Le radici esoteriche del Nazismo

(prima parte)

L'arresto in Argentina di Priebke, con l'accusa di essere il boia delle Ardeatine, ha fatto riemergere la tematica dei rapporti tra nazismo e sette occultiste. Infatti, il vecchio nazista Reinhardt Kops (agente dei servizi segreti del Terzo Reich, fu anche collaboratore subordinato di Otto Skorzeny e come tale partecipò alla liberazione di Mussolini sul Gran Sasso), in Cile dov'è rifugiato, ha rilasciato un'interessante intervista a Marco Dolcetta del "Corriere della Sera"1 dove, tra l'altro, afferma: "So che il nazismo è stato considerato, come il fascismo, un movimento avversato dalla massoneria. Ma in realtà il nocciolo occulto del movimento nazionalsocialista, le logge del Vril, e la Società di Thule, erano espressioni di due massonerie diverse tra loro. La prima si rifaceva alla teosofia della Blavatsky e poi a Rudolf Steiner, che era grande amico del nazismo e confidente di Rudolf Hess. Non è vero che fu perseguitato dai nazisti, anzi... Questo gruppo fu manipolato da sempre, da quel mago diabolico, al servizio degli Inglesi, Aleister Crowley. L'altro gruppo, quello della Società di Thule, in Baviera, era più puro, meno infiltrato dagli scozzesi: si rifaceva agli illuminati del 'German Orden', i massoni razzisti della Santa Vehme. Sanguinari, di radici integraliste cattoliche, dal 1700 sono stati violenti antisemiti. Hitler era uno di questi. Ma ho poco da spiegare a un italiano: il 'Progetto Gladio' e la 'loggia P 2'. Questo è il complotto dei massoni".

E più oltre: "Vede, io non facevo parte di quel gruppo di 12 che si riunivano periodicamente nel sotterraneo del Castello di Wewelsburg, a Paderborn, ma vi ho assistito qualche volta come incaricato della sicurezza. Quelle non erano riunioni militari o politiche. Era una liturgia particolare: Himmler officiava quel rito segreto, e tra gli altri c'era Friedrich Hielscher, il filosofo, e anche, a volte, lo scrittore Ernest Jünger: sono ancora tutti e due vivi, in Germania. E poi Otto Rahn, ed Ernst Shäffer che faceva la missione al Montségur, alla ricerca del Graal, ed in Tibet nel '39, dal Dalai Lama; questo è l'aspetto più profondo del nazismo; le Ss non sono state dei robot, e dei carnefici, sotto c'è un'ideologia ben precisa, legata alla tradizione millenaria nordeuropea".

Il vecchio nazista così conferma e rievoca oggi quei rapporti tra hitlerismo e sette occultistiche, che costituiscono tuttora un campo ambiguo e sfuggente, ma che è stato ampiamente affrontato da storici e filosofi2.

Alcuni ritengono che queste tematiche non appartengano alla "Storia" con la "S" maiuscola; replica Gianfranco De Turris nella sua introduzione all'edizione italiana dell'Alleau: "Invece lo è. Non è storia nel senso orizzontale (cioé solo di eventi e di idee), ma storia in senso verticale, che guarda dietro le quinte e tende l'orecchio anche ai fatti dello 'spirito', alla Weltanschauung di un dato tempo, ai miti e ai simboli che, come ha ricordato per primo in epoca moderna Johann Jakob Bachofen3 (oggi riscoperto, rivalutato e ristampato) sono più veritieri della storia stessa".

Tutti i lavori di "scavo" citati sottolineano come il nazionalsocialismo non sia sorto da un giorno all'altro in una nazione sconfitta e prostrata dal dopo-Versailles, ma abbia avuto invece alle spalle una non irrilevante tradizione culturale. Lo storico tedesco Mosse inizia dal XIX secolo, come il britannico Goodrick-Clarke; Alleau risale assai più indietro, spingendosi addirittura sino alla Germania pre-conquista romana e segue un filo ininterrotto che lega le grandi personalità religiose (ortodosse e eterodosse mistiche, mitiche, esoteriche: dai miti dell'Edda con il "crepuscolo degli dei" ai legami di sangue e amicizia delle Männerbunde medioevali; dagli ordini cavallereschi tedeschi alle rivolte messianiche della Riforma; dai messaggi della "Rosa-Croce" ai rituali della Framassoneria, alla nascita degli "Illuminati" di Baviera), per spiegare come sia potuto accadere che Adolf Hitler sia riuscito per oltre un decennio a soggiogare il popolo tedesco, esercitando un potere quasi magico, medianico, sulle folle, mentre la sua dottrina era scarna di contenuti, traendo egli la sua ispirazione da miti ancestrali e dai riti delle società segrete, da sempre numerose in Germania.

Alleau sostiene, per primo, che "il partito nazionalsocialista e la sua rivoluzione non si possono completamente spiegare soltanto attraverso il genio demagogico di Adolf Hitler, né attraverso gli avvenimenti economici, né attraverso le strutture sociali"; egli si meraviglia che gli specialisti non abbiano tenuto conto della funzione delle società segrete come il Germanenorden, da cui derivò la Thule-Gesellschaft (Società Thule) che Mosse liquida in sole dieci righe e che, erroneamente, chiama Thule Bund: sia Hitler, sia Rudolf Hess, sia altri fondatori del Partito nazionalsocialista (prima Dpa, poi Sndpa), appartenevano a questa misteriosa setta alla quale un singolare personaggio, Rudolf von Sebottendorff, aveva trasmesso le conoscenze magiche delle confraternite razziste turche. Continuando questo filone, Goodrick-Clarke si sofferma particolarmente sui miti, leggende, creazioni fantastiche e pseudostoriche che hanno preceduto e preparato il terreno per l'avventura hitleriana, sottolineando i motivi neo-pagani di un recupero del culto di Wotan (Odino), il principale dio del pantheon germanico, da parte degli pseudo aristocratici Guido von List e Adolf Lanz, ex frate cistercense (padre Jörg), il quale aveva fondato, come diremo più oltre, all'inizio del secolo l'Ordine del nuovo tempio, richiamandosi ai templari del Medioevo, eliminati dalla scena nel 1307 dal papa Clemente V e dal re di Francia Filippo il Bello.

