Il mito al Potere - Il Neopaganesimo Nazionalsocialista

(seconda parte)

HITLER E LE SCUOLE ESOTERICHE

La storiografia ufficiale (Fest, Toland, Payne...) si è spesso soffermata sui rapporti tra Hitler e la rivista austriaca Ostara - il cui nome riprendeva quello dell'antica dea germanica della primavera -, una pubblicazione nata a Graz nel 1905 ad opera di Lanz von Liebenfels, tipico rappresentante della corrente culturale neopagana che scorreva, in Austria come in Germania, al di sotto della più contenuta ufficialità, ma che possedeva comunque un suo seguito variegato, che andava dal borghese ben inserito all'outsider, dallo stravagante all'erudito.

Ostara ebbe diversi periodi e luoghi di uscita, e continuò le sue pubblicazioni fino al 1931. I suoi temi ricorrenti erano il mondo ario (Ariertum), la psicologia razziale, la mistica comunitaria, ovvero argomenti senz'altro eccentrici come la "teozoologia", il cristianesimo ariano, oppure la ricerca dei caratteri originari della razza nordica, attraverso lo studio dell'antico comportamento indogermanico: un articolo del 1908 parlava del Gesetzbuch des Manu and die Rassenpflege bei den alten Indoariern (Il Codice di Manu e la protezione della razza presso gli antichi Indoari); un altro del 1906 discettava di Urmensch and Rasse im Schriftum derAIter (L'umanità originaria e la razza nella letteratura degli antichi); uno studio del 1911 si intitolava Urheimat and Urgeschichte der blonden heroischen Rasse (La patria e la storia originarie della razza biondo-eroica), e così via su questo tenore.

Sotteso e intrecciato a queste tematiche c'era l'intendimento di formulare una filosofia della spiritualità razziale nordica, riguardata come il centro della creatività occidentale, spesso insidiata da antagonisti definiti Dunklen, gli scuri, un termine usato come contrapposto al biondo, ma soprattutto nell'accezione interiore, di oscuro, malevolo, cupo, indistinto. Era questa una sinistra forza negativa talora identificata con l'ebraismo, talaltra col rivoluzionarismo progressista di matrice slava, cui sarebbe occorso contrapporre la salda tenuta dell'antico, solare arianesimo, affidato alla segreta trasmissione dei suoi incrollabili valori. L'ariochristliche Geheimlehre di cui si faceva alfiere il circolo di Ostara, cioè la dottrina segreta ariocristiana, doveva configurarsi come il luogo privilegiato in cui la vera e più interna spiritualità ariana difendeva se stessa dalle interferenze e dalle intromissioni esogene, particolarmente avvertibili nell'impero austro-ungarico in cui Lanz viveva e operava.

Hitler lesse Ostara durante il suo soggiorno viennese, ebbe anche modo di conoscere personalmente Lanz von Liebenfels, di cui peraltro non divenne mai attivo seguace, ma di cui certo assorbì talune impostazioni ideologiché. Queste contribuirono a costituire con tutta probabilità la concezione hitleriana della necessità di un ordine selezionato, che comprendesse la migliore rappresentanza della stirpe dal punto di vista dei caratteri razziali, ma che soprattutto si facesse carico della conservazione delle qualità etiche e spirituali del popolo, una roccaforte in cui raccogliere la più alta eredità della tradizione germanica. Questa idea di un ordine ‘signorile' (ciò che Lanz chiamava Herrentum) corse nel pensiero di Hitler al di sotto delle sue manifeste opinioni politiche e costituisce il lato attivo, propositivo, di una più interna concezione, affidata all'impronunciato e basata su valutazioni propriamente esoteriche.

Era l'intenzione di costituire un giorno un uomo nuovo, padrone di sè e dei propri sentimenti, in grado di dar vita ad un'aristocrazia mai prima concepita: vinta la paura della morte,domato il contraddittorio delle sensazioni interiori, l'uomo nuovo così formato avrebbe costituito la realizzazione degli antichi sogni pagani di fusione tra la terra e il cielo. Che Hitler carezzasse a tratti il riposto desiderio di custodire qualcosa di superiore al semplice dominio politico, cioè una conoscenza segreta, sembra oggi possibile affermarlo, come certo appare il contatto tra questo arcano sapere e gli insegnamenti neopagani.

I circoli volkisch da lui frequentati o conosciuti in gioventù, avevano pressoché tutti come denominatore comune -il richiamo alla nordicità pre-cristiana da un lato e l'utilizzo di un linguaggio e di una letteratura esoterici dall'altro. Uomini come Guido von List, oppure più tardi Alfred Schuler, avevano elaborato una dottrina in cui le remote virtù religiose del germanesimo venivano coniugate al culto della continuità e della sacralità del sangue, due momenti topici nei quali si diceva ripetersi la sostanza dei riti druidici basati sulla comunione tra vita cosmica e vita terrena. Simbologie astrali, tra le quali già campeggiava la ruota solare, la sanscrita swastika, geroglifici runici, liturgie di nuova concezione ma volutamente rifacentesi agli arcaici rituali pagani, tutto confluiva nella celebrazione di un mistero del sangue, nel quale tornavano in tutta la loro suggestiva potenza ricreatrice i temi della spiritualità originaria.

