Europa vivrà

di Leon Degrelle

Leon Degrelle, Generale delle SS

Discorso pronunciato il giorno 30 Gennaio 1981, in occasione del XLVIII Anniversario della salita al potere del Nazionalsocialismo. Nella sede dell'Organizzazione CEDADE a Barcellona

Ho ascoltato il nostro camerata parlare dell'importanza del Fronte dell'Est. Ricordavo delle migliaia di ragazzi della sua età che morirono nelle nevi della Russia per salvare l'Europa. Se ora, che si è perduta quella immensa occasione: ora che l'Europa è già sconquassata: una metà sovietica, una metà occidentale, non si vede altro se non la decadenza, molti di noi diciamo: Europa, l'Europa è la ricchezza; andiamo con l'Europa. Ma questa parola non porta il miracolo in sé stessa, non è la soluzione miracolosa che può sistemare tutto così, senza sforzo.

Che cos’è l'Europa? Che Europa vogliamo? Da dove viene? Come può ricostruirsi? Nel nuovo mondo, che possibilità può avere?. Quelli che parlano dell'Europa lo fanno generalmente a vuoto. Sappiamo quale è la nostra Patria, ma non quale è l'Europa, chi può spiegarlo bene?

Ieri sera si stava nell'hotel, con la gente che guardava la televisione del Sig. Suárez. Un inciso: nell'Europa di oggi e di domani, che cosa è un Governo che rovina sé stesso? E ho visto con sorpresa che la gente guardava il Sig. Suárez senza entusiasmo. Lo guardavano e basta. E dopo che aveva terminato tutti si alzarono ed andarono via, lasciando le notizie internazionali senza altro spettatore che non il sottoscritto. Mi dicevo: questa gente si informa sull'Europa? Gli interessa del mondo? Non dobbiamo ingannarci. Questa Europa della quale tanto sappiamo, come la vediamo? Quali sicurezze può portare al Mondo?

In primo luogo: da dove origina? Che cosa è un europeo?.

Molti pensano alla l'Europa di oggi, ma Europa ha duemilacinquecento anni, per lo meno! L'Europa è un'immensa civiltà: è una culla di vita.

Si può dire che abbiamo conosciuto l'Europa prima ancora di conoscere le nostre proprie Patrie. Da dove è nata l'Europa? È nata da quei primi paesi del Mediterraneo che hanno creato la Cultura dell'Europa, l'Ordine Politico dell'Europa; la sua Civiltà.

Un giorno, chiesi a Hitler: che cosa è il suo paese? Chi è lei? Mi rispose: "Io sono greco". Ed aveva ragione. È la Grecia che ci ha dato la nostra vita spirituale.

Se il mondo europeo esiste, se ha un senso, è perché già duemilacinquecento anni fa, questo paese piccolo che è la Grecia, con pochi abitanti, poche ricchezze, ha potuto forgiare la ricchezza suprema che è la Civiltà. Ma, quando si è più vista una civiltà come quella greca? L'arte, i templi, le sculture, la filosofia, le scienze e quell’equilibrio meraviglioso della vita. Una vita che si viveva quasi amichevolmente coi loro dei; che vivevano nell'allegria dello spirito e che, poichè aveva queste forze che valgono più di qualunque forza materiale, aveva proiettato in pochi secoli la sua civiltà a tutto il mondo conosciuto della sua epoca.

Noi viviamo qui vicino ad Ampurias. Che cosa è stato di Ampurias? Quando uno passeggia vicino a queste rovine, quando si va al Museo Archeologico di Barcellona, quando si vedono tutte queste opere straordinarie di immensa bellezza, bisogna dire che qui esisteva la Grecia, venti secoli fa. Ma esisteva allo stesso modo a Napoli—Neopolis—, la nuova città. Esisteva la Sicilia; esisteva l'Egitto (Chi ha creato Alessandria? Alessandro) con una biblioteca di quattrocentomila papiri. Quattrocento mila papiri! Che Cultura! Che scienza!.

Sono le barche greche quelli che hanno navigato tutto il Mediterraneo: Marsiglia, Ampurias; che sono arrivati a Cadice; che sono venuti per le porte di Ercole, lo Stretto di Gibilterra; duemilacinquecento anni prima degli inglesi, i greci stavano a Gibilterra. Come erano in India. Con Alessandro. Questo Re di una piccola terra che andava con i suoi guerrieri e con la sua Cultura per l'intera Asia orientale, che arriva per sino fin alle Indie!

Piccolo paese europeo, di sangue germanico! Questo è ciò che si dimentica sempre.

Ogni volta che si cerca la civiltà in qualunque posto dell'Europa si incontra il sangue del Nord. I paesi germanici; i celti. Tutti questi famosi barbari dell'Antichità che si vedono raffigurati col coltello tra i denti. Barbaro vuole dire "straniero", e nient'altro.

Ma questo sangue indoeuropeo che è venuto dalla Russia che è arrivato al mare Baltico, giungendo dopo alla Grecia, all'Italia, alla Spagna, è il sangue del Primo Viaggio. Noi, razzisti, sappiamo che è il sangue puro quello che rende i paesi forti. E furono queste razze bianche forti, intelligenti, con pochi uomini che hanno creato questo mondo dalla Grecia. E dopo che la Grecia diede, per sempre, al Mondo la sua Civiltà, fu seguita da un'altra onda di forza europea: Roma. Un altro esempio straordinario.

Quando poi nella nostra epoca si hanno paesi giganti, come gli Stati Uniti, con fortune favolose, impotenti di fronte alla civiltà; incapaci di vincere la guerra, perfino incapaci di far atterrare sette elicotteri!, si guarda con ammirazione a quell'epoca, quando bisognava fare tutto a piedi o a cavallo o in barche molto piccole, senza motore, illuminate solo con candele, si vedono i primi abitanti di Roma che arrivarono a coprire col loro ordine nuovamente tutto il mondo conosciuto.

Quindi abbiamo due grandi beni: la Cultura greca: cervello limpido, lucido; e l'Ordine romano.

Stavo guardando questa mattina il modellino del Circo di Barcellona dell’epoca romana. Questa lupa che sta' nel centro! Quella lupa che ha fatto il giro del mondo civilizzato.

Quando si incontrano, a Barcellona, quei ruderi romani..., uno ammette: ma... che grande importanza doveva avere Barcellona! L'aveva, ma c’erano cento città romane importanti come Barcellona. Se si va a Merida: un campo immenso di rovine romane. Se si va a Siviglia: è Italica! Se si va in paesi lontani, come Ronda, in fondo all'Andalusia; a dieci chilometri sta la vecchia Ronda, con un teatro per dodicimila spettatori!. Se si va in Africa: Marocco, Algeri, Libia. Uguale!. Se si va al Nilo: si vedrà che conquistarono non solo il Nilo, ma avevano conquistato Cleopatra.... so che la cosa può sembrar spiritosa, ma è interessante. Perché Cleopatra era della nostra razza. Non era africana! Era di origine greca, come tutta la sua famiglia!

Se si va all'altro lato, i romani sono andati, allo stesso modo a Gerusalemme. Abbiamo alcuni amici che si ricordano della bastonata che hanno ricevuto.

