germania"15. I gruppi ariosofi mutuavano dalla massoneria strutture e liturgie, ma senza per questo aderire alle avversate logge uffficiali. La massoneria cui fa riferimento Kops concerne, come abbiamo visto, piuttosto quegli "ordini" neo-templaristi occulti fondati nel continente intorno al 1900, nella convinzione che i templari medioevali, durante il periodo in cui risiedettero nell'area del Mediterraneo orientale, sarebbero venuti in possesso di conoscenze arcane, di "forze" - il Vril - caratteristiche di superuomini. In Francia queste teorie erano gią state delineate dall'occultistica Eliphas Levi (1810-1875), socialista partecipante ai moti di Parigi del 1848, poi passato all'occultismo, celando il suo vero nome (Alphonse-Louis Constant, gią seminarista!), di cui il gią citato mago inglese Aleister Crowley si proclamava erede: egli fondņ in Inghilterra l'Austrum argentinum, collegato con la Golden Dawn e, soprattutto, sezione inglese dell'Ordo novi templi, societą occultistica tedesca. In Crowley, agente dei servizi inglesi che lasciņ il suo paese per gli Usa allo scoppio della prima guerra mondiale e che vi ritornņ alla vigilia della seconda (1937), Giorgio Galli vede non tanto un ciarlatano quanto un importante "pilone" di quel ponte, costituito dalle societą esoteriche, che si era andato formando tra i due "rami ariani", venuti poi in conflitto tra loro nel 1914 e nel 1939, malgrado le "simpatie" dei circoli inglesi pił reazionari, e aristocratici (che lambivano la famiglia reale), nei confronti del "nazismo magico", "ultima Thule" nella difesa contro il bolscevismo e il "giudaismo"16.
Quanto dice Kops riguardo a Rudolf Steiner e ad Otto Rahn non ci sembra invece accettabile, perché frutto di semplificazioni alquanto grossolane. Se sugli ariosofi ci fu un indubbio influsso delle dottrine teosofiche (Elena Petrovna Blavatski, 1831-1891), per le quali l'attuale umanitą, definita razza ariana, sarebbe erede degli atlantidi, quasi completamente periti in un maremoto che avrebbe sommerso il loro continente in mezzo all'Atlantico, dotati di forze soprannaturali da recuperare per il progresso liberandosi di "degenerazioni" razziali inferiori, altrettanto non si puņ sostenere per Rudolf Steiner (1861-1925) che, pur continuando le ricerche sull'occulto, mise l'uomo al centro del suo sistema filosofico e, fondando l'antroposofia (1912), ruppe con i teosofi. Mentre i gruppi occultisti assumono posizioni sempre pił autoritarie ed antisemitiche, Steiner rimane un liberal democratico ed un mistico cristiano. Alla vigilia del conflitto mondiale, egli si trasferi a Dornach, in Svizzera, dove creņ il suo centro culturale, il "Goetheanum". Pedagogista tuttora apprezzato (esistono anche in Italia scuole steineriane) tornņ nel 1920 in Germania dove fondņ, a Stoccarda, la sua scuola per un metodo antiautoritario, fondato sullo sviluppo della persona e non sulla disciplina. Promosse anche una clinica e una fattoria per la sperimentazione del metodo biodinamico in agricoltura (precursore dunque della agricoltura biologica "verde") e svolse un'azione pionieristica per l'educazione dei piccoli handicappati: ciņ basterebbe per sottolinearne l'incompatibilitą con il nascente nazismo, teorizzatore dell'emarginazione e della sterilizzazione dei colpiti da tare ereditarie. C'č da chiedersi cosa conosca Kops della pedagogia di Steiner! Fatto sta che questi fu osteggiato, minacciato, aggredito e che il suo "Goetheanum", tutto in legno, fu bruciato da nazisti entrati in Isvizzera... Egli era del resto molto vicino alla cosmologia cątara, cioč agli eretici non violenti, ferocemente sterminati dai re capetingi e dai papi romani in Occitania (oggi Francia meridionale) con le "crociate" e l'inquisizione dei secoli XII e XIII17.
Sovente si fa una grande confusione mettendo in un unico fascio cątari, templari, rosa-croce, teosofi, antroposofi, circoli occultisti pił o meno razzisti. In realtą, i templari furono i primi grandi persecutori dell'eresia cątara (od albigese). In effetti fu con il patrocinio dell'ordine dei cistercensi (fondato nel 1090), al suo apogeo nel XII secolo con la guida di san Bernardo, che l'Ordine del tempio sorse nel 1118 e si sviluppņ: tra i suoi nove fondatori figurano uno zio del santo ed il medico dei cistercensi; la regola dei templari fu redatta da san Bernardo medesimo. Nel 1145 fu lui in persona a recarsi a predicare contro i cątari in Linguadoca.
Nel 1198 papa Innocenzo III, grande protettore dei templari, "suoi figli diletti", condannņ i cątari e diede mandato di combatterli ai cistercensi che nel 1209 furono a capo della crociata sterminatrice di ventimila "eretici" nella sola cittą di Béziers. Nessuna affinitą, nessuna segreta collisione, quindi tra templari e cątari, schierati in due campi opposti...
