Appello ai Giovani EuropeiLéon Degrelle |
|
In esilio, l8 agosto 92. Contro i buffoni democratici Anche noi avemmo letà di 20 anni. Quei giorni non rinverdiranno più, pur vibrando i nostri animi ed i nostri cuori finora delle idee e degli slanci spirituali che ancora infiammano, indubbiamente, anche voi, giovani camerati nostri europei doggigiorno. Ferventi nazionalisti, noi sconvolgemmo fin nel più intimo della sua coscienza lanimo della nostra Patria, volendo recuperarla dai pantani politici, in cui stava soffocando, restituirle fiducia nella sua missione, rimettere ordine nelle sue istituzioni, ristabilire la giustizia sociale nel quadro di unindissolubile collaborazione delle classi e realizzare soprattutto la rivoluzione degli animi che avrebbe liberato gli uomini del materialismo assillante. Nel giugno 41, poi, echeggiando le scampanate da un campanile allaltro, schioccò lora delle grandi possibilità europee. Soldato semplice prima, in seguito caporale, sergente, ufficiale e poi Comandante la 28a Divisione Waffen SS Vallonia, come centinaia di migliaia di volontari del vecchio continente nostro, contribuii, sul fronte Est, alla creazione inizialmente poco compresa, pur essendo inevitabile dunEuropa che avrebbe federato delle forze diverse, eppure reciprocamente complementari delle nostre Patrie, minacciate allora di morte dal comunismo sovietico, il quale sin dal 1917 accanitamente aspirava a far passare sotto il suo knut tutti i popoli del mondo intero. Dapprima, certo, noi tutti, combattenti non tedeschi, eravamo molto differenti da un Paese allaltro: spagnoli, norvegesi, francesi, bosniaci, neerlandesi, estoni; le dure prove e le sofferenze sostenute, però, ci ravvicinarono rapidamente a vicenda, sigillando poi la nostra unità. Amicizia, ma diversità. LEuropa respirava in noi, e, passata la bufera, ciascuna delle nostre Patrie, fiera dellonore riscosso dalle sue armi e del sacrificio offerto dai suoi morti, fece risplendere e magnificò la personalità del proprio popolo nel fascio delle nostre civilizzazioni riunite. Sconfitti e drappeggiando i tamburi, noi quellEuropa nostra nascente del 42, la vedemmo dopo il 45 raggrinzarsi nella banalità e mediocrità ed abbandonarsi perdutamente ad un furioso bisogno del godere, senza neanche indovinarne leffimera fragilità. E ciò le offuscò lanimo, decomponendone le caratteristiche morali e spirituali. Domani va ricostituito il tutto. Questa devozione alle nostre Patrie e allEuropa che le federava, noi, vostri predecessori della Seconda Guerra Mondiale, la pagammo terribilmente cara: fummo trattati con le forche, incassammo mille colpi e conoscemmo i ruscelli damarezza; ci si mescolò col fango, si assassinò le persone a noi più care, ci si braccò ovunque con una rabbia demoniaca. Eppure la nostra fede è rimasta integra, e non solo: resistendo a tutto, non rimpiangiamo nulla. Malgrado che i nostri corpi siano invecchiati, se ritornasse loccasione di rialzare le nostre bandiere, ripartiremmo senzindugio, ubbidendo al richiamo del dovere con lo stesso vigore, lo stesso piacere e la stessa risoluzione mai sgretolati. Al presente, se ancora bisogna che morsichiamo le redini nel profondo dun esilio tanto interminabile, quanto crudele, noi rimaniamo e rimarremo, cari camerati dEuropa, vostri compagni fino allultimo respiro nostro. A dire il vero, neanche voi avete oggi la vita facile. In tutti i paesi, infatti, i giudici indaffarati e servili, schiamazzanti e gloglottanti, vi trottano alle calcagna tuttuno sventolio di sottogonne, reinventando quotidianamente il Codice civile e quello penale per scoprire democraticamente, ben certo! dei nuovi pretesti che consentano dingabbiarvi nei loro ergastoli e sopprimere con le ammende aggrovigliate coloro che non accettino di baciare la pianta dei piedi di quella virago sacrosanta che è la loro «democrazia» da minchioni. Tutto il sistema delle acrobazie del parlamentarismo poggia, effettivamente, sul mantenimento dei rispettivi riti, e centinaia di deputati in quella ladroneria dei minestrai elettorali vengono eletti o rieletti, solo se appoggiati da una rastrellata preliminare di milioni, centinaia di milioni, e a volte persino di miliardi, che assicurano la sopravvivenza e limballaggio finanziario della loro macchineria elettorale. Le folle ben sazie dellandazzo credono sempre meno in tali pantalonate, in cui per avere un uovo si deve dare un bue. Scovati nella loro tana, le greggi dei politicanti, visibili dappertutto, sono ridotte allo stremo, dibattendosi sui pruni. E si vota sempre meno, perché non ci si crede più da nessuna parte a quelle strepitose promozioni con agganci giusti. Non si raglia più assieme ai somari. Nei nuovi stati liberati dellEst, in Polonia, p. es., la quale dovrebbe ancora provare meraviglia per il regaluccio «democratico» del tutto recente, il 65% dellelettorato non vi si è presentato per votare! Idem in Ungheria! Quanto al Libano, gli elettori ci si sono dichiarati in sciopero! Nella Francia del 92 lassetto ufficiale del governo è costituito solo dal 18% dei votanti, dai socialisti, cioè. Tali fratonzoli luminai buoni a nulla e dallo spirito a tracolla difendono con un furore pressoché ridicolo il loro potere sempre più traballante. Ma osar rinfacciargli direttamente nel muso, che le loro compagini governative sono foderate di fatture fasulle e nutrite di estorsioni con la copertura del sangue di emofiliaci e che nel Belgio, in particolare, un ex primo ministro socialista di nome COOLS e dalle mani rapaci è stato fatto secco dal sicario duno dei suoi colleghi ministeriali specializzato nei racket, vi costa seduta stante esser considerato «criminale fascista». Far notare che i 9 decimi dei parlamentari, ignoti e incapaci, non servono assolutamente a niente, se non ad intascare i lauti guiderdoni, vi trasforma in un intollerabile guastafeste! Agli oppositori, che denunciano la sterilità delle fandonie prodotte dalle assemblee di 300, 400 oppure 500 crani (il più spesso vuoti!), gli simpedisce ogni accesso costruttivo alla TV, così come ai comizi di massa, ove potrebbero fornir lumi al popolo fregato. Per difendere di fronte alle sciocche folle la propria verginità democratica, i meschini intrigantelli del regime rivestono pomposamente i loro tripponi con la sciarpa ufficiale rossa bianca e blu e radunano le orde dei parassiti multirazziali e multicolore, affluiti alla rinfusa dai loro deserti bruciacchiati! E ovunque: negli ambiti politico, sociale, economico e morale, cè pandemonio; stando alle ultime inchieste giornalistiche, infatti, il 68% dei francesi si dichiarano schifati. Ogni paese è oppresso da imposte folli che smorzano qualsiasi voglia di creare il nuovo. 20mila funzionari irresponsabili e altezzosi, mai eletti da nessuno, incoronano della loro impotenza mezzEuropa quella tremolante e quella del Mercato Comune autocratico, sballottato nelle crisi a ripetizione e soffocato per giunta dai reucci sindacali, i quali stanno a maneggiare solo le petarde demagogiche. Non ci si produrrà mai altro che uova covate. Da spaccamontagne, il Mercato Comune trascina pietosamente dietro alle sue scemenze 16 milioni di disoccupati irrecuperabili. Voi, giovani ragazzi e ragazze dellEuropa reale, volete sostituire questo sperpero e furfanteria rovinosa con ununione di stati sani sotto lautorità dun vero capo benamato, rispettato e liberamente scelto dal popolo. Tale unione sarà socialmente giusta e razzialmente protetta. Essa sola porrà fine alla dominazione arbitraria, agli assalti da dragoni e battibecchi degli usurpatori, che non meritano neppure lacqua che bevono e che hanno approfittato della disfatta del 45 per fare i rodomonti, mentire ogni giorno, inebetire i popoli e addomesticarli. Ma toccare lonnipotenza dei pascià «democratici», rimestando gli intrighi nei loro panieri di chiocciole, vuol dire maneggiare la dinamite. E spesse volte ne avrete piene le tasche, dovendo sfidare tanti scrocconi e parassiti. Ma ciò non è dostacolo, bisogna esserci pronti, munirsi duna costanza incrollabile e mai commettere azioni riprovevoli. Il popolo ha da sapere, che i princípi della nostra dottrina: responsabilità, tenacia, purezza e competenza dun potere forte, cooperazione intelligente delle classi, esaltazione delle virtù fondamentali della società, sono indispensabili. La vita vale, solo se è tesa verso la perfezione e la grandezza. Noi crediamo nello splendore delle stelle. La caccia alluomo, che subite alla fine del nostro secolo, e le mordacchie, che vi occorre mandar giù, noi vostri predecessori le abbiamo conosciute come voi, o, può darsi, persino più di voi. Parecchie volte pure noi siamo stati privati dogni uso delle libertà pubbliche, e il nostro coraggio poteva perdere vigore. Così, mentre che un