E fu grazie al suo genio che Roma seppe creare quella struttura fenomenale che è stata rappresentata dall'Impero Romano, questa è l'Europa di quell'epoca. Perché fu vera Europa: quella di Roma!. Col suo Ordine e con la sua Pace.

Ma quando si guarda ora quello che significa, in un paese... normale, mantenere anche solo l'amministrazione; andare ad un ufficio: presentare o chiedere un documento; andare ad iscriversi ad una scuola.

E quando si pensa che coi mezzi primitivi che avevano materialmente i romani, si sono sovrapposti all'Europa, questa organizzazione immensa—stavano a Colonia; sono andati dappertutto in Oriente e tutte le coste dall'Africa; stavano in Inghilterra: tre sbarchi romani in Inghilterra, fino in Scozia—.

Hanno dato vita ad un'agricoltura come non era mai esistita. L'industria; le flotte. E, soprattutto, la Pace. Infatti, i nostri paesi non hanno avuto un'altra pace in duemila anni se non nell'Europa dei romani.

Gli spagnoli, cinquecento anni di pace completa!.

Non solo con l'Ordine Romano, ma anche con la Cultura Romana.

Da dove veniva Seneca? Da Cordova. Cordovani i migliori filosofi di Roma! E gli imperatori! Ciò prova che in questa Europa si poteva vivere nell'unità e nella libertà. Da dove veniva Traiano, il più grande degli imperatori romani? Da Siviglia!! Si potrebbe dire: un andaluso!. E al tempo dell'imperatore Traiano uno spagnolo! L'Europa romana aveva le più straordinarie dimensioni: dieci milioni di chilometri quadrati!. Con un ordine straordinario... quando gli uomini andavano solo a piedi o a cavallo. Quando non avevano tutte le risorse attuali delle banche, né i prestiti internazionali, e potevano edificare palazzi meravigliosi, templi, circhi, anfiteatri... di cui abbiamo traccia per tutta l'Europa.

Se pensiamo all'Europa. dobbiamo pensare alla realtà.

L'Europa è, innanzitutto, una Civiltà.

E anche se le forze materiali sono state abbattute, se le strutture politiche si sono disgregate, la Civiltà è rimasta al suo apogeo. È l'unica volta, nella Storia dell'Europa che abbiamo parlato tutti la stessa lingua.

Che unità! Sia che fosse un romano che un tedesco che uno spagnolo che un uomo della Libia di Gheddafi che un uomo dell'Egitto..., tutti parlavano il latino. Anche questa è prova anche della Pace Romana, dell'allegria di vivere; di come la gente era contenta di vivere nell'unità, di avere profitto da questa unità e di vivere nel mondo romano, immenso, in una libertà fisica ed intellettuale completa.

E dobbiamo sempre, quando si parla dell'Europa, dire a noi stessi che è una cosa che si può fare, che è stata già fatta! E' esistita per secoli: coi greci e coi romani. Con la forza intellettuale ed artistica dei greci che ci ha sempre aiutato. Se in un'epoca tanto difficile, quando non c'erano comunicazioni, tutta la gente di razza bianca nell'Europa di quell' epoca ha potuto convivere nella fraternità e nell'allegria, è la prova che quella realtà non è una cosa impossibile. Ma bisogna ricordarlo anche quando si parla dell'Europa e dei tentativi -difficili, a volte disperati - con Carlomagno, con gli Hohenstauffen, Napoleone, Hitler di riunire un'altra volta questa gente. Bisogna ricordare che loro seguivano questa linea millenaria dell'Europa.

Gli altri paesi, per esempio gli Stati Uniti, sono paesi che hanno due secoli. Sono tutte razze mischiate. È un miscuglio! Ed abbastanza brutto. Ed altri mondi come l'America Centrale o l' America del Sud sono, in ultimo, prodotti della civiltà europea che hanno quattro secoli. Le civiltà che avevano avuto prima erano diverse ed sono sparite. Ma qui in Europa.... la civiltà l'abbiamo avuta da venti secoli! L’unità politica, l'unità intellettuale e l'unità artistica - Le colonne, qui, erano come a Costantinopoli. L'arte romana era uguale dappertutto. Tutte le costruzioni, uguali! Migliaia di artisti! Come quando si visitano oggi i Musei.

Tutte le opere che rimangono, lo dicono. Quante ce ne dovevano essere! Perché almeno il novantanove percento, sono state demolite.

Si vede una cosa sorprendente e ci si chiede: come è che si sono rovinate tutte queste opere d'arte, tutti questi monumenti?.

Disgraziatamente è così in tutte le civiltà. Se si va in India o in Perù, o in Messico:si va a Persepolis ad esempio... e si vedono dappertutto rovine o non si vedono per niente. E come se questa costruzione meravigliosa, l'Europa che è la nostra madre, fosse andata via in pezzi. Lo stesso che avvenne dopo cinque secoli, di una civiltà tanto prestigiosa, si è poi arrivati alla separazione di tutti i paesi che erano uniti nel seno dell'Impero Romano e che ne erano evidentemente felici.

Si vide nei primi tempi di Roma come alcuni paesi, come la Lusitania, si fossero ribellate. Si è visto nelle terre di Santander: gli antenati non volevano l'impero Romano. Ma in seguito cambiarono idea. La ragione stava nell'unità. E si veda, quindi, come in pochi anni, tutto sia sparito.

Molte volte sono domande che ci poniamo. Perché il potere spirituale che aveva l'Impero Romano e del quale costituiva una ricchezza immensa per tutti, in mezzo secolo, è stato raso al suolo?

Quello che fece cadere Roma ha diverse origini. In primo luogo, un fenomeno che conosciamo anche ora: la decadenza. Per avere una grande espansione, per diffondere una grande civiltà, bisogna avere un centro forte ed un centro puro. Questo lo possiamo osservare: quando in un paese inizia a scomporsi il centro—non bisogna guardare lontano (—risate—), si vede come in pochi anni tutto si sgretola.

L'Impero Romano era arrivato ad avere una enorme ricchezza e, come sempre, il denaro corrompe. Gli ordini religiosi che in passato si sono salvati erano quelli che vivevano in povertà. Ed i capi politici che cercano il denaro, che vogliono il denaro non sono più da considerarsi dei politici. Ricordo che Hitler non aveva mai un pfenning. È morto... e non aveva niente. Ugualmente non rimase alcun bene materiale a Mussolini; la sua povera moglie, venti anni dopo la guerra, con grande difficoltà, ottenne la pensione. Perché il potere è l'allegria suprema. Che cosa è il denaro al fianco del potere? Prendere il fango umano e modellarlo. Credo che l'essere umano è così: è fango. Il fango ti macchia i pantaloni; ma se lo prende Miguel Ángel... fa un'opera immortale. Il grande politico prende il fango umano e, con questo fango umano, ne fa un grande paese, una grande civiltà. Quello che fecero uomini come Napoleone, uomini come Hitler.

I grandi romani hanno conosciuto il peccato del denaro.

E secondo, dobbiamo ricordarlo bene, commisero un altro peccato: la razza. La razza si corruppe, come nell'Europa attuale, dove ci sono quattro milioni di mori o semimori in Francia, quattrocento mila turchi a Berlino, e, a Madrid, ebrei in numero venti volte maggiore di venti anni fa.