Là dove lo studioso inglese si abbandona alle descrizioni degli strani mondi "ariosofisti", Giorgio Galli indaga e cataloga in maniera più sobria. Però, al momento di valutare l'importanza storico-politica della materia, i ruoli si invertono. Goodrick-Clarke, con un certo scetticismo, nega che l'occultismo abbia davvero giocato un ruolo importante nella costruzione dell'ideologia nazista4; Galli invece ritiene che nella formazione di Hitler questa cultura esoterica sia stata rilevante, collegandola ad ambienti politici europei, ed in particolare francesi e inglesi, in rapporto ai quali vennero prese decisioni che portarono alla seconda guerra mondiale.

Ciò spiegherebbe il viaggio di Hess in Inghilterra: Hitler ed i suoi erano convinti di trovare interlocutori in Gran Bretagna, così come le società segrete inglesi, scozzesi, irlandesi, francesi e tedesche avevano, almeno dal secolo scorso, reciproci contatti ed anche interdipendenze. Fu infatti un nobile inglese, Edward George Bulwer Lytton, deputato liberale a soli ventotto anni nel 1831 e membro della Camera dei lord nel 1866, a scrivere, tra le altre opere ispirate alla tradizione occulta, "La razza ventura", nella quale è ipotizzata la forma di energia, detta Vril, che darà il nome alla società (1920), la quale, col fondatore dell'istituto di geopolitica Karl Haushofer, contribuirà all'elaborazione dell'ideologia nazista. Lord Lytton, divenuto nel frattempo segretario di stato, morì nel 1873. Un ecclesiastico inglese, A. F. Woodford, trovò per caso in una libreria di Londra un manoscritto con riferimenti ad una Societas rosicruciana, con indirizzo in Germania presso Anna Sprengel che autorizzava William R. Woodman ed altri due membri di una preesistente Societas rosicruciana in Anglia (i cui membri erano tutti framassoni) a dar vita in Inghilterra ad un ramo della setta cui ella apparteneva. Così ebbe vita nel 1887 l'Order of Golden Dawn in Outer (Ordine ermetico dell'alba d'oro all'estero), abbreviato in Golden Dawn5, al quale aderirono illustri personalità delle lettere, quali Brahm Stoker (l'autore di "Drakula"), il poeta irlandese William Butler Yeats, premio Nobel6, Arthur Machen (pseudonimo di Arthur Lewellin Jones) e Thomas Eliot. A capo della Golden Dawn era William R. Woodman che, nel 1878, era al vertice della Societas rosicruciana in Anglia, fondata nel 1865 e limitata allo stretto ambito prettamente massonico. Molto più estesa era invece l'organizzazione della nuova associazione, poiché la Golden Dawn (che ammetteva anche le donne) aveva logge (chiamate "templi") in Germania (dove aveva sede la loggia-madre: "Lichte, Liebe, Leben"Luce, vita, amore"), in Olanda ("Hermanubis") e quattro in Gran Bretagna ("Isis Urania" a Londra; "Hermes" a " ossia Bristol; "Horus" a Bredford; "Amon-Râ" a Edimburgo) ed una in Francia ("Ahator", avenue Mozart). Alla morte di Woodman nel 1891, divenne capo della Golden Dawn Samuel D. Mathers, che aveva sposato la sorella del filosofo francese apprezzato da Gramsci, Henri Bergson (1859-1941), premio Nobel per la letteratura, ebreo che, pur vicino al cattolicesimo, non si volle convertire per non tradire la sua stirpe perseguitata dai regimi totalitari di cui fu oppositore.

È singolare circostanza che Mathers, capo di una setta così vicina all'antisemitismo, sposi un'intellettuale ebrea... Morti gli aderenti illustri, come Yeats succeduto a Mathers, la Golden Dawn tra le due guerre decadde, sino a finire nelle mani di un tipo non molto equilibrato, Aleister Crowley (1875-1947), organizzatore di "orge sacre", che si firmava "La Grande Bestia" (il 666 dell'Apocalisse) facendosi passare per l'incarnazione di Satana. In stretta colleganza con ordini di neo-templari tedeschi, compie molti viaggi anche in Germania e, come nota Giorgio Galli7, "l'accostamento è importante per chiarire i precedenti del viaggio di Hess nel maggio 1941 alla ricerca di interlocutori per una possibile pace". Era infatti sulla base di antichi rapporti dell'aristocrazia inglese (anche politica) con le società occulte, che un settore del vertice nazista pensava di poter ritrovare contatti al fine di rendere neutrale la Gran Bretagna in vista dell'attacco anticomunista a Est; e poi, nell'ultimo periodo della guerra mondiale, per far fronte comune contro il bolscevismo che minacciava di invadere l'Europa con l'armata sovietica vittoriosa. Questa è la tesi di Giorgio Galli, che ritiene l'occultismo tedesco non così allucinato come viene presentato da Clarke e, a maggior ragione, quello inglese non privo "di una certa dignità intellettuale, con la differenza che, per quanto antisemita, non si poteva definire razzista"8.


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