milione di belgi, p. es., sceglieva il rexismo, e nel 36 sotto la mia bandiera 33 deputati e senatori venivano democraticamente eletti al sufraggio universale, dal 36 al 40 noi non potemmo mai utilizzare neanche una volta la radio ufficiale che era però a disposizione di tutti i partiti, i quali bazzicavano la baraccaccia parlamentare! Sin da prima della Seconda Guerra Mondiale tale era lintolleranza imbecille e il lavaggio dei cervelli nelle «democrazie»! E da allora eravamo degli appestati, in quanto volevamo sostituire un regime corrotto, anarchico e rovinoso con uno stato pulito, forte e popolare. Ed anche perché oh massimo reato! rifiutavamo dessere complici nello scatenare la Seconda Guerra Mondiale «inutile e imbecille» (come lo diceva SPAAK), che i guerrafondai del marxismo e dellebraismo mondiale, sostenuti da un ipercapitalismo apolide dagli appetiti canini, imposero per odio e fifa allEuropa del settembre 39. Quellenorme guerra civile, dovemmo affrontarla soprattutto, quando, risoluto di trasformarsi lEuropa insanguinata del 4041 in un pasticcio prima scelta, il comunismo si mosse verso i nostri paesi occidentali. Lottammo tenacemente, offrendo durante quegli anni terribili la nostra giovinezza ed il nostro sangue; conoscemmo il freddo, la fame e le interminabili sofferenze nelle immense distese ghiacciate del fronte Est. Parecchi milioni dei nostri compagni darmi caddero, e migliaia degli altri dopo tanti sacrifici resistettero per lunghi anni agli orrori delle prigioni in propria Patria. I farabutti della birbantocrazia cosiddetta «democratica» parlano spesso ai creduloni delle crudeltà di allora, prendendo, però, una grande cura di addossarle ai propri avversari! Quanto alle crudeltà, è proprio lURSS, alleata carinissima, che battendo tutti i primati le perpetrò sin dal 1917 nei confronti di decine di milioni di persone sul suo proprio territorio Gli inglesi, i primi arrivati al di là dellOceano Atlantico, ed i nuovi americani venutici su negli USA nuovi fiammanti vi ci fecero la mano, massacrando più di 4 milioni dindiani dAmerica (200mila sopravvissuti sui 5 milioni) al fine di estirpare quella razza tramite un genocidio così enorme; e bollarono per giunta parecchi milioni di neri, stampigliando sulla loro carne il marchio di schiavitù. Sempre loro in Europa e Asia inaugurarono fra il 41 e il 45 la loro unica tattica della guerra nel XXÿ secolo terrorismo, sterminando centinaia di migliaia di civili coi propri bombardamenti elefantiaci di Amburgo, Colonia, Berlino, Dresda e poi Hiroshima e Nagasaki. Erano sempre loro quelli che dopo l8 maggio 45 consegnarono alla tirannide dei Soviet per circa 50 anni i 100 milioni dei nostri compatrioti dellEst! E ancora una volta furono proprio loro che fra il 45 e il 46 fecero perire di miseria e fame nei propri campi nel terzo Reich e in Francia un milione di prigionieri tedeschi, mentre i depositi statunitensi straripavano dei viveri lasciati deliberatamente inutilizzati. Sono loro, infine, che dopo la guerra permisero che parecchi milioni di civili in fuga prussiani, slesiani, tedeschi, svedesi fossero sterminati nel corso duna «purga razziale» terribilmente selvaggia! Gli statunitensi, gli inglesi e i loro amici russi recentemente rimbiancati con la lavatrice! ben possono denunciare il razzismo dei serbi che assassinano le popolazioni civili della Croazia e della Bosnia per poter possedere dei nuovi territori «razzialmente purgati»: ciò non è che una ripetizione matematica degli stermini perpetrati dalle «democrazie» nel quadro del genocidio di oltre 4 milioni dindiani in America e poi dopo la Seconda Guerra Mondiale sui territori confiscati allo stato tedesco! Al presente si sanno le orribili cifre: circa 2 milioni e 280mila rifugiati del terzo Reich perirono sulle strade dellesilio, morendo di fame o assassinati dai sovietici e dai loro luogotenenti; altri 80mila furono dispersi; più dun milione di sopravvissuti furono deportati in Siberia. Questi fatti abominevoli sono dettagliatamente descritti dallo storico Jacques de LAUNAY nel suo celebre libro «Il gran crollo» /«La Grande Débâcle»/. E comprensibile che nel 92 in Croazia e in Bosnia gli statunitensi e gli inglesi intanto che i russi stavano proprio rimpicciolendosi! si sono opposti ai conquistatori jugoslavi, ricorrendo a sole palinodie. E quello che facevano gli stessi serbi e avevano fatto o lasciato fare i loro cari alleati sovietici a parecchie riprese e su vastissima scala! Quelle lacrime ipocrite, le versavano dei vecchi coccodrilli. I serbi nel 92, svuotando della popolazione civile le terre da loro invase, altro non erano che imitatori modesti! I loro maestri sono stati STALIN, CHURCHILL e ROOSEVELT maestri sterminatori della prima metà del XXÿ secolo. Guerre terroristiche e limperialismo statunitense E ancora, se le truppe della Seconda Guerra Mondiale consistessero non di soli omicidi occasionali! Ma dal 45 in poi si ha visto incessantemente riprodursi la tattica devastante della guerra terroristica, dovunque limperialismo statunitense abbia voluto imporsi. Così era nel Vietnam, con delle orde di donne e bambini, i quali, tutti nudi e bruciati vivi col napalm, fuggivano lungo le autostrade! Oppure in Iraq, ove 100mila o ben 200mila (non si sa, in effetti, quanti con esattezza!) civili sono stati sistematicamente e senza rischio alcuno falciati dalle mostruose raffiche terroristiche dei missili USA comandati dai computer! Come mai?... Per conservare intatti tanto la macchineria medievale e razzista del paese barile fabbricato poco fa dagli inglesi il Kuwait, quanto gli emiri leccapiedi, rapaci quanto grifoni, foderati di miliardi di dollari USA e detentori ufficiali dei pozzi petroliferi sì cari ai gangster dellipercapitalismo statunitense carnefici e spillagrana eterni! Saddam HUSSEIN, capo incontestabilmente popolare dellIraq, volendo recuperare quella provincia perduta dellantica Mesopotamia e gestendo, anzitutto, uno stato solido in una regione straricca di petrolio, agli occhi dei capocci statunitensi era un seccatore da stanare, da sgozzare, da tirar giù dalla pertica! Le provocazioni iniziavano in primavera 89. Occorreva, poi, riuscire a raggirare Saddam HUSSEIN, spingendolo ad un intervento che avrebbe fornito una parvenza di scusa per unoffensiva militare. Certo che la creazione artificiale e di freschissima data (62) dello stato di Kuwait fu inventata del tutto appositamente per mantenere sotto il controllo angloamericano i pozzi petroliferi, da cui in quella regione il petrolio sgorga in sovrabbondanza. La formazione di quel Kuwait fu escogitata altrettanto per sbarrare laccesso principale al petrolio iracheno dalla parte del golfo Persico, dato che lisola di Bouliban principale ostacolo per le esportazioni del petrolio iracheno è posseduta appunto dal Kuwait. Nel 69 il Kuwait accordò la cessione di questisola allIraq per 99 anni, ma un anno dopo il Kuwait, ripreso dagli statunitensi e dagli inglesi ed in preda al timore, ne fece disdetta. Conversando di questi problemi con Saddam HUSSEIN il 25 luglio 90 lambasciatore statunitense April GLAPPI appariva comprensibilissimo, come se il ritorno iracheno nel Kuwait gli sembrasse assai normale, e Saddam HUSSEIN allora credette che la tremenda campagna propagandistica mendace condotta in USA contro di lui nei mesi precedenti, fosse stata smontata, ed è così che cadde nel tranello diplomatico. Sicché il 2 agosto seguente egli recuperava quasi liscio liscio senzintoppo il Kuwait, il cui Emiro sera gloriosamente messo i piedi in capo alla prima rotolata dei carri armati iracheni! Il caso, cioè, era abbastanza banale e simile a decine di quelli altri, accaduti precedentemente in terre arabe: nel Libano, parzialmente occupato dalle truppe israeliane, senza che nessuno le ricacciasse nel loro covo; in Giordania, alla Mecca, nello Yemen e pure in Siria, di cui erano state invase le Alture di Golan; senza scordare le terre degli Hashimiti! Ma stavolta Washington, trovando loccasione tanto sognata di affermare in Oriente la propria supremazia, sbalordiva luniverso mondo con le stridenti urla. I barili di petrolio furono tenuti ben celati in retroscena: si sarebbe trattato, invece, di salvare la Libertà! il Diritto! la Civilizzazione! E chi è che non vi ci si sarebbe precipitato, udendo risuonare gli appelli di tanta virtù?... Ognuno su questa terra fu invitato a quellhallalì, a cui accorsero i ficcanasi benintenzionati da tutte le latitudini, essendone i più zelanti proprio i rivali arabi nella speranza di poter subentrare a Saddam HUSSEIN... in cambio dei dollari USA, beninteso! NellEgitto, affrettatosi daccettare tal invito, BUSH annunciava la promessa di passare la spugna sui 7 milioni di dollari, dovuti agli USA da quel paese, se