Una volta che marcisce il sangue, tutto si perde. Ed ebbimo la fortuna di avere in Europa, finalmente, la stessa razza. Bisogna dire la verità: gli abitanti del Baltico, degli Appennini in Italia, gli spagnoli. i russi, siamo uguali! I russi sono nostri fratelli. Siamo tutti europei. Siamo gli stessi. Ma la decadenza di Roma venne quando già prima, con Atene, arrivarono in gran massa, forze umane dall'Est. Era una tentazione per un selvaggio dell'Africa; era una grande avventura venire a vivere a Roma, per fino come schiavo. L'Atene della decadenza aveva solo settemila ateniesi. Gli altri erano schiavi o semischiavi che venivano dall'esterno. E così, la razza romana, che dominava per la sua forza, per il suo spirito, per la sua volontà, si disgregò.

Basta guardare il caso spagnolo: arrivarono qui i goti, i visigoti; arrivarono qui i vandali, arrivarono gli svevi. Questi popoli forti, poveri, che vivevano in un paese con un'agricoltura pessima. Arrivarono qui, non come si è spiegato mille volte, con la forza, bensì d’accordo con Roma. Roma che sentiva già la sua debolezza, era finalmente contenta di vedere popoli nuovi che giungevano con nuove forze. E si nota come qui, per esempio a Barcellona, i visigoti abbiano avuto una crescita pacifica, come per tutta la Spagna, e abbiano costituito una vera elite. Ma questi nuovi popoli che arrivavano in terre romane, hanno convissuto coi romani che erano rimasti e l'hanno fatto pacificamente. I romani, infine, abbandonarono a poco a poco il potere, creando delle federazioni. Erano "federati", erano alleati. Ed è questa gente quella che ha salvato quello che poteva salvarsi di Roma, ad esempio la lingua. Tutti gli editti gotici erano in latino!.

L'amministrazione romana rimase, così, per due secoli. E così l'Arte romana. L'arte visigota è un'arte molto interessante e, in Spagna, ci sono molti ricordi grandiosi dei visigoti.

Però nello stesso tempo, era sopraggiunto un terzo fenomeno: il Cristianesimo. E molte volte si dice che il Cristianesimo abbia fatto l'Europa. In realtà, l'Europa già era stata fatta ed il Cristianesimo era arrivato dopo molti secoli, per dare una nuova vita ai paesi dell'Europa.

Ma è anche evidente come nei primi secoli il Cristianesimo abbia spezzato l'impero. E, soprattutto, abbia spezzato la sua civiltà. Certo ha mantenuto la lingua: per venti secoli il clero ha continuato a parlare il latino. Ma un latino... molto consunto.

E, se manteneva la lingua, sopprimeva le opere letterarie e filosofiche. Basta vedere gli editti dei papi, già nel III secolo, che giunsero ad eliminare tutta la Filosofia, la Letteratura romana e la greca. E siamo rimasti in un deserto culturale.

Io, cattolico, mi dispiaccio di questo. Ma la Storia è la Storia, ed il cattolicesimo ha costituito, per il mondo greco-latino, un vero disastro.

Poi verranno altre epoche e si vedranno i papi stimolare una nuova Civiltà, diversa, ma che tarderà mille anni, quando si vedranno le prime opere d'arte romaniche.

Stavo ieri guardando queste collezioni meravigliose del Museo Federico Marés. Straordinarie! Come un uomo ha potuto riunire tante cose...! Ciò è molto facile: la Legge Mendizabal, nel secolo scorso, ha confiscato tutti i beni del clero; ha lasciato abbandonati centinaia di conventi, dove tutto è andato rubato, spacciato, distrutto.... Ma quando si guardano tutte queste opere, bisogna dire: questi visi non vivono!; queste Vergini hanno un viso anonimo; questi santi, la stessa cosa. E quando si vedono, in altri Musei e per fino in questo stesso museo, le statue greche e romane, che personalità. Ogni viso è diverso.... Che bellezza! che nobiltà! che linee!. Questi corpi romanici... sono righe! Stavano incominciando qualcosa di nuovo... con mille anni di ritardo.

A Roma, le catacombe: ma se sono disegni di bambini! Ed avevano avuto la più alta civiltà che non fu mai esistita.

Migliaia di statue, di capitelli, di colonne, hanno alimentato le fabbriche di calce per secoli!.

In Spagna, in egual modo. Stavo l'altro giorno in una città andalusa. Al lato dell'antico anfiteatro romano stava... una fabbrica di calce! Fino ad alcune decine di anni fa, continuavano a fabbricare la calce con le lastre di marmo del teatro romano. E’... la verità è così.

E, così, rompendo l'unità romana, hanno permesso o meglio hanno obbligato ogni popolo a ricorrere alle proprie risorse ed a cercare la propria piccola forma di esistenza politica. Ciò ha portato alla rottura, in venti pezzi, della grande unità europea. E, da questo momento, separati della Roma politica, e con poca unione con la Roma ecclesiastica, ogni popolo abbandonato si fabbrica la sua lingua, segue le sue abitudini e perde il contatto col resto del mondo.

E giunge così fino a cinquanta anni fa. Dopo la caduta di Roma abbiamo vissuto millecinquecento anni separati! Non solo nella forma dello stato, ma anche delle lingue.

Può sembrare di dare alla lingua un'importanza esagerata. Le lingue regionali, provinciali, sono cose belle e del tutto rispettabili. Ma se vogliamo avere uno spirito europeo, dobbiamo anche vedere un po' più lontano. E, soprattutto, se vogliamo appartenere alla Cultura Universale.

La Chiesa, durante questi secoli, ha abbandonato completamente questo compito. Malgrado sia venuta a Roma. Perché si era stanziata a Roma? Perché c'era un'organizzazione. Ha sovrapposto la sua diocesi a questa organizzazione. E dopo se ne allontanò. Come domani si allontanerà dai Paesi Baschi. Allo stesso modo. Sono i curati quelli che si allontaneranno. E l’Europa così... regionale non sembrava avere più forza per conquistare il potere.

Quelli che salvarono la situazione per due secoli, furono quei popoli germanici che vennero per dare nuovo sangue.

Furono quelli che hanno portato di nuovo la civiltà greca e romana... furono i mori - È così!.

Cordoba si trasformò in una capitale intellettuale dell'Europa. Santo Tommaso d'Aquino, quando ebbe il desiderio di leggere Aristotele, dovette venire a Cordoba e lavorare a Cordoba.

Furono i mori quelli che ci hanno portato tutti i grandi filosofi greci. La passione dell'arte dei greci. Era Alessandria che aveva altri germogli nelle nostre terre. Ed in questa epoca, che cosa succedeva negli altri paesi dell'Europa? Carlomagno era come "il Cordovano": sei mesi per imparare a firmare. Ed appena l'arte romanica incominciava a mostrarsi, i mori d'altra parte stavano alzando già la Moschea di Cordoba, unica nel Mondo. Stavano coprendo il Sud della Spagna di una civiltà straordinaria che è giunta fino a noi.

Ai lati delle strade di Madrid, quante chiese ho visto!: chiese mussulmane; architettura puramente musulmana. Sono andati fino a Girona: i bagni arabi di Girona.... Sono arrivati sino a Santiago di Compostela. E’ evidente che quella che ha portato un'altra volta la civiltà antica nell'Europa, attraverso la via spagnola, fu l'invasione araba.