In questo contesto si situa anche il mistero di Otto Rahn (1904-1939), scrittore e filologo, che fu incaricato per conto delle Ss di ricercare il Graal nelle grotte della regione di Montségur, rocca che rappresentņ l'estremo rifugio dei "perfetti", le pił prestigiose figure dei cątari perseguitati. Nel 1935 Rahn lavorava come membro civile per conto dell'Ahnenerbe (L'ereditą degli antenati), gruppo occultista collegato con la Societą del Vril, attivo nel primo dopoguerra e in quel medesimo 1935 trasformato in istituto scientifico alla diretta dipendenza di Himmler. Si trattava del Dipartimento di storia e protostoria, retto da Karl Maria Weisthor (pseudonimo di K. M. Wiligut, 1866-1946, astrologo-visionario, sedicente specialista di rune, nonché riesumatore del paganesimo "irminista" - dal nome del totem Irminsung - distinto ed opposto al culto di Wotan-Odino), nell'ambito del Rasse und Siedlungshauptamt (Ufficio centrale per la razza e gli insediamenti) delle Ss con sede a Monaco. Nel marzo 1936 Rahn fu tuttavia inquadrato nelle Ss e il mese seguente promosso Ss-Unterschar fuhrer (sottufficiale)18. Lo scrittore e storico francese Gérard De Sčde non crede a questa documentazione ed esclude perentoriamente che Rahn, "filo-cątaro", sia mai stato nazista. In effetti nel suo libro "Kreuzzug gegen den Graal",1933 (tradotto in francese: "La croisade contre le Graal", Parigi, 1934), Rahn manifesta la sua ammirazione per la civiltą medievale occitana che garantiva libertą agli ebrei: "In Occitania, gli Ebrei potevano vivere e lavorare senza essere disturbati e persino godere dei diritti civili come gli altri cittadini. Era loro consentito di occupare pubblici impieghi e funzioni e di insegnare nelle universitą. La nobiltą occitana li proteggeva e li incoraggiava. I Trenkavel di Carcassona avevano degli Ebrei come tesorieri: Natham, Samuel e Mosč Caravita. Alcuni Israeliti professori nelle universitą occitane erano famosi in Oriente e in Occidente. Gli studenti giungevano da lontano per ascoltare il rabbino Abraham a Vauvuvert, presso Nimes. A Narbona insegnava il rabbino Calonimo, figlio del gran duca e rabbino Teodoro, della stirpe di Davide. Questa dinastia principesca di rabbini era detta `famiglia dei re di Narbona' "19. De Sčde si chiede se queste, piuttosto che parole di un nazista, non siamo di un avversario del nazismo, posto che l'antisemitismo e il razzismo erano il fondamento dell'hitlerismo!20 Ma non č tutto. Ritornato in Germania, nel 1937, Otto Rahn scrisse ad un suo amico occitano: "Soffro molto nel mio paese. Due settimane fa, sono stato a Monaco; due giorni dopo, ho preferito andare solo in montagna; č impossibile per un uomo tollerante e generoso quale io sono vivere in un paese quale č divenuta la mia bella patria". Questa lettera figurava nella nuova edizione tedesca del suo libro, con le notizie biografiche. Nel 1939 egli si dimise comunque dal suo ufficio; in una sua lettera scrisse: "Sono stato denunciato". Pochi giorni dopo, il 16 marzo 1939 (l'anniversario esatto del 635° anno della caduta di Montségur alla mercé dei crociati antialbigesi e del rogo dei duecento cątari), sulla cima della montagna di Wilderkaiser, nei pressi di Kufstein (Austria), fu trovato il suo corpo; la versione ufficiale fu: "Morto per assideramento". Ma corse voce che fosse stato decapitato dai nazisti con l'ascia, dopo la sua cattura al confine. Rimane in ogni caso il fatto che non č possibile tracciare un parallelo tra i cątari, che non accettavano altra denominazione che quella di cristiani, e i nazisti, cantatori di un neo-paganesimo dichiarato; tra i "perfetti", apostoli della non violenza, ed i nazisti, che eressero il terrore a sistema; tra le vittime dei roghi di Cassčs, Lavaur, Minerve e Montségur, e gli inventori dei forni crematori.
Se Hitler sperava di trovare in Francia gruppi di formazione culturale "ariana", alimentata dal tradizionale antisemitismo della destra e dai circoli esoterici ed occultisti, l'Italia era estranea a questi disegni, in quanto dominata da quella religione "papista" nemica della concezione che Pio XI ed i suoi collaboratori consideravano a giusto titolo neo-pagana. L'unico teorico neo-pagano in Italia, anticristiano in nome del paganesimo imperiale romano fu il barone Julius Evola (1898-1974), fascista "estremo", isolato durante il regime concordatario mussoliniano, ma recuperato dalla "nuova destra" pił radicale e razzista nel secondo dopoguerra. Le sue idee elitaristiche e antimoderniste ed i suoi libri sul razzismo, sul misticismo del Graal e sulle tradizioni arcaiche trovarono dapprima un certo credito nella Germania nazista, dove furono pubblicati "Heidnischer Imperialismus" ("Imperialismo pagano", 1933) e "Erhebung wider die moderne Welt" ("Rivolta contro il mondo moderno", 1935) e dove fu invitato a tenere conferenze. Wiligut tuttavia lo sentiva una specie di atavico nemico, in quanto erede dei romani, nemici degli antichi germani, e lo riteneva comunque all'oscuro delle istituzioni preistoriche germaniche e dei loro arcani significati; le attivitą di Evola finirono pertanto con l'essere scoraggiate anche nel Terzo Reich21.


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