esso li avesse seguiti nellimpresa! Si correva lestremo pericolo delucidava Washington, intanto che a firma di W.SAFIRE l«International Herald Tribune» arrivava persino ad affermare che da un momento allaltro su Nuova York, ci poteva cascare una bomba atomica di Saddam HUSSEIN!... Portataci nientemeno che dal diavolo stesso, sicurissimamente! Ed il 15 gennaio 92, allorché tutti erano pronti, si scatenò la carneficina della guerra: in alcuni giorni le spaventose armi del Sig. BUSH, mille volte superiori a quelle che avrebbe potuto mai procurarsi Saddam HUSSEIN, sterminarono migliaia di civili dappertutto in Iraq; il Kuwait fu ripreso quasi subito e senza ricorrere ai grandi combattimenti. Eppure, solo a malapena il Re dArabia Saudita ottenne allora dal suo compare statunitense nella ventura, che si fermasse il massacro, giacché era raggiunto lobiettivo ufficiale ipocritamente proclamato in precedenza da BUSH sull«International Herald Tribune», e cioè: «Il nostro scopo non è la conquista dellIraq, bensì la liberazione del Kuwait. Tale liberazione rimise il Kuwait sotto la dominazione petrolifera degli USA, lasciando quello stato fantasma impegolato nel Medioevo vero e proprio, come prima. Ed essa fu ottenuta con una caterva darmi terroristiche fornite dagli USA in unabbondanza inaudita, e solo per via di fare le folle bere le fregnacce da sballo. La notizia menzognera più nefanda e abominevole spacciata agli statunitensi era quella della balla dei bebè kuwaitiani. Su mille giornali fu lanciata la comunicazione, destinata a sconvolgere migliaia di persone: in Kuwait 300 bebè sarebbero stati tirati fuori dalle incubatrici ed assassinati! Il 17 gennaio 91 la rete TV statunitense CNN /Cable News Network/ ne fece la sua delizia; e tutta la stampa distillò la nuova in 7 milioni di copie: «La descrizione delle truppe irachene che tirano fuori i bebè prematuri dalle incubatrici ha disgustato la coscienza della comunità mondiale.» Esatto, e per attribuirci un carattere ancora più mostruoso, BUSH ripeteva la storia dei bambini belgi, a cui i tedeschi avrebbero troncato le mani durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo la vittoria degli alleati nel 1918 non si poté mai dimostrare al pubblico pervaso dallindignazione alcuna di tali presunte vittime. Per leccellente ragione che non ne era esistita una sola! Nientaltro che lavaggio di cervello! BUSH confirmò la frottola, corredandola persino di fronzoli in una nuova versione, sicchè la grande rivista francese «Identité» su cui abbondano i professori universitari ed i maestri della Sorbonne dava spazio a questa truffa nel suo N 16 del 92: «Lo stesso George BUSH ha dovuto far eco al barbaro atto, dichiarando in Arabia Saudita: I bebè venivano strappati dalle incubatrici e scagliati per terra come legna da ardere!» Immagini terribili, destinate a preparare lopinione pubblica occidentale alla grande crociata a venire. Questo fatto che indignò «lopinione pubblica internazionale» servì pure di trama per un film e fu oggetto dun rapporto dellAmnesty international. Terminata la guerra, si ha appreso da una missione dellOrganizzazione
Mondiale della Salute guidata dal Dott.David CHIU, che si
trattasse duna montatura orchestrata dalla ditta
statunitense «HILL & KNOWTON» di relazioni pubbliche ed
ordinata dallEmirato del Kuwait contro un ammontare
di 60 milioni di franchi francesi! Come mai i bebè?
Siccome bisognava «ottenere un effetto emozionale tale, che la
gente approvasse le risoluzioni dellONU». E furono fatti
comparire anche i testimoni falsi e le biografie fasulle, in
particolare la testimonianza straziante di una ragazza,
presentata come rifugiata e che in realtà era, invece, figlia
dellambasciatore del Kuwait negli USA! Qui si raggiungono i
colmi dellignominia! (ved. «Identité», N __ del 92).
Tali sciiti appartengono a un clan religioso, diverso dai sunniti, i quali sono musulmani ortodossi. Il tutto, daltronde, è intricatissimo, scomponendosi gli sciiti in 6 sette differenti e i sunniti in 4. A 10mila chilometri di distanza, gretto, meschino e ignaro completamente delle traversie politicoreligiose degli iracheni, BUSH ritenne scaltrissimo da parte sua inviare dai curdi nellIraq Settentrionale e dagli sciiti nellIraq Meridionale alla vigilia della guerra del Kuwait gli agenti CIA per sobillare queste minorità contro il sunnita Saddam HUSSEIN, intendendo di rovesciare questultimo in quattro e quattrotto e spezzarne il paese in 3 semistaterelli. Sin dal lancio del suo primo missile nel 91 BUSH aspettò, dunque, una rivolta simultanea. In realtà, invece, i curdi e gli sciiti sagitarono pochissimo. In barba alla doppia trappola e alla distruzione del suo territorio, Saddam HUSSEIN da una barca di guai così neri, se la cavò benone. I curdi del Nord rimasero con un palmo di naso di fronte ai turchi i loro nemici mortali, ben decisi di stritolarli un bel giorno; e quanto agli sciiti del Sud scatenati dagli agenti provocatori yankee, erano di nuovo impantanati, sguazzando da soli nelle spugnose paludi di Bassorah. In piena guerra questo duplice tradimento doveva avere,
evidentemente, delle conseguenze sul terreno: furono, infatti,
arrestati alcuni capoccioni sciiti; uno di loro si
affermava sarebbe stato impiccato. Triste, ma abbastanza
comprensibile. Era ad ogni modo affare politicoreligioso
interno di uno stato, e riguardava solo il medesimo. Comunque, se
sevizie ci furono, eran 100 volte meno severe del trattamento che
i finti vincitori francesi e belgi alleati degli
statunitensi fecero subire nel 44 e nel 45 a
centinaia di migliaia di «collaboratori» trucidati in massa o
interminabilmente incarcerati (a Bruxelles il mio Capo dello
Stato Maggiore della Divisione Wallonie, ufficiale duna
correttezza esemplare, figlio e nipote dei Ministri della Guerra,
languì in galera per 17 anni!). NellIraq Meridionale
durante la Guerra del Golfo layatollah Abolkassem KHOEI
per istigazione degli emissari statunitensi ci
costituì un Consiglio provvisorio che avrebbe dovuto sostituire
lAmministrazione centrale, e alla resa dei conti la propria
collaborazione, la poté ripagare con la fune di canapa che gli
orlò la barba arrossata allhenna. Ma aveva 92 anni, si
ritrovò meramente dentro una «residenza sorvegliata» e non gli
doverono mancare cure o premure speciali: gli si procurò
addirittura uno stimolatore cardiaco! Saziatosi degli anni, il
santuomo ha finito poco fa col rendere tranquillamente allIddio
di Maometto la sua bellanima particolarmente pugnace e
battagliera. A paragonare ciò con lignominia che nel
45 in Francia conobbe il suo equivalente, glorioso
Maresciallo dArmata PÉTAIN, diventato sullisola
del Re il più vecchio ergastolano del mondo alletà
di 95 anni! Chi mai sentì parlare, allepoca, duna
qualsiasi portaerei statunitense che minacciosamente venisse ad
incrociare in prossimità di quellergastolo francese? E a
bersagliare con raffiche dei suoi aerei il carcere del più
illustre vincitore della Prima Guerra Mondiale? Ahimè, sciita
non fu il Maresciallo dArmata PÉTAIN! Da mezzosecolo
oramai il corpo suo è in attesa dessere trasferito in
terra di Verdun fra i suoi soldati. Ma guarda caso, a
Bassorah, non ci schizza mica fuori il petrolio dellisola
del Re! Dopo che nel 91 aveva fatto cilecca la conquista finale dellIraq, e nella primavera e nellestate 92, poi, lorco Saddam HUSSEIN, presunto occultatore del bichilometrico cannone, fu messo al bando, tutto dun tratto riemersero a galla i turbanti sciiti, agitati in un batter docchio sia in America che in Europa dai cacciabubbole che subissarono di sprecati fuochi dartificio gli schermi blu mondiali. In effetti, al Sig. BUSH, gli premeva, costi quel che costa, migliorare la propria misera graduatoria elettorale, riesumando il malfattore HUSSEIN ora ridipinto per loccasione da antisciita! Ed in pochi giorni il Sig. BUSH si rivelò ardente alfiere e paladino dei suoi amiconi sciiti di vecchia data, tanto speditamente mandati nel dimenticatoio nel 91! Perché mai, gran Dio, lanciarsi in quella bolgia? Ed intanto che neppure uno statunitense su mille avrebbe potuto fare i nomi delle sette in opposizione ai sunniti e agli sciiti! Pocimporta! A fine agosto 92 in alcuni giorni la portaerei statunitense «Independance», fu fiondata in fretta e furia nel profondo del golfo Persico coi suoi 70 aerei da bombardamento, i quali scorrazzarono per lungo e per traverso lIraq sciita e furono poco dopo sostituiti coi Mirage 2000 e Tornados inviati con urgenza dai francesi e inglesi, i vassalli più docili di tutti. Che pagliacciata! Ci simmaginerebbe, forse, una flotta aerea statunitense sorvolare la Francia repubblicana ai tempi, in cui il Sig. COMBES scacciava dal suo paese migliaia di religiosi e religiose cattolici indigesti al suo