Si parla sempre della Riconquista. Chiaro! Ma quale Riconquista... non bisogna confondere!. non si riconquista ciò che non si era conquistato. Il Nord non era mai andato prima al Sud. Ma hanno creato l'unità. Ma un'unità che, come molte unità, ha prodotto più danni. Ha eliminato un grande tesoro di civiltà.

E quello che salvò nuovamente l'Europa, dopo questi fatti, è stato quello che si chiama il Rinascimento. Quando l'Europa ritornò un'altra volta alle sue fonti artistiche. Che cosa è il Rinascimento se non un ritorno della Grecia e di Roma nella Civiltà? Di nuovo si giunge alla stessa architettura o inspirata allo stesso modo.

Rinascono i filosofi; giunge un grande secolo culturale, detto il Secolo d'Oro. Ma l'Europa aveva perso, in quel tempo, la sua unità. Ogni paese era rimasto come era. Mille anni erano trascorsi dopo la sconfitta di Roma. Di nuovo ritornano Atene e Roma con la loro civiltà, ma solo con la loro civiltà. L'ordine politico è già morto. Ed ogni volta che si fecero dei tentativi, falliscono.

Chi tentò il primo sforzo fu Carlomagno. Riuscì alla fine ad essere l’Imperatore dell'Europa, non solo del mondo germanico. Ma dopo di che, poichè aveva separato i suoi beni alla sua morte, questo primo tentativo fallì..

Poi gli Hohenstauffen, con Federico II. Gli Hohenstauffen che stavano in Sicilia nello stesso momento in cui stavano nel Rhin, hanno fatto uno sforzo meraviglioso per resuscitare una grande unità culturale, non per creare solo una grande unità politica.

E, chi fece fallire questo grande tentativo? Un'altra volta... i papi!.

È il grande dramma delle religioni: quando i capi delle religioni come gli Ayatollah, vogliono contemporaneamente il potere religioso ed il potere civile. Perché, in fondo, quello che si dice contro l'ayatollah si può dire contro i papi: volevano essere papi degli Stati e non solo delle Chiese.

È la grande malattia delle religioni, quando hanno troppo appetito di potere temporale..

Una vocazione religiosa è qualcosa di meraviglioso: portare la gente verso il cielo... perché portarla alle urne elettorali?.

Ed è così che ogni papa volle trasformarsi nel padrone del mondo: ogni cardinale in Capo di Stato; ogni vescovo in governatore della provincia ed ogni curato in giudice.

E faranno sempre così.

In ogni grande esperienza per la ricostruzione dell'Europa, abbiamo visto la stessa battaglia.

Arriva Carlo V,di Spagna. Carlo V era un grande principe. Cattolico. Ha lottato tutta la sua vita per la difesa della Chiesa. Ed era giunto, più o meno, a ricostruire l'Europa. Chi lottò contro Carlo V? Il Papa che unì tutte le alleanze contro di lui! Carlo V, tanto religioso, ha dovuto invadere Roma!

E Filippo II, il Re più alto della Storia della Spagna...quanti nemici che ebbe a Roma!

Carlo V ha fallito soprattutto per questo motivo. Ha difeso con enorme valore la Chiesa contro il protestantesimo e in seguito anche Filippo II fece ugualmente, usando tutte le sue forze!.., quando Roma, la Roma religiosa, si alleava invece con gli infedeli e si è visto persino un cardinale, come Richelieu, allearsi coi protestanti.

Dopo giunse Napoleone. L'ultima esperienza prima di Hitler. Dove ha avuto i problemi più grandi? Con Roma!

Non è che questi aveva ragione in tutto perché Napoleone voleva essere il capo civile ed il capo religioso. O, per lo meno, mettere in primo luogo il clero ed il Papa al suo servizio.

Ma, ogni volta che si è fatto un tentativo, c'era la contrapposizione della Chiesa. E si vide in ogni paese. Allo stesso modo.

Quando un potere è forte, hanno paura. E non si ha un potere politico senza un potere forte. Non si è visto mai fare qualcosa di grande senza la forza! Ora, questa parola fa paura, ma la forza è una virtù! Ci sono statue raffiguranti la forza nelle chiese!

E se uno ha forza per imporre quello che è decisivo, la gente lo seguirà, la gente non ha cervello. Quando hanno passato venti o trenta anni, incomincia a dire: sembra che si stia bene... ma quello che ha il dono del genio, che è capace di vedere all'orizzonte, questo uomo deve dire: è così ed imporlo.

Come si è creata l'unità spagnola? Dando baci come fa il Sig. Suárez?. Si è fatta perché i Re Cattolici camminavano coi loro cannoni. "Questi sono i miei poteri!", diceva il Cardinale di Toledo. È evidente che dopo la gente abbia detto: come stiamo bene!. Ma prima nessuno sarebbe entrato in una comunità. E’ stata una guerra di secoli.

L'unità francese. Come i re della Francia hanno fatto l'unità francese? Con la forza!

E gli italiani, con Garibaldi? E gli americani? Quegli dei della democrazia... ma che democratici? Quattro anni di guerra civile! La Guerra di Secessione. Quattro anni prima di arrivare all'unità!

Ed è così che, quando giunse il caso Hitler, questi dovette cozzare contro molte forze esterne, ma anche contro la mentalità umana. Il nostro camerata diceva bene. Quando la gente ha visto che io stavo con Hitler... Lei? '—si tiravano indietro—perchè? Perché questo uomo aveva un piano grandioso per l'Umanità. Perché era il genio più fenomenale che la Storia umana abbia conosciuto. E se avessimo ottenuto la Vittoria avremmo ora un'Europa dal Mare del Nord fino a Vladivostok. Avremmo seicento o settecento milioni di uomini bianchi, padroni del mondo, con tutte le forze materiali inimmaginabili; con tutte le materie prime; con lavoro per tutti.

Quando si vedono tutti questi ragazzi che camminano miserabili, che non sanno che futuro avranno, come offrire la loro gioventù, perché ogni ragazzo desidera qualcosa di grande. Sono disperati questi ragazzi. Questi ragazzi stanno così per colpa di questi democratici corrotti ed infernali!.

È cosicché quando sorse Hitler, si è visto di fronte già questo mondo quasi dissestato. Perché la guerra degli anni dal 1914 al 1918 non era stata altro che una enorme guerra civile. Gli europei che erano rimasti per millecinquecento anni disuniti, si massacravano tra di loro. Un milione seicento mila morti in Francia! Come in Germania. Tutta la gioventù più forte e promettente... sacrificata! Ed il regionalismo... sempre peggio. Quando ero ragazzo, non si sapeva quasi nulla di ciò che accadeva nei paesi vicini. Era una cosa strana. Lo ricordai al primo ministro francese, Pierre Laval; quando gli chiesi un giorno:
— "Ma: conosce lei il Belgio?"
— Solo la frontiera. Ah, sì, sì. Sono andato una volta.
— Quando, come.
— Quando andai a Berlino, passai per Liegi. Di notte, nel treno...."

Tutto ciò che conoscevo era Charles Maurras che fu lo scrittore politico francese più straordinario del secolo.... Charles Maurras era venuto una volta a Bruxelles, in un treno per tredici franchi andata e ritorno.