Tra questi, ruolo centrale ricopriva la Erlosung, la redenzione, già presente nella saga eddica e poi di nuovo a più riprese - come abbiamo visto - nella cultura tedesca moderna, ad esempio in Wagner. Il ritorno ai miti solari, la celebrazione del mistero cosmico della creazione, l'inserzione dell'uomo nei grandi ritmi dell'esistenza quale elemento dotato esso stesso di scintilla divina, furono altrettanti episodi della rinascita neopagana inveratasi attraverso il ricorso ora all'occultismo, ora alla spiritismo, ora a un rango emozionale in cui spesso l'enfasi dell'appartenenza ebbe la sostanza di un'organica cultura interiore. Mosse riferisce che con tutta probabilità Hitler conobbe di persona lo Schuler, anch'egli abitante a Monaco negli anni immediatamente antecedenti la prima guerra mondiale, e questo rinforza e precisa i contorni neopagani della visione del mondo hitleriana.

Non staremo qui ad addentrarci nel periglioso itinerario delle società segrete pre-naziste, in cui s'intrecciarono ariosofisti, occultisti runici, geomanti e astrologhi di varia estrazione, per i quali rimandiamo alla letteratura specializzata di recente fioritura editoriale anche in Italia.

Le teorie di un legame cosmico tra l'individuo e le forze della natura non sono proprie del solo neopaganesimo esoterico moderno; come abbiamo notato nel corso del capitolo primo, già nel XVI secolo vi furono movimenti d'idee decisamente antiumanistici che rivalutarono gli aspetti irrazionali legati all'astrologia e alle influenze cosmicoastrali sull'uomo è sui ritmi vitali: si ricorderanno un Melantone in terra tedesca, come pure gli ambienti del neoplatonismo rinascimentale, intrisi di un esoterismo che ebbe sostanziose innervature non soltanto in filosofia ma anche nel particolare dominio dell'estetica figurativa e architettonica. La riscoperta del paganesimo volle allora dire la riscoperta dell'ermetismo alchemico, della nozione di mistico contatto fra l'uomo e il sapere, e d'iniziatica devozione alle energie motrici del creato. In questo senso, il neopaganesimo germanico non fu che il recupero di una vasta tradizione allo sbando, battuta in breccia dall'esplosione del materialismo moderno, una tradizione culturale sposatasi da ultimo all'ideologia nazionalsocialista sgorgata dall'urgere dei tempi.

Il capitolo sull'esoterismo nazionalsocialista, nato dai contatti di alcuni esponenti della NSDAP con gli ambienti volkisch pre- e postbellici, fa certamente parte del neopaganesimo; ma la presente esposizione intende privilegiare gli aspetti neopagani legati per così dire alla ‘rivelazione' (Offenbarung) del messaggio germanico alle grandi masse moderne, il che costituisce la caratteristica storica del nazionalsocialismo.

La componente esoterica, che fu presente in varia misura non soltanto in Hitler, ma anche in altri dirigenti della NSDAP, non ebbe natura e contenuti diversi da quelli del periodo precedente. L'elemento dirompente e rivoluzionario non risiede nella presenza di un esoterismo neopagano all'interno del movimento nazionalsocialista, ma nel tentativo di edificare una società e una civiltà pagane attraverso l'attiva e consapevole compartecipazione del popolo procedendo in una direzione opposta a quella della storia.

Il nazionalsocialismo attinse alla lunga tradizione germanica, elaborandone gli aspetti ancora vivi e socializzandone il messaggio. Un'operazione di alta chirurgia ideologica da ascriversi in larga misura

alla irripetibile personalità di Hitler e alla sua accentuata sensibilità per i rapporti tra la sua figura e il popolo. Il neopaganesimo nazionalsocialista, ivi compresi i suoi prolungamenti esoterici, fu pertanto una via religiosa e di redenzione spirituale comunitaria, e una distillazione meramente intellettuale affidata all'occulti

Il periodo seminale dell'esperienza nazionalsocialista conobbe senza dubbio comportamenti associabili a quella impostazione, ma il fenomeno appare nella sua completezza soltanto se posto in relazione con l'elemento moderno, il risveglio del popolo profondo e la sua missione partecipante nell'argine ampliato della tradizione. unione tra il neopaganesimo minoritario delle epoche precedenti e quello inconscio e dormiente allora nel popolo fu l'operazione storica compiuta dal nazionalsocialismo: il passato s'innesta nel presente, la tradizione pagana diviene religione civile, lo spirito popolare, il Volksgeist, sale la scalinata del potere e ascende al ruolo supremo di filosofia esistenziale nazionale.

Per comprendere come ciò fosse avvenuto, bisogna comprendere le relazioni che intercorsero tra Demiurgo e Demos e bisogna del pari penetrare nel magico senso di fusione e rispecchiamento reciproco che venne ad instaurarsi tra il Fuhrer e il Volk. "Tutti i poteri che asprano alla continuità sono poteri segreti in alcuni dei loro punti decisivi", affermava Max Weber, con ciò aprendoci al vasto universo dei motivi che creano i rapporti politici sotto la specie di rapiti impalpabili o anche psicologici e spirituali.


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