anticlericalismo? Ma nellIraq del 92 in nome della sacrosanta protezione duna setta quasi a tutti ignota gli aerei statunitensi, inglesi e francesi sfrecciavano incessantemente nel cielo, andando in cerca dun qualche incidente militare che avrebbe consentito di scatenare un nuovo eccidio terroristico! Volevano ad ogni prezzo stanare quelleretico di Saddam HUSSEIN dal suo covo e falciargli lerba sotto i piedi! Ansiosi anche di strozzare definitivamente lIraq, tagliandogli ogni accesso petrolifero al golfo Persico, feudo oramai degli USA. E Saddam HUSSEIN, ben conscio del fatto, che la lotta sarebbe stata impari e le sue truppe e il suo popolo sarebbero stati stritolati, si mordeva la lingua e dava il tempo al tempo. Ma che pensare, invece, dun capo di stato, il quale, accorgendosi che lelettorato sta abbandonandolo, si scaglia in uninsana smargiassata terroristica nellIraq Meridionale per poter barattare le consistenti cataste di cadaveri arabi contro qualche magro voto in più a Chicago o Arkansas? Ecco chi è colui che a tal fine risuscita le furiose guerre religiose del XVI° secolo punteggiato dai Carli IX e Caterine de Medici con un ammiraglio De COLIGNY che rispunta campeggiando sormontato dal turbante sciita! E ciò a rischio di scandalizzare fino allesasperazione centinaia di milioni di sunniti in Asia e in Africa, o far insorgere non si sa mai un conflitto internazionale di unampiezza ancor più grande, spingendo gli arabi devoti alla propria fede di nuovo dalla parte dei loro fratelli spirituali dellIraq, da cui si distaccarono momentaneamente nel 91 sotto le pressioni di BUSH e compagnia bella! Giusto al contrario, nel 92 in piena Europa, quando bisognava por fine alle liquidazioni razziste di parecchi milioni di bosniaci diseredati, per scalogna, di nafta: «Neanche un casco blu statunitense, rifaceva il Sig. BUSH con unimpassibilità da beccamorti! sarebbe inviato in soccorso di Sarajevo» come se i caschi blu ad altro non sarebbero serviti, che a proteggere i percorsi degli autocarri della Croce Rossa carichi di approvvigionamenti umanitari! Col materiale terroristico unico al mondo in possesso agli statunitensi, gli agressori serbi tanto falsi leoni, quanto miseri di armi sofisticate sarebbero stati probabilissimamente spazzati via in men che non si dica. Da non scordare che nel maggio 41 coi mezzi di gran lunga più scarsi HITLER mandò a fondo lintera Jugoslavia in soli 10 giorni, dopo che il figlio di CHURCHILL e la spia statunitense DONOVAN avevano ordito contro di lui a Belgrado un colpo di stato particolarmente perfido (a quellepoca là gli USA non erano neanche in guerra!). Ma stavolta davanti al dramma bosniaco il Sig. BUSH, con una sufficienza pressoché ostentata, diceva seccamente: No! La Bosnia non è interessante né dal punto di vista finanziario, né da quello elettorale. Risultato: la si ha condannata a morire. Ed essa non se la caverà. Al contrario, i cadaveri iracheni e, soprattutto, la liquidazione fisica di Saddam HUSSEIN avrebbero aiutato di molto la propaganda elettorale e la sciabola fu súbito sguainata! Facendo lo spaccone e gonfiando le piume, impugnato il ferro della vendetta, il Sig. BUSH colmava laria delle strombettate! Da fine agosto 92 i bombardieri volavano attraverso tutto lIraq del Sud a getto continuo 24 ore su 24! «Magari diceva BUSH tra sé e sé Saddam HUSSEIN opponesse resistenza! E che si potesse colpire forte di nuovo! Un tantinello di sangue iracheno sulle schede elettorali non farebbe affatto male nelle malsicure elezioni novembrine!» Mai nella storia delluniverso si conobbe unipocrisia dalle smorfiacce simili. Nel 92 da Sarajevo a Bassorah, in spire terroristiche ci si sarebbe dispiegato tuttun giuoco maligno di rinunce algidamente interessate e dei più marci compromessi spudoratamente religiosopetroliferi!. Ci siamo: qui la putredine del mondo attuale Prima legge: il volgare profitto materiale. Poi il disordine, limpotenza e lipocrisia degli stati. E se sia immorale! Lorizzonte delleconomia è ovunque invaso da ondate dincubi neri. Sul piano internazionale le fregature saccoppiano ai ragionacchiamenti sornioni. 20 «Trattati di pace» finti sono stati violati ogni volta la stessa identica sera del giorno della stipulazione! Centinaia di scrocconi diplomatici che dilapidano milioni in favolose spese di rappresentanza e ci si pavoneggiano davanti ai fiutoni della TV, con milioni di spettatori impotenti che di fronte a questi rigiri striscianti stralunano gli occhi grandi come saliere. Neppure lombra dun programma per ripescare 300 milioni di russi in perdizione! Di fronte allinsolenza sicura degli aggressori serbi limpantanarsi dellEuropa che va sguazzando nel fango è totale. I caschi blu si dánno da fare, convogliando i camion con le vettovaglie e, a volte, dandosela a gambe! Ognuno sa perfettamente che la Bosnia è spacciata e che i tre quarti ne sono già occupati dai serbi, i quali la svuoteranno dei suoi abitanti e non cederanno mai una spanna del terreno conquistato e «razzialmente purgato»! Perché mai ci sarrabatterebbero? Lo sanno che, se le democrazie si turbano di tempo in tempo è unicamente per salvare le apparenze e rassicurare i babbei! E si riuniranno solennemente 100 volte, dandosi appuntamenti per le trattative, di cui si sa benissimo che non ne uscirà fuori assolutamene nulla. E firmeranno dei papiri pesanti e pretenziosi, annullati prima ancora che siano levati i cappucci delle stilografiche. Questo è tutto, e nellesecuzione di quel pietoso carnevale, non ci si andrà oltre. E proprio così. Quello che vi si ha costruito nel 45, è codesto mondo odierno, ipocrita, impotente e buffonesco in mezzo alla vera tragedia; è proprio esso, trasudante linutilità e nocivo, che voi, giovani europei doggigiorno, siete in punto di dover abbattere. Europa nella meschinità La democrazia, il cui sfacelo vediamo a occhio, è anarchia, sono strade malridotte e con buche, è filibusteria. Centinaia di avventurieri, retori, dementi infestati di ignoranza, appollaiatisi sugli strapuntini parlamentari e ministeriali, fanno coccodè e la ruota, agitando il vento. Gli stati se la sbarcano, trascinandosi di una bufera in unaltra. I bilanci precipitano a rotoloni in fondo ai baratri spalancati come crateri vulcanici. I debiti nazionali non si calcolano più in milioni, bensì in miliardi, portati via come i granelli di sabbia che segnano i margini dei mari immensi. Pure il crollo dei princípi è del tutto impressionante: luomo non ci crede più in un bel niente, tranne che nel quattrino e in nullaltro che in quattrino il Buddha, a cui tutto torna e da cui tutto dipende. Lideale non è, che uno scherzo! ¡Quiero vivir! commentano gli spagnoli. Desidero vivere! In effetti, sul suolo che si sgretola ovunque, non ci si vedon più che gambe allaria. Lo strombazzamento dei sassofoni sta ritmando il crollo, crollo delle nazioni, crollo della morale, crollo del divino e dellumano. E il tutto in uneuforia che ciascuno considera reale. La vita lo sentite voi fa il bum! E la società! E gli stati ci hanno il naso che sciaguatta nella meschinità. In mezzo a questo casino, lEuropa amministrativa, detta Mercato Comune, sulle zampettine di tartaruga è subentrata allEuropa unificata dalle nostre battaglie e sè accampata a Bruxelles. Priva di faccia, è, anzitutto, un conglomerato, unaccozzaglia di circa 20mila funzionari onnipotenti, bilancivori variopinti dai privilegi materiali crescenti a getto continuo. Non li ha eletti alcuna comunità popolare. E un congresso di capi ufficio. In tutto questaffare la democrazia non è che una bolla incolore e inconsistente che alla minima corrente daria si spegne e svanisce. Una volta divinizzata, la Democrazia in questo fine secolo ventesimo altro non è, che uno specchietto per le allodole. I partiti politici rossi, bianchi, gialli o verdi, di sinistra, centristi o di destra che siano sono tutti uguali e identici nella propria strepitosa inutilità. Erano persino incapaci dovunque fosse di stroncare o meramente attenuare la disoccupazione problema sociale elementare. Al contrario, lhanno accresciuta favolosamente. Nella loro Europa nana del Mercato Comune ogni anno un milione, 2 milioni di disoccupati in più sopratutto giovani agganciano la loro miseria agli attaccapanni delleconomia in fallimento. Gli stati schiacciano le popolazioni quelle che ancora lavorano! con le stangate fiscali da sterminio, divorando coi loro sperperi la metà o più duna metà dei frutti della fatica dogni artefice audace. Gli stessi partiti cosiddetti «democratici», i quali avrebbero dovuto elaborare una soluzione economica per combattere la miseria in quel terzo mondo che loro medesimi nella loro liberazione bacchettata del 45 progettarono come un sacco della spazzatura, sono stati ugualmente impotenti