I paesi non si conoscevano! Io vivevo a tre chilometri della frontiera francese.... non andavamo mai dall'altro lato! Tre chilometri!.

Fu una cosa straordinaria quando mi comprai una bici e mi misi a camminare per tutta l'Europa. Ho fatto diecimila chilometri per vedere questi esseri meravigliosi, fantastici che vivevano negli altri paesi. La stessa cosa quando venni in Spagna ero un ragazzo. Un paese inverosimile! Tutti facevano le stesse cose.... gli spagnoli facevano quello che si faceva in Belgio o in Germania.... Tutti si riconoscevano figli della stessa Civiltà nella quale avevano vissuto assieme per secoli. E che per un nazionalismo feroce e cieco, si erano ora trasformati in estranei e nemici.

E Hitler stesso, nel suo proprio paese, doveva ricostruire la sua unità, il suo territorio.

E, intanto, un fenomeno assolutamente nuovo era sorto: il comunismo.

Prima, i paesi potevano guerreggiare l'uno contro un altro. Era una questione di guerra di frontiera. Ma, una volta che una forza internazionale si era stabilita in Europa, in quella che fu chiamata Leningrado.... Era facile nei primi anni non accorgersi questo pericolo!.

Ma questo fenomeno era assolutamente inedito, perché era un paese che non voleva combattere con questo o quel paese, bensì divorarseli tutti. È il fondamento del comunismo. Il comunismo non è un fenomeno russo; è un fenomeno mondiale.

Già da quel momento, per ogni paese, c'era un altro nemico oltre a quello alla frontiera: c'era quella forza enorme che stava ammassando le sue risorse in Russia.

Si sarebbe potuto evitare questo pericolo sempre maggiore all'Europa e al Mondo!.

Stiamo qui, molto tranquilli. Domani... una guerra in Polonia...; un mese dopo stanno a Siviglia.

È così. È così, parliamo tutti dell'Europa? Non sappiamo che cosa rimarrà dell'Europa tra venti o trenta anni. Voi conoscerete drammi enormi! Io sarò già morto. Sarò morto, tranquillamente giacerò nella mia tomba. Ma voi... a soffrire!. È evidente.

Era l’anno diciassette quando Lenin,si impadronì della Russia. In quell’epoca, la Germania stava per vincere la Prima Guerra Mondiale. Arrivò a conquistare la metà della Russia, tutto quello che era più utile: il settanta percento delle risorse minerali, il sessanta percento dell'agricoltura. Erano arrivati fino a Tiflis, nel Caucaso; avevano occupato la Crimea; l’ Ucraina; avevano occupato i paesi baltici, strangolando Lenin. Che cosa fecero gli alleati? Obbligarono le truppe tedesche ad andare via, lasciando tutto il terreno a Lenin. Sono gli alleati! Le democrazie!. Dicono oggi: "... Ah, il terrorismo". Loro sono quelli che l'hanno provocato. Se c'è ora un enorme pericolo terrorista nel mondo, se il comunismo sta guadagnando terreno in Asia, tutta l'Indocina è nelle sue mani, in Africa—Mozambico, Angola—, se stanno a Cuba e nei paesi dell'America Centrale... se dappertutto hanno avviato una grande offensiva, è perché questi idioti di borghesi e socialisti che occupavano il potere democraticamente in Francia, in Inghilterra, negli Stati Uniti, hanno capitolato o hanno collaborato. Sono gli unici che non hanno diritto ora a lamentarsi, loro sono quelli che hanno provocato il pericolo che sta minacciando l'Europa intera ed il mondo intero.

Bene. Nel 1918, Hitler era un invalido di guerra: cieco. In quel momento, si vide già che il comunismo era protetto dagli alleati, benché facessero alcuni piccoli tentativi per attaccarlo che erano solo delle farse.

E si vide, nello stesso momento a Berlino, il tentativo comunista di Liebnecht e di Rosa Luxemburg, due capi comunisti ebrei.

Alcuni comunisti ebrei presero anche il potere in Baviera. Così come in Ungheria con Bela Kun, anch'essi ebreo, con tutta una squadra di ebrei.

Si, bisogna pur ricordare questo! Non basta attaccare questa gente di Israele, ma dire anche la verità: il comunismo è un fenomeno tipicamente ebreo!

Se le democrazie si mordono oggi le dita... è per sua colpa!

Lenin era tre quarti ebreo. Trotsky, ebreo. Il settanta percento del Soviet Supremo era ebreo.

È cosi Hitler vide come avevano quasi spezzato il suo paese nel 1919.

E l'invasione mora qui, diventò possibile perché in tutti i paesi, da Cordoba a Toledo, erano gli ebrei quelli che aprivano le porte. Loro sono quelli che si sono sempre trasformati in alleati dell'invasione. E’ sempre la stessa famiglia!

Quindi Hitler vide il suo paese dissestato, con migliaia di feriti e mutilati; con la sua industria sconquassata; con l'occupazione straniera; con la fame; con la disoccupazione. Fece un primo tentativo: il Putsch di Monaco che fallì, e il suo fallimento fu una cosa positiva. Io stesso, quando ho potuto avere il potere con l'Esercito, non lo presi. Preferivo guadagnarlo ottenendo l'anima del paese. Non basta il potere senza il consenso e l'affetto. Il paese non si conquista: deve arrendersi. E se si ama un paese che si arrende, bisogna fare un sforzo. Bisogna dargli la prova di moralità, di talento, di fede, di cuore.

Il paese è sano; molto più sano e coraggioso, molto più dei borghesi. Il borghese, se la cosa va bene... bene; se va male, fugge. Ma l'operaio, una volta che è stato convinto, è fedele, capace di sacrifici. E Hitler, invece della facile soluzione di ottenere il potere con la forza, ha preferito il lavoro immenso della conquista con gli argomenti. Quella avventura di dieci anni di conquista pacifica di Hitler è stata una cosa tremenda. Aveva tutte le forze, normali ed anormali, contro di lui. Aveva contro le democrazie, tutte; e tra tutte le democrazie, la democrazia tedesca, nella quale c'era molta gente incapace, come in tutte le democrazie, dove non si sceglie il migliore: si sceglie il più tonto perché non disturba nessuno, o il più corrotto, perché si corrompe. È molto raro che si scelga gente che abbia carattere.

Ed aveva la Chiesa contro di lui. Un'altra volta! Un partito cattolico. Perché un partito cattolico? Noi abbiamo conosciuto la stessa situazione in Belgio. Questi cardinali e vescovi che fanno scegliere deputati che danno ordini a tutti i curati e scelgono dei fantocci. Questi non sono politici! Sono fantocci! Eseguono solo gli ordini che ricevono.

E tutto il Centro tedesco... che era il partito cattolico, stava agli ordini di un prelato: monsignore Kaas. E la Chiesa, per dieci anni, ha fatto di tutto per contrastare la salita di Hitler al potere, fino a non permettere la comunione ai nazionalsocialisti; non permettere loro funzioni funebri. Sì hanno passato cose immonde! Ma... con la stessa rapidità, una volta che Hitler ebbe guadagnato il potere..., tutto cambiò, i vescovi, divennero molto compiacenti. Li abbiamo visti anche qui! Tutti così...! (—alza il braccio).

Aveva contro di lui tutte le forze del denaro. Perché si dice ogni volta che Hitler vinse col denaro che ricevette dai grandi capitalisti. Completamente falso!. Al gran capitalismo gli piace il potere debole, perché può maneggiarlo in modo migliore. Le banche vogliono gente ubbidiente affinché non possano andare contro i suoi interessi. Per loro... molto bene!: il ventidue, il ventitre o il ventiquattro percento... è il paradiso terrestre!. Chiaro, ognuno di noi va fino in fondo alla tasca per trovare una moneta, ma essi maneggiano migliaia di milioni ogni anno e... lo dicono! E lo dicono. E nessuno si vergogna di questo. Di tutte quelle forze, quella del denaro, in Germania, stava contro Hitler.

Due o tre industriali hanno, a volte, regalato qualcosa; ma il novantanove percento delle risorse dei nazionalsocialisti, le hanno avute dai suoi stessi membri del paese!. Ugualmente abbiamo fatto noi in Belgio. Una volta ho ricevuto da un amico diecimila pesetas; era un conte che non era molto ricco. Tutto il resto, dai nostri giornali, dalle nostre riunioni.

Il nostro giornale, in un paese piccolo come il Belgio, aveva più di trecentocinquanta mila copie come tiratura e lo vendeva tre volte più caro degli altri giornali. Non è una questione di denaro un giornale. È quello che si scrive su di esso che ha valore. Se può suscitare le passioni, la gente si precipita per comprarlo. La nostra stampa arrivò a farci guadagnare circa un milione, ogni mese! Ogni mese un beneficio di un milione! Ed i militanti.... non ne ho parlato Mai, fino all'ultima notte di campagna elettorale, senza farsi pagare. Bisognava pagare, per lo meno, cinque franchi della nostra epoca che sono, per lo meno, cento pesetas di ora. Fino a cinquanta e sessanta mila persone ho avuto durante i sei giorni nel Palazzo degli Sport. Perché io ero uno di quelli a cui piaceva il ciclismo nel Palazzo dello Sport: il ciclismo oratorio! Abbiamo avuto ottocento mila franchi di entrata. Questa è la prova che si può guadagnare politicamente senza passare per le banche!

Ed i nostri partiti democratici.... Ma come spendono migliaia di milioni che non sono suoi! Che sono soldi del partito socialista tedesco, o che sono prestiti delle Banche.

Ma... lei crede che le banche paghino migliaia di milioni perché vogliono viziare il Sig.. Fraga o il Sig. Suárez? Nessuna intenzione di questo tipo. Vogliono impadronirsi di questi partiti!. E quando bisogna riavere il denaro, dicono: "o il denaro... - o tal cosa, o tal cosa". Non sono organizzazioni filantropiche le banche.

Avete visto le foto dell'arrivo di Hitler al potere o nel suo anniversario. Hitler arrivò portato a spalla dal paese tedesco. E soprattutto, dalla massa operaia; la grande forza di Hitler era la grande massa operaia, cosa questa che il marxismo non gli perdonò mai.

Hitler, in quel momento, prima di incominciare la sua attuazione politica, aveva già messo le basi dell'Europa futura in una maniera definitiva.

Bisognava tagliare la strada al comunismo. Per tagliare la strada al comunismo non c'era un'altra soluzione da opporre, alla lotta di classe, che la fraternizzazione delle classi. Hitler volle questo: riunire le classi. Dire ai capitalisti: senza la collaborazione fraterna della massa operaia, voi non arriverete a niente. Ma disse anche agli operai: senza la collaborazione fraterna col capitale che è una parte della nazione che si può utilizzare per il bene comune; senza gli industriali, senza gli ingegneri, se tutti non si uniscono....tutti a casa.

Ed il gran cambiamento del secolo è questo e non c'era un'altra soluzione. Potete vedere ora: i patti della Moncloa, i consensi. Dopo molte ore a discutere col Sig. Carrillo e col ragazzo González si arrivava a proporre soluzioni che, poi... si sgretolavano al giorno dopo.

Ma la vera soluzione, se vogliamo salvare all'Europa, è una risposta sociale. E la risposta sociale è questa: il benessere della classe operaia; lo stimolo della vita economica nella collaborazione completa.

E le democrazie, se non fosse un insieme di ignoranti o di sfacciati, così lo spiegherebbero alla massa operaia. Incominciando dai socialisti: dire alla classe operaia quello che è il loro stesso interesse.

Ora, sono tutte solo rivendicazioni e, in ultimo, nessuno vuole lavorare. Quello che si ama è non lavorare, riscuotendo, ma non lavorare. Questo è ciò che abbiamo.

Ora il rendimento spagnolo è la metà del rendimento europeo. Nelle miniere, la terza parte. Una Spagna così... è persa. È impossibile, non solo entrare in Europa, ma anche sopportare la competenza europea nelle condizioni attuali.

Bisogna insegnare un'altra volta alla gente che il lavoro è un onore; che è un'allegria. Non ripetere sempre alla gente: ha questi, questi e questi diritti. Ma ci sono diritti e ci sono doveri. Ma la stessa cosa ai capitalisti: non si tiene un fabbrica per sfruttare gli operai. Questi hanno diritto a vivere con decenza. Che possano comprare tutto quello che fabbricano. Vivere con libertà. È quello che fece Hitler. E fu il gran miracolo di questa teoria sociale che rese possibile resuscitare in tre anni un paese assolutamente dissestato; prima di Hitler, il marco era caduto a tal punto da dovere dare quaranta milioni di marchi per un solo dollaro. Quando arrivò il trenta Gennaio del 1933, la Germania aveva più della terza parte della sua massa operaia in stato di disoccupazione. Più di sei milioni di disoccupati dei diciotto milioni di operai tedeschi! Ed in tre anni, tutti i disoccupati erano entrati di nuovo nell'attività economica e c'erano venti milioni di tedeschi che lavoravano! Due milioni ottocento mila in più di quelli che lavoravano quando c'era la disoccupazione.

E, come si era arrivato a questo?

Suscitando la collaborazione e stimolando grandi opere che rinnovavano la sua Patria: le case operaie—negli anni del nazionalsocialismo, prima della II Guerra Mondiale, si era raddoppiato il numero di case operaie in Germania, duplicato!—, quando oggi invece si vedono queste capanne in tanti quartieri; quando si incontrano questi quartieri inumani nei quartieri dei grandi capitali; la miseria di questa gente….si pensa alle centinaia di migliaia di case, non di piani, col loro giardino dove i bambini potevano giocare; dove potevano coltivarsi un poco di lattuga, dove l'operaio andava a respirare di pomeriggio; quando si costruivano fabbriche completamente rinnovate, modernizzate, con le loro piscine!, i loro campi da sport; quando si vedeva il lavoro delle autostrade, sette mila chilometri di autostrade!, per permettere alla gente operaia di utilizzare, per il loro riposo, per la loro istruzione...; quelle autostrade..; l'automobile popolare! cinque marchi a settimana per avere un'automobile! Loro potevano parlare di ferie e di opere sociali!.

Tutte questi cose sono state fatte duplicando le risorse della massa operaia. Al tempo di Hitler, tali risorse erano il doppio: guadagnarono più o meno il doppio con un costo della vita che rimaneva allo stesso prezzo. Non sono arrivati mai a salire più dell'uno percento annuale. Media, zero virgola otto percento. La gente guadagnava il doppio. In realtà! Ed ora la gente guadagna cinque volte più, ma la vita costa dieci volte più. A che cosa serve?.

Così, si era ricostruita una vita straordinaria, stimolando industrie nuove, creando tutti i prodotti che mancavano alla Germania. Questi prodotti sintetici che si convertirono in veri miracoli economici.

Non bisognare dimenticare che Hitler, dopo quei pochi anni di trasformazione interna della Germania, dovette fare fronte ad una terribile Guerra Mondiale, come nessuno mai l'aveva conosciuta ed ha resistito per cinque anni! con tutte le sue risorse, le sue!. E, una cosa completamente nuova nel mondo, senza la collaborazione di un ebreo!.

Avevano sempre detto che erano indispensabili. Tutto quello che diventava grande nel mondo, erano loro che lo facevano. È abbastanza strano. Perché quando si studia la Storia dell'Antichità che si osserva la Civiltà Greca; che si vede la Civiltà della Babilonia, degli ittiti; si vede quella degli egiziani, attorno ad Israele.... Civiltà fantastiche, tutte grandiose forme di civiltà. E nel centro... una macchia nera. Loro non hanno costruito mai niente!. . Che cosa rimane della civiltà ebrea? O di quello che potrebbe chiamarsi civiltà ebrea? Due o tre vecchie scialuppe? Nient'altro! In qualunque Museo di Barcellona sono mille volte più che in tutta Israele.

Ci spiegavano che loro erano quelli che decidevano tutto; che preparavano tutto.... Indispensabili! Da tutte parti li hanno cacciati e si è vissuto perfettamente senza di loro. Ciò è la prova che possiamo vivere felici, e mangiare pernici, senza avere questa gente con noi.

Se gli altri paesi dell'Europa, se le democrazie avessero avuto un minimo di intelligenza, si sarebbero detti: "Finalmente!. di fronte al comunismo abbiamo un baluardo". Hitler aveva ricostruito fantasticamente una forza nazionale. E l'aveva fatto solo con la forza della sua economia. Se Hitler ha potuto dare più lavoro a due milioniottocentomila operai; se ha potuto dare a tutta la massa operaia case splendide; se ha fatto autostrade ed un'industria nuova, perché preparava la guerra? I numeri stanno a disposizione di tutti. Durante i tre anni di riassorbimento della disoccupazione, la Germania ha speso nel suo sforzo militare il quattro percento, la Francia l'otto. Il Giappone l'otto virgola due, e la Russia sovietica il nove percento È il paese che spendeva meno nel suo sforzo militare. Fu un successo puramente economico e sociale.

(...)

Hitler non voleva la guerra contro Occidente. In primo luogo, perché non aveva nessun interesse a farlo. Il suo interesse era il comunismo. Eliminare un pericolo mondiale.

Secondo, dare al popolo tedesco terre nuove dove il suo senso della vita, del lavoro, dell'organizzazione, potesse fare miracoli. Era l'obiettivo di Hitler. E nessun altro. E fu sempre così.

Era un piano intelligente e di fronte al comunismo, era un piano indispensabile! E perché Churchill respinse questo piano e si comportò come un maiale col povero Rudolf Hess.... Se non voleva discutere con un uomo che era venuto in buona fede, doveva portarlo in un aeroplano e, con un paracadute, ricacciarlo su Berlino. Avrebbe fatto ridere tutto il mondo. Ma no: l'hanno perseguitato e hanno commesso le peggiori atrocità su lui ed oggi continuano nella prigione. Questi che non perdonano! Churchill!! È questo un cavaliere? Si? Se ha affondato l'Europa...

I sovietici hanno ora la metà dell'Europa. Lui stesso si è reso conto. Ma... troppo tardi! Quando disse a Postdam abbiamo ammazzato il maiale …. avevano sbagliato maiali, a suo giudizio!. Ma egli, contemporaneamente, perse tutte quelle immense colonie che furono l'onore ed il profitto dell'Impero britannico.

Ma in quell'epoca, tutti i paesi democratici, la cui formula della solidarietà delle classi aveva dato prova della sua vittoria in Germania, volevano affondare la Germania. Tutte le forze israelitiche, allo stesso modo. Perché per essi la Germania era il Paradiso, e li avevano cacciati fuori dal Paradiso. Come ad Adamo ed Eva, e... nudi come quei due.

Ed i tedeschi potevano dire: sopportiamo. Ma non potevano sopportare più.

E quando si pubblicheranno i documenti sovietici si scopriranno cose straordinarie. Come ad esempio che se Hitler non avesse attaccato nel 41, i russi sarebbero entrati in Germania sei mesi dopo.

Ci sta l'ordine di Stalin per la costruzione di trentamila carri di combattimento. Ne avevano già diciottomila. Ed i tedeschi tremila!

I tedeschi avevano l'ostacolo enorme di un paese senza strade: la Russia. La Germania aveva strade meravigliose e poteva essere occupata coi blindati come si voleva. Ci sono mille immagini di documenti sovietici, del maresciallo Jusef, nelle quali spiega pubblicamente quest'ordine. L'Europa avrebbe perso il suo potere, senza Hitler, senza speranza.

In primo luogo, se non sarebbe esistito Hitler, sarebbero entrati già molto prima. Se Hitler non avesse invaso le terre sovietiche dopo un anno, gli altri avrebbero approfittato della lotta di Hitler contro l'Inghilterra per invadere l'Europa.

Ed è così che Hitler ha avuto una possibilità: impedire ai sovietici di conquistare l'Europa. Ma una volta che in tutti i paesi, centinaia di migliaia di ragazzi, ragazzi come voi, avevano compreso il senso di questa lotta, sono arrivati al fronte dell'Est. In quel momento, si è visto che il sogno che sembrava impossibile, di CarloMagno, degli Hohenstauffen e di Napoleone, poteva, finalmente, resuscitare. Sul fronte russo, nelle file delle SS, le armi, gli eserciti di scontro—eravamo il sessanta percento degli effettivi non tedeschi—, il milione di soldati delle SS aveva seicentomila non tedeschi, quella era la prova evidente che Hitler voleva, non far si che la Germania assorbisse l'Europa, bensì un'unione fraterna degli europei. Come aveva fatto con le classi sociali, la sua riconciliazione, voleva, una volta che si era protetta l'Europa dal pericolo sovietico, unire, finalmente gli europei.

Ed il fatto di dare la sua fiducia, della sua armata privilegiata ai non tedeschi, c'indica perfettamente che era non solo disposto, bensì deciso all'unione. Non all'annientamento.

Hitler non era un uomo che voleva un potere anonimo e tirannico su tutta l'Europa. Era un uomo che aveva compreso molto bene il problema, non solo delle nazioni, bensì dei regionalismi. Perché un potere forte può permettersi molte espansioni e, se ci sono in Europa cento culture distinte, ci sono cento ricchezze. Ed aveva queste idee tanto radicate che, un giorno in cui parlai con lui di questo problema, mi rispose: "Io voglio rispettare fino a tal punto i regionalismi che ho fatto distribuire buoni per gli alimenti, di tutti i prodotti del razionamento, distinti secondo le regioni. Perché ci sono regioni che mangiano più carne, altre fanno torte con più farina". Pensava persino a queste cose. Dettagli, ma che sono prove del suo concetto di un'Europa molto diversificata. Una Europa così, come qualunque paese, non può ottenersi senza la forza del padrone, che pensa e che comanda. Nella vita non può si immaginare niente se non si comanda. Hitler, è evidente, avrebbe obbligato gli europei ad una certa disciplina. Andiamo, un potere serio in Spagna, obbligherebbe gli spagnoli ad una certa disciplina. La gente lo dice già ora:
quando hanno rubato a sua moglie la cesta o hanno violentato la ragazzina. "Ah, mano dura!". Un po tardi....

Hitler avrebbe creato un'Europa forte, ma diversificata nell'unione. Ma l'unione si sarebbe fatta normalmente. Già noi nel fronte venivamo da posti diversi. I nostri camerati fiamminghi stavano con gli andalusi della Divisione Azzurra; spagnoli e fiamminghi!. Noi stavamo nel Caucaso con i rumeni, con i croati e con gli italiani. Stavamo sul piccolo fronte russo con ventotto paesi distinti. Si era inventato un cameratismo meraviglioso. È evidente che dovevamo vivere nell'ideale di fronte alla morte, nel sacrificio, quello che aiutava la fraternità. Si era data la prova sul fronte russo che l'unione degli europea era possibile perché era già fatta. E gli altri..., però questa era questione di una generazione, coi mezzi di viaggio di ora; il mondo del lavoro.... si vede già come centinaia di migliaia di spagnoli lavorino in Germania, in Svizzera, in Olanda. Sono rimasti li. I paesi si uniscono anche molto sposandosi. Napoleone l'aveva già compreso; ed ora voi, tutti i ragazzi che mi ascoltano ora, starebbero di fronte a qualcosa di gigantesco, molto più grande dell'Europa di Roma, perché avremmo avuto anche la Siberia che è la grande fonte di ricchezza del futuro ed è una terra dove la maggioranza degli uomini sono bianchi!. Qualunque ragazzo dell'Europa avrebbe avuto la possibilità immensa di svilupparsi. Ci sarebbero occupazioni per milioni di ragazzi, l'illusione dell'avventura; arrischiare qualcosa.

Si sarebbe fatta una Europa nell'allegria, nel lavoro nella conquista... ed invece di questo, voi non lo potete immaginare, un pugno di paesi disfatti, con quell'enorme massa sovietica sulla nostra frontiera. Staremmo, in duemila chilometri, lavorando, fabbricando, creando una splendida civiltà e saremmo i padroni del mondo, molto più forti degli americani.

Ed ora, al contrario, siamo piccoli paesi divisi, dissestati o semiarrugginiti, con milioni di disoccupati, otto milioni nell'Europa Occidentale!, quasi due milioni in Spagna! E, alla fine del prossimo anno tre milioni.

È evidente che ognuno ha paura di qualunque investimento; la garanzia del futuro...; si guadagna del denaro che ogni giorno vale meno. Ci sono poteri in tutti i paesi dell'Europa.... che vengono... che non sanno dove vanno. Come si fa a non sapere chi comanda! Non si sa che piano abbia. Che piano può avere?

Immaginatevi un'industria nella quale, ogni anno, si cambi il Consiglio di Amministrazione ed i metodi di lavoro, la clientela affonderebbe!.

Si sono visti già un Governo Arias, cinque Governi Suárez. Questa mattina... uno. Poi cambiato un altro..., le elezioni... dopo un altro.... È la rovina! La democrazia è la rovina dei paesi. Non è questione di odiare la democrazia, bensì di vedere quello che è.

È evidente che Hitler poteva realizzare questo piano grandioso di una Europa resuscitata, più forte che mai, unicamente perché aveva un potere forte; aveva cento milioni di anime unite, incollate a lui con fede, con speranza, con fiducia. Ed è così che si perse l'occasione più favolosa della nostra Storia e si è persa senza speranza. Ed ora, trentacinque anni dopo, che cosa è successo? Ogni anno il pericolo sovietico è maggiore. Ogni anno l'ombrello americano è più bucato. E perché ora sì che c'è un altro presidente... vedremo! Ma quello che non vedremo è qui gli americani che si sacrificheranno per l'Europa. Questa è una cosa sicura! Può essere, sì, che la salveranno.... Schiacciandola.

Ma, con noi vivi, niente da fare!

E per i nostri paesi. chi lotta? Già nella II Guerra Mondiale, i francesi, dicevano, non volevano combattere; corsero fino ai Pirenei più rapidi del Giro alla Francia.

Non c'è ora morale; non c'è ideale. La gente non si sacrifica per un paese che la gente non può sapere ciò che è.

I comunisti hanno una forza immensa. E hanno una complicità enorme. In ogni paese hanno la loro gente: milioni di comunisti in Francia, milioni in Italia e anche in Spagna. Non sappiamo quando arrivarono, ma, come gli ebrei durante l'offensiva mora, hanno aperto loro le porte. Tradirono tutto il mondo.

Tutte questi forze democratiche hanno affondato la famiglia, l'idea di Patria, l'idea di religione; hanno tolto ogni ideale. Non c'è oramai vita, spirituale. E la vita spirituale è la cosa principale. Senza vita dell'anima, non c'è niente!.

L’unica salvezza, per gli europei che rimangono puri, è avere ali forti! Avere un grande ideale sociale, un grande ideale patriottico, un grande ideale religioso. Mantenere tutte le forze che possano essere salvate, per quando verrà il giorno della salvezza. Perché tutte le grandi cose che si sono fatte nel mondo, si sono fatte sempre con poca gente. Non è necessario avere milioni di persone attorno. Bisogna avere cuori forti, disposti al sacrificio fino alla morte se è necessario. Che sanno quello che vogliono; che sanno dove sta il futuro. Così si potrà salvare l'Europa.

Se in Europa, dappertutto, ci sono ragazzi e ragazze come voi; se ognuno farà uno sforzo per convincere gli altri, al giorno del conto finale si potranno presentare per tutta l'Europa queste migliaia di giovani che salveranno quello che rimane.

Questi giovani esistono. Esistono qui. Esistono in tutti i paesi dell'Europa. Essi sono, quelli che un giorno, il giorno di Dio, quando Dio c'aiuta e c'ispira, ci potranno portare alla salvezza.

Pericoli enormi; possibilità enormi. Dipende tutto da noi.


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il giorno della salvezza. Perché tutte le grandi cose che si sono fatte nel mondo, si sono fatte sempre con poca gente. Non è necessario avere milioni di persone attorno. Bisogna avere cuori forti, disposti al sacrificio fino alla morte se è necessario. Che sanno quello che vogliono; che sanno dove sta il futuro. Così si potrà salvare l'Europa.

Se in Europa, dappertutto, ci sono ragazzi e ragazze come voi; se ognuno farà uno sforzo per convincere gli altri, al giorno del conto finale si potranno presentare per tutta l'Europa queste migliaia di giovani che salveranno quello che rimane.

Questi giovani esistono. Esistono qui. Esistono in tutti i paesi dell'Europa. Essi sono, quelli che un giorno, il giorno di Dio, quando Dio c'aiuta e c'ispira, ci potranno portare alla salvezza.

Pericoli enormi; possibilità enormi. Dipende tutto da noi.


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