daffrontare linvasione multirazziale di massa denormi contingenti cenciosi delle popolazioni straniere che per colpa propria hanno perso la bussola, straripando ora tutti i parapetti sociali. E per soprammercato, codesti liquidatori politici sono tremendamente corrotti sia per necessità elettorale (in fase nazionale unelezione con tutto il suo schiamazzo pubblicitario costa delle fortune!), sia per bulimia personale o familiare (le consorti, uscite spesse volte da un bel niente e rapidamente abituatesi alle automobili di servizio e ai viaggi gratis et amore a Los Angeles e Tokyo, non vorrebbero mica tornare a far le portinaie o domestiche a giornata!). Anche i politici sguazzano nei marci maneggi, fatture di gentilezza e bustarelle, spillando gli interessi da rapina su contratti di stato, forniture ufficiali, opere pubbliche e su tutte le operazioni, alle quali gli intrallazzoni dinfluenza possono allacciarci le loro venali pompe di aspirazione. Sicchè negli elettori lo possono constatare tutti i politici altro non suscitano, che unestenuazione da morire, e in parecchi una crescente ripugnanza addirittura. Sorgesse domani, in Europa o nelle sterminate distese russe, un riformatore dingegno, il quale, scopa in pugno, sapesse proporre alle masse un vero e proprio programma economicosociale di salute popolare! Allora le mafie pseudodemocratiche vedrebbero spazzare speditamente via il loro pullulamento viscoso di onischi sazi! A questora la democrazia sta sopravvivendo ancora se stessa valga quel che vale, solo perché al momento cè penuria di becchini!. Dal 45 a questa parte lo scacco dato alla democrazia è stato totale: in politica, economia, morale e in vita sociale. E tutto ciò giusto nel momento, in cui, mezzorovinata e strozzata dalle ambizioni mondiali degli statunitensi che sono pazzi della loro riuscita momentanea, lEuropa sotto pena di perire dovrà far fronte su tutti i campi ad impegni ineluttabili. Il mondo comunista, insensato sin dallinizio (nel 1917), in quanto basato sulla lotta suicida delle classi, con una selvatichezza delirante ha fatto massacrare decine di milioni di ricalcitranti. Per fortuna, dal 42 a questa parte lordine europeo ha sempre messo in fuga i Soviet dal Golfo Finnico fino alle vette dei picchi caucasici. Da allora ben 20 popoli dellEst sono riusciti a farsi salvare senza limbecillità criminale degli americani di ROOSEVELT che subissavano STALIN di materiale bellico altamente distruttivo. Le bande alleate, infatti, non solo consentirono a questo tiranno di vincere la Seconda Guerra Mondiale, ma da regalo inaudito gli consegnarono per giunta nel maggio 45 tuttEuropa Est, e bisognò attendere pressoché un mezzosecolo affinché gli schiavi di Varsavia, Praga, Bucarest, Sofia e dietro a loro in seguito tutti i popoli della Russia riuscissero da sé stessi ad ottenere libertà, senza che un solo governo «democratico» dellOvest li avesse aiutati in checchessia a far saltare le loro garrotte. Ed ora si tratta di ristabilire ordine in quel favoloso campo di rovine. Soltanto per riassestare la Germania Est, fra l89 e il 92 la Germania Ovest sè dissanguata dandosi fondo alle vene: da rifare era tutto, gli obsoleti stabilimenti inquinanti lambiente ed allestiti dai Soviet, appestavano laria; le loro macchine vetuste erano incapaci di sostenere alcuna concorrenza moderna. Si ha dovuto demolire ogni cosa e trovare migliaia di ricostruttori privati non sprovvisti daudacia, mentre che nel frattempo le masse operaie, ridotte alla disoccupazione nel corso degli anni della ricostruzione, ora potrebbero sussistere fisicamente solo grazie alle indennità che raggiungono delle somme astronomiche. Si badi soprattutto che loperaio della Germania Est, disinteressato lungo i 50 anni per ogni iniziativa personale e ucciso in nuce dallegualitarismo sovietico, ha perso quellantico gusto di lavoro ben fatto alla maniera tedesca che il lassismo comunista e lassenza di qualsiasi incentivazione avevano scioccamente dilapidato. E tuttun tessuto sociale, quello che andrebbe riordinato, come se prima non fosse mai esistito unopera immane. La Germania Ovest, però, ridiventata opulentissima e intraprendentissima, a questopera da giganti, ci ha dedicato tutte le proprie forze, facendo valorosamente fronte alla prova molto, ma molto difficile, ragion per cui dovrà ancora faticare per anni sudando sette camicie, prima che avrà reso vitalità e dinamismo a quella Germania Est che è stata totalmente snaturata dopo il 45 per laberrazione staliniana e che gli Alleati medesimi avevano messo su alla fine delle ostilità. Ciononostante, la Germania Est è stato il paese meno arretrato fra quelli dominati dallURSS, rappresentando, al tempo stesso, non appena una ventesima parte di essi (19 milioni dabitanti sui 400 milioni!). Chi, quando e come si assumerà lincarico di rimettere in piedi i restanti 19 ventesimi, completamente scardinati ed in preda allincoerenza? Quindi, se non li si salva rapidamente e con unefficienza tuttesemplare, saranno sommersi dallanarchia... Ed allora?... Li ne tireranno fuori gli USA? Proprio coloro, cioè, che durante la Seconda Guerra Mondiale in maniera così sostanziale aiutavano STALIN ad affondarli?... Ma se loro stessi sono in piena crisi economica, e nello scarso sforzo mondiale volto a prestar aiuto ai popoli della Russia nel 91 la partecipazione statunitense ha inciso del solo 3%, il che é quasi insignificante! Gli USA, costituendo la nazione più materializzata sulla Terra, per assicurarsi le ricchezze petrolifere del Kuwait sì che hanno mobilizzato gli uomini e il denaro di tuttil mondo, ma quello era un investimento, e mica unopera filantropica. Caso mai, li indurrebbe nella tentazione, forse, il petrolio siberiano nellinteresse dei megaprofitti del loro ipercapitalismo USA dai denti di pescecane e per la massima gloria del loro nuovo «ordine mondiale»? O che sarà così? Ad ogni modo, lex URSS non significa solo petrolio, essendoci lì non unicamente dei barili da riempire, ma anche ben 300 milioni desseri umani da sfamare e richiamare in vita. Ed è, davvero, lEuropa, proprio quellEuropa vacillante doggigiorno, che avrà da fare lessenziale, lo voglia o no. Abbiamo, dunque, visto che il ristauro dellURSS in rovine rappresenterebbe uno sforzo almeno 20 volte superiore a quello che attualmente sta facendo la Germania Occidentale. Questultima a tal fine ha dovuto svuotare le proprie casse. Potrà, forse, riempirle e rovesciarle 20 volte di più per risuscitare economicamente e industrialmente il gigantesco spazio russo del tutto indispensabile per unEuropa forte? E al di fuori della Germania, chi? La Francia diffidente e ben la si capisce è perennemente attaccata ai propri quattrini, e già esita daccogliere un pugno di rifugiati croati e bosniaci, intanto che la Germania malgrado tutte le sue preoccupazioni ne ha accolti, con una generosità criticata, più di 200mila! Allora, ripescherebbe domani 300 milioni di bancarotti dellEst?... Gli inglesi?... Questi qui ci hanno le pieghe dei pantaloni impeccabili, gli ombrelli rigidi come bastoni dei bovari e le loro donne portano i cappelli infioccati di nastri e maestosi come i transatlantici. A parte ciò, i loro portafogli sono gualdrappati di elastici! Daltronde, precipitano solennemente rotolon rotoloni pure loro, dopo che CHURCHILL, sborniandosi e scoreggiando, ha svenduto il loro impero nel 45... Chi altro, a prima vista, avrebbe voglia di darsi da fare? sopratutto, di «sborsare»? Si moltiplicano le conferenze schiamazzanti a più non posso, che non partoriscono mai altro che embrioni. La collaborazione finanziaria coi russi frastornati è consistita tuttora solo in mancette, scucite obtorto collo dai rastrellaquattrini ad un GORBACIOV e un ELTSIN, i quali trottavano, frugando per vari Paesi, la scoppola nella mano tesa... I miliardi della droga e il futuro della Russia E poi?... Viene da domandarsi, se sarà il gigantesco consorzio della droga uno dei più potenti al mondo quello che in fin dei conti prenderà in mano le enormi terre intorpidite dellex URSS... Di primo acchito potrebbe sembrare bizzarro, però non lo è affatto. La mafia mondiale degli stupefacenti possiede miliardi di dollari provenienti da mille gigantesche frodi e stende i suoi tentacoli dappertutto. Se ne troncano alcuni di qua e di là, ma senza ottenere risultati molto significanti. Cionondimeno, attualmente sia in Occidente che in America la mafia si sente braccata: si sorvegliano le banche, il lavaggio del denaro olezzante ed i trafficanti che saltano un po troppo agli occhi. Non si ha impedito, sicuramente, che la droga diventi una delle industrie più ricche e fruttuose delluniverso mondo, né che tale industria abbia fatto guadagnare, questanno, più denaro di non importa quale gruppo industriale. Eppure, dopo assestato un certo numero di colpi contro di essa in Occidente e negli USA, nellambito europeo dei marci maneggi della droga, ci sè imposta una certa prudenza. E allora, esattamente, che la mafia degli stupefacenti ha scoperto le immense possibilità nuove nella Russia devastata. La legge del libero mercato, concessa ai russi, ha facilitato il traffico delle droghe, dette «leggere», di cui i raccolti vi coprono 35 volte più spazio che nel Marocco, il quale, però, da solo e in maniera pericolosissima rifornisce lintera Europa. I confini della nuova unità russa passano vicino a tuttuna serie di paesi produttori di droghe pesanti, particolarmente presso lAfghanistan, che ne è il più importante fornitore nel mondo. Essendo stati una volta tali traffici più o meno sorvegliati, ora invece le frontiere orientali altro non sono, che un colabrodo, e permettono la penetrazione allinterno della Russia vuol dire verso la mafia degli stock di droghe pesanti di una mole inimmaginabile mai prima. La mafia internazionale che non sapeva più dove investire ancora le proprie montagne di miliardi ha così in un anno individuato il paese della cuccagna, il quale contro i suoi angelici, anzi archiangelici assegni le forniva contemporaneamente un campo di manovre, la mercanzia e le reti nuove di zecca per espandersi verso lOccidente. In tal modo, quei marci capitali sono in punto di provvedere lex
URSS di una parte sostanziale dei miliardi che la sua
risurrezione esige e che tutte le democrazie le rifiutano
gentilmente, beninteso, ma con un egoismo e una mancanza di
visione politica sorprendenti. Codesta fase è oramai superata.
Di recente, solo alcuni mesi fa, la mafia sè resa conto
che questo rifugio immenso e quasi invulnerabile potrebbe
consentirle di fabbricare oltre alle droghe naturali, pure quelle
chimiche, di gran lunga più mortifere. Numerosi stabilimenti
sovietici sono dismessi, e migliaia di ingegneri e scienziati,
avendo perso la loro condizione precedente ed essendo cacciati
nella miseria più nera, dovevano lasciarsi tentare. Gli si
offrivano delle laute ricompense a coloro, cioè, che nel
miglior dei casi mai guadagnavano più dellequivalente di 7
dollari USA al mese (nellagosto 92 il rublo valse 205
volte meno dun dollaro USA), e parecchi si sono lasciati
imbrogliare e ci han ceduto. In Russia lindustria delle
droghe chimiche sta per assumere delle dimensioni favolose. Essa
vizia la gioventù russa che viene già sospinta dalla miseria
verso le evasioni pericolose e che la TV alla moda nuova, piena
zeppa dei film statunitensi imperniati sulla violenza e sulla
droga sta intossicando tragicamente. Il traffico è andato molto
più lontano verso la Polonia, ove contaminava già
gravemente la popolazione, e verso la Cechia. Da lì, in un anno
o due, è passato in Germania, e poi in tuttEuropa.
Questultima nutriva una vaga speranza di poter contenere le
masse degli stupefacenti provenienti dallAmerica e dallAfrica,
malgrado che la mafia impiegasse tutti i sotterfugi per
camuffarli, presentandoli alle frontiere persino sotto forma di
finti legumi secchi color naturale. Ma i democratici occidentali
e gli USA forniscono per niente alla mafia un
formidabile trampolino nuovo, lasciandola sostituirsi nellambito
finanziario allEuropa in Russia, ed in tal modo le
droghe di origine vegetale e chimica provenienti dallEst
potranno prossimamente sommergerli tutti. Si badi, che questi terreni danneggiati da emanazioni dorigine nucleare sono impregnate delle sostanze radioattive, le quali favoriscono in maniera sensazionale la crescita di tali garofani di papavero dalle misure del tutto abnormi! Ho visto le foto di queste piante gigantesche. E tremendo. La droga arrivata da Cernobyl produrrebbe nel mondo le scelleratezze supplementari che andranno ad aggiungersi a tutte le altre? Si conosce la mafia mondiale degli stupefacenti, le sue possibilità pressoché illimitate, la forza della sua organizzazione segreta e il cinismo dei suoi crimini. E voi, giovani dEuropa, neravate la preda, già attesa in agguato da quei trafficanti di sciagure, i quali in seguito al fallimento comunista stanno per disporre dun potenziale produttivo straordinario. Un domani la Russia e il suo prolungamento lEuropa sono sul punto di conoscere un boia nuovo che succederà a LENIN e a STALIN appena rovesciati. Chi fra tutti i nostri paesi stremati avrebbe mai supposto lapparizione di un tale concorrente: la Russia, addirittura, che ha subíto uno scacco ed è affamata e pronta a tutto? Invece è qui, mentre altri concorrenti non ci sono. Tale è la verità e la minaccia terribile per il futuro prossimo una in più... Aspettando senza decidere niente, lEuropa si disonora, impantanata comè da 2 anni a questa parte e sguazzando nel fango della putrefazione russa e sui Balcani convulsi, e sia nel primo che nel secondo caso è riuscita a fare una pietosa cagata. Gli USA agganciano i propri missili alle stive degli aerei spia dell«Independance» e schierano centinaia di cacciabombardieri in Arabia Saudita nella ferma intenzione dottenere costi quel che costa una risposta che gli consentirebbe di concludere vittoriosamente la loro guerra terroristica nel golfo Persico! Da non scordare che, spingendo forzatamente la via del petrolio fino a Bassorah, BUSH renderà un giorno o un altro accessibili al integralismo isdraeliano i vasti spazi del NiloEufrate, a cui i loro profeti hanno sempre sognato, sicché questavventura di Bassorah risulta estremamente allettante. Per cattivarsi definitivamente oltre allelettorato avverso a Saddam HUSSEIN pure quellebraico, talvolta reticente, BUSH non ha esitato a prorogare un avallo finanziario fantastico di 10 miliardi di dollari USA allIsraele, nel contempo più duna volta condannata dallONU per le sue spedizioni brigantesche in Palestina, a Jaffa, nel Libano e in Siria. Già prima dellavallo recente dei 10 miliardi di dollari USA un israeliano riceveva ogni anno dagli Stati Uniti un sussidio 300 volte superiore a quello dun africano! Cè da domandarsi, di quale paese sarebbe presidente il Sig. BUSH in futuro: quello degli USA? DellIsraele? O di tuttedue insieme?... I bosniaci e i croati vengono sterminati a mitragliate dai serbi. 2 milioni e 500mila uomini, donne e bambini sono scacciati dal loro suol natio. LIsraele, invece, è grossa e grassa, luccicante come un vitello doro: per le lobbies ebraiche negli USA, gli conta solo quello! Gli ebrei della Russia vogliono sfuggire lex URSS, prendendo rotta verso la messianica Israele. Nel 92 si sono visti stanziare dagli USA 10 volte più dollari USA che non ne hanno ricevuti i 400 milioni di abitanti dei vari popoli della Russia e dellEst messi insieme! Questi ultimi, invece, aspetteranno in vano che nel quadro dell«ordine mondiale» del Sig. BUSH sintraprenda a tirarli fuori dal disastro! Costui ha altre gatte da pelare, altri bidoni di petrolio da riempire e altri ebrei da coccolare. Nella Casa Bianca, allo sportello degli iracheni e dei bosniaci, cè attaccato un gran cartello: «CLOSED»! Chiuso! Voler penetrare oltre vuol dire avere la certezza di farsi rompere il naso. Europei, non insistete: qui laffare è regolato una volta per tutte. La potenza dellAsia e il dramma dellAfrica Completamente sprofondati nella gran bassezza da noi descritta, i mestieranti dellEuropa Est e di quella Ovest, così come i predatori degli USA (continuasse o meno quella zucca del Sig. BUSH a rigirare per la Casa Bianca come in un vaso daceto) sin da ora hanno da affrontare allestero le consistenti forze nuove che con molta probabilità daranno loro un fastidio mortale nel corso del prossimo secolo. In effetti, il XXIÿ sarà, anzitutto, il secolo dellOceano Pacifico. E non solo quello del Giappone, Corea, Taiwan, HongKong e Singapore, fertili di espedienti e già in piena fioritura, bensì pure il secolo dun milione e mezzo di cinesi operosi e sobri, portatori nel proprio intelletto della sintesi di parechi millenni danni di altissima civilizzazione. Sviati sotto MAO per 50 anni di marxismo, i cinesi hanno ricominciato molto saggiamente, riscuotendo successi dapprima nella loro modernizzazione economica, invece di fare stoltamente come dei GORBACIOV e degli ELTSIN una rivoluzione politica, automaticamente condannata al fiasco, in quanto era già svanita lessenza stessa di questi paesi e poiché in sostituzione del comunismo si offrivano loro soltanto dei modelli desueti, corrotti e falliti già dappertutto. I cinesi hanno agito al contrario di Mosca, ricostruendo leconomia prima di giocare ai riformatori politici, inventando dei metodi avanzati, come lavevan fatto i giapponesi, e creando come questi ultimi una solidarietà sociale che raddoppia tanto il rendimento del lavoratore, quanto quello dellindustriale. Risultato: una volta ristrutturatisi, i cinesi entro 25 anni potranno raggiungere con le proprie vaste schiere la massa dei 2 miliardi degli asiatici tenaci e in possesso della tecnica più avanzata del mondo. E tutti insieme faranno sorgere la loro ricchissima unità di fronte ad unEuropa delle «democrazie», scarsamente congiunta oppure disgiunta e cinque volte meno numerosa, dal sangue depravato dallAIDS e incancrenita da milioni di insoliti neoarrivati che fuggono dallAfrica o sinfiltrano dallEst. Tale Europa sarà svuotata per giunta del senso morale, dun ideale sociale e di confidenza in sé stessa. E non avrà più peso. Malgrado tutto, non possiamo mica impigrirci scioccamente nel
nostro vermicaio europeo; dobbiamo trarre le lezioni: quelle
della digestione pertinace, delle scoperte tecniche e dei modi
sociali tanto efficienti del mondo giallo. E il tutto
sotto pena di perire...politicamente squilibrati? Il passato e la felicità Il passato è stato liquidato sotto i nostri propri occhi. anni fa il mondo operaio, pur malpagato, godeva duna certa stabilità. Non cerano splendide banche ad ogni 30 metri delle viuzze popolari, ma le modeste economie di carattere quasi generale assicuravano parecchia serenità. In quanto al contadino, col suo grano, cavoli, olive, carote e maiali più o meno se la cavava benone e si recava al suo campo, canterellando un antico ritornello, in groppa al suo ciuccio dalle orecchie drizzate come megafoni. Fu lEuropa dei campi, di quelli puri e semplici, nido e sussistenza della vita. Nella Prima Guerra Mondiale più della metà dei morti «caduti per la Francia» o «caduti per la Germania» furono contadini. E ciò non è quasi più credibile. Eppure era proprio così: più del 50%. Attualmente nelle campagne, i villani rimanenti ci fanno il 7% della popolazione. E anche questo è provvisorio: fra poco in tuttEuropa non ce ne sarà più del 5% o del 4%. E saranno minacciati per giunta dessere sommersi di immense eccedenze statunitensi a prezzi ribassati. Le popolazioni rurali rappresentando un peso sempre crescente per gli stati, non potranno più sussistere in Europa, che a colpi di sovvenzioni, le quali incidono soltanto del 60% degli aiuti accordati dai cassieri del Mercato Comune. Gli agricoltori fanno oggi negli Stati Uniti solo il 3% della popolazione. E si tratta, inoltre, di un ceto contadino incrinato che sè industrializzato quasi del tutto e ce la fa a tirare avanti materialmente unicamente a forza di tostare, macinare, triturare o surgelare i prodotti, i quali vengono ottenuti in fretta dalle catene di produzione e per via della speculazione, hanno perso il loro sapore e sono imballati in plastica belle luccicante, buona solo ad adescare gli acquirenti. Prima della Seconda Guerra Mondiale il mondo dellagricoltura costituiva lessenza stessa dei popoli europei, i quali curavano con uno zelo geloso la bellezza e la qualità dei podotti dei loro raccolti dei veri capolvori di pazienza, intanto che a ora, invece, si sentono sommersi dal mercantilismo statunitense. Dal canto suo, il lavoratore delle città è stato trasformato in un complemento imperfetto della macchina che lavora meglio di lui, più veloce di lui e prende spesso il suo posto. Acquistare una macchina supermoderna significa poter impiegare il 50% di operai in meno, vuol dire creare il 50% di disoccupati in più. La macchina sarà linumana padrona del XXIÿ secolo. Prevedendo un licenziamento sempre possibile del lavoratore, in migliaia di focolari familiari è stato necessario raddoppiare la capacità di sopravvivenza, mettendo allopera la donna, perché il suo salario serva di compensazione nel caso, se quello delluomo venisse un giorno a mancare. Da qui il disordine nei rapporti intimi: la stanchezza delle coppie, la noia di fronte ai lavori domestici, scontri dincomprensione fra i caratteri estenuati, divorzi e bambini ogni volta meno numerosi ed affidati agli anonimi asili nido. Eppure a tutti i piccini è necessaria la tenerezza alimento insostituibile per lequilibrio infantile. Il costante utilizzo, daltronde, dei supermercati, diventati un indispensabile complemento dei focolari a doppio introito e dei bimbi declassati, ha eliminato quellessenziale elemento stabilizzante della società, il quale è rappresentato dai milioni di imprese commerciali di modeste dimensioni, annunciando la scomparsa delle classi medie. Lo stato è divenuto il mostro finanziario del mondo contemporaneo che gratta a grandi rastrellate una parte danno in anno maggiore degli utili famigliari, spesso artificiosi, ma cionondimeno faticosamente acquisiti, anche se un qualunque sussulto economico può improvvisamente spiaccicarli. Lumanità si crede libera; ma in che cosa lo è? Lipercapitalismo domina la società. E una nuova forma di schiavitù, di cui le dorature non celano per nulla la crudeltà. Un tempo un povero se povero era poteva più o meno reggere al colpo, e ci bastava ben poco. Oggigiorno, invece, limplacabile asprezza della vita moderna coi suoi consumi esasperati e spese in continuo incremento soggioga o soffoca un diseredato. Luomo intimamente onesto finisce per essere ritenuto un sempliciotto, prendendoci il sopravvento colui che è il più maligno, il massimo faccendiere, il meno scrupoloso. E se i soldi mancano, si prendono in prestito, ben al di là delle proprie possibilità e col rischio di venir tiranneggiati messo il coltello alla gola dai propri creditori. Per i 9 decimi delle famiglie le carte di credito sono diventate dei passaporti falsi per il tranello teso dalla ricchezza, la quale ci sfugge ogni volta, sicché si vuole sempre acchiapparla di nuovo. Un giovane non capisce neppure che un tempo si poteva vivere altrimenti. Teoricamente la vita moderna è, ben certo, più agiata di una volta, ma solo per alcuni: essa respinge, infatti, allinferno i popoli interi non evoluti. Quanto alla maggioranza degli uomini e donne che lavorano sodo, sono ricchi solo del denaro, il quale svanisce e gli scappa fra le dita, dileguandosi come lacqua sotto larena.Luomo moderno si sposta dentro milioni di automobiliripostiglio che gli dánno lillusione di evadere dalla realtà, ma le vie così percorse ci traviano: le città più sovrappopolate sono appestate dallasfalto, mentre laria ci sporca i polmoni ed insozza il sangue, e nei nostri viali rumorosi, gli ultimi uccellini ci fuggono dagli alberi pure contraddistinti dal fogliame stinto. Dappertutto gli stabilimenti buttano in alto i fumi nerastri inquinanti e sempre più asfissianti. Nel secolo prossimo, poi, ci saranno delle fabbriche piazzate persino nei più slontanati campi di riso o di manioca nel Laos, dai manciù e in Polinesia. Limmenso scompiglio umano si sta precipitando da ogni parte, come un flusso acqueo puzzolente e rancido, e la natura stessa è diventata rondine dalle ale floscie. Di fronte alle difficoltà quasi sovrumane che attendono lingresso dellEuropa nel XXIÿ secolo cè da chiedersi, se esse saranno almeno alleviate dalle nuove scoperte, le quali potrebbero offrire dei mezzi straordinari per reagirci?... Quesito capitale!. Scoperte moderne O che salveranno tutto le scoperte moderne? I progressi scientifici del mondo contemporaneo sono spesso veramente stupendi. Ma il loro splendore non nasconderà mica le loro deficienze? Grazie alle trovate nei campi genetico e farmaceutico delle ricerche scientifiche contemporanee e alla loro diffusione su scala mondiale, si vive più a lungo. Le donne che si sa non muoiono mai, adesso hanno superato letà media di 80 anni. E adorano essere prese per delle pastorelle irrequiete, il che è maraviglioso! Ma chi è che pagherà le pensioni a codesti milioni di intrepide ottuagenarie? E quelle degli uomini che fra poco vorranno far altrettanto? E i milioni di tonnellate di medicamenti supplementari che questi paralitici, bronchitici e storpi, tutta questa gente dalle voci tremanti reclameranno in coro presso la Previdenza sociale?... E le migliaia di stabili, in cui alloggiare quelle vecchiaie prolungate? E i divertimenti, i viaggi che occorrerà organizzare per poter ornare di sogni romantici i cervelli indeboliti ed i corpi barcollanti?... In futuro gli stati, schiacciati sotto i loro oneri attuali, dovranno affrontare i detti pesi addizionali che raddoppieranno il fardello, sotto cui i governi stanno già crollando. In carenza delle nascite, per alimentare tali fondi di anzianità incessantemente prorogata, sfondati come la botte delle Danaidi, sarà disponibile non più diuna metà dei lavoratori contribuenti alla Previdenza sociale. Allora, ci risiamo: da dove mai gli stati attingeranno quei benedetti miliardi per gli indistruttibili anziani e anziane?... I ricercatori stanno a lambiccarsi il cervello, escogitando
centinaia di altre meraviglie e cospargendo di stelle lombra.
E vero. Si è arrivati, p. es., a raddoppiare la produzione
del latte. Risultato: gli statunitensi lo gettano nei fiumi! E
gli europei hanno dovuto stoccare nei propri frigoriferi del
Mercato Comune un miliardo di chili di burro invendibile!
Altrove, nel contempo, centinaia di migliaia di donne e ragazzini
muoiono di fame e sete in un mondo, in cui gli aerei
giungono da Parigi a Tokyo in poche ore, ma un barattolo di latte
in polvere o una coppa di yogurt ci metteranno un anno per
arrivare oppure per non arrivare, addirittura, nei paesi che
soffrono la fame! E sovente non ci si ritrova più: in Russia si
fa il caffè di mattoni, i quali nel Brasile si fanno di caffè!
Degli altri inventori hanno consentito di stimolare forzatamente
la crescita dellonesto bestiame dogni specie in
maniera tale da raggiungerne il massimo sviluppo in tempi
dimezzati. Risultato: non si sa più dove mai cacciare tanta di
quella carne sanguinolenta, e ci sazzuffa alle frontiere
per dar assalto ed appiccare fuoco ai mezzimontoni e mezzimaiali,
dei quali gli inglesi e i danesi non sanno più che farne! La TV è la grande avvelenatrice del secolo. Basta che certi annunciatori siano sistemati ai posti chiave da alcune personalità politiche ben piazzate o dai manipolatori della grana che fanno i giocolieri di miliardi, regolando lesistenza dei teleprogrmmi, e codesti elargitori dabbracci creano lopinione pubblica, dominandola e tormentandola. In virtù di quale diritto?... Che cosa resta della «democrazia» alla fine duna tale fregatura delle folle messe nel sacco? Zero! I pasticcieri del microfono e quelli al di sopra di loro dettano legge, lunica legge, diventando questo spadroneggiamento di giorno in giorno più soffocante. Gli uomini schizzano come frecce verso la Luna, il Nettuno e il Giove come se si andasse a Lourdes o a Sestrières. Lenergia nucleare è capace di sviluppare migliaia di bolidi di fuoco scintillanti e lampeggianti fra i deserti dellArizona, i ghiacci della Siberia e le sabbie petrolifere del Kuweit! Mille scoperte sbalorditive pongono così il mondo, gli affari e i focolari familiari a portata dogni ricercatore o dogni molestatore. E il bilancio? Oppure la felicità sta degradando? Ultimamente al confine messicostatunitense si ha constatato che in un solo anno 28 operaie duna fabbrica di cosmetici avevano partorito 28 neonati privi del cervello! Sarebbero dei fatti occasionali? Contraccolpi dinvenzioni valutate male? Ad ogni modo, 28 madri desolate hanno potuto per alcune ore cullare fra le braccia dei pupi amorfi, di cui il cervello era stato risucchiato dalle invenzioni mostruose o prodigiose! Senza dubbio alcuno, il mondo a venire poggerà su di un enorme punto interrogativo. Malgrado tutto, un giovane deve ammettere senza vani rincrescimenti questo mondo nuovo così comè: con le sue magagne, ma anche con ciò che si può ottenere di entusiasmante con questi orizzonti estesi allinfinito, questi sport spesso distorti dalluso delle droghe, ma ripristinati tramite le norme disciplinari e gli sforzi armonici dellemulazione, con queste possibilità di acquisire cognizioni nuove grazie ai viaggi e con la sua cultura più esatta e più estesa, anche se a volte bofonchia nello scompiglio e nellassurdo. I riformatori dingegno sarrampicheranno sul carro del XXIÿ secolo, senza impedire, però, che gli enormi problemi dordine economicosociale assillino il mondo già sommerso dalle complicazioni politiche, sociali e razziali. Se lEuropa vuol sopravvivere, dovrà superare queste complicazioni, costi quel che costa: tale è la sfida doggigiorno, una sfida tutta cruda che spaventa i deboli e deve stimolare, invece, i cuori dei forti. Una sfida che rileva non solo le circostanze dun giorno o dun tempo, bensì sestende a tutto ciò che è di più intimo e di più costante in fondo allessere umano, quale che esso sia. Se HITLER riscendesse un domani nello Walhall e riapparisse sbadatamente nella Cancelleria del terzo Reich, dovrebbe sicuramente ricorrere a concetti e metodi nuovi, trasformando profondamente la propria opera creativa. Non riprenderebbe, infatti, tutti i vecchi progetti insabbiatisi in mezzo alla strada, ma pur mantenendo fermamente i suoi princípi, li modellerebbe secondo le necessità dellattualità. Le sue visioni sul problema dellagricoltura, o sulla collaborazione delle donne nellambito della vita pubblica, o sullecologia di cui egli fu il vero fondatore nel 33, e sulla ripartizione razziale dei popoli, e persino sul riordinamento planetario delle ricchezze subirebbero, senza dubbio alcuno, dei ritocchi o persino delle realizzazioni diverse da quelle che hanno marcato la prima metà del XXÿ secolo. Rendere agli animi una vita spirituale Sarebbero poche le restanti probabilità di salvare la posta in gioco europea?... Il gioco è incalzante, esatto. Eppure sussistono cento motivi per lottare e sperare, e una ferrea volontà val più di mille impotenze. Nel 40 un REYNAUD, primo ministro chicchiriante della Francia «democratica», pavoneggiandosi, esclamava: «Noi vinciamo, poiché siamo i più forti.» Un mese più tardi attraverso tutto lOccidente le democrazie al gran completo crollavano come i castelli di carte! REYNAUD, imbarazzato, fuggiva (con 29 chili doro) fino ai Pirenei, ove ebbe un incidente per colpa duna roccia malcapitata! La vicenda era andata male! Il buonuomo DEMOS rimase fuori combattimento! I suoi conti furono regolati in qualche settimana. Si vede che tutto può cadere, ma un uomo di vero carattere è capace di ripristinare tutto. Per operare linnovazione dei tempi futuri, basta solo che le volontà siano tese verso un potente sforzo dellinnovazione materiale. E non è che sia malata unicamente leconomia mondiale o lordinamento politico della società: è luniverso morale dei popoli che è colpito e intossicato da una folle corsa verso le comodità, apparentemente piacevoli, eppure spesso tragicamente devastanti. Lessere umano della nostra epoca sè lasciato sfuggire i mille anni del cristianesimo e di religiosità: ciascheduno ha voluto «vivere» e godersi in sovrabbondanza gli agi e le piacevolezze, e senza neanche rendersene conto, è diventato schiavo delle gioie mediocri, limitate ad un benessere superficiale. E ci si muove soltanto radenti al suolo. Come si fa a restituire una vita spirituale alle anime pressoché spente, in cui la fiamma più non sale, smorzata comè sotto le ceneri che poco a poco si rendon fredde? Chi è che la rianimerà? Chi è che su codesti carboncelli, divenuti di color terra, farà soffiarci lispirazione, da cui scaturirà il fuoco spirituale? Senza di esso, invece, sarebbe perso tutto. Occorre che la donazione, la generosità, lamore per gli uomini, la volontà di dare e il sacro fervore di un ideale straripante di verità rinnovino la vita interiore di ciascun essere. Il cuore delluomo non è soltanto un ricettacolo per dei godimenti passeggeri: è un giardino incantato coi suoi colori e profumi. Il cuore delluomo desidera elevarsi attraverso il confuso sottobosco dellesistenza. Rivoluzione politica? Sì! Rivoluzione tecnicoeconomica? Sì! Quella sociale? Sì! Ma dominando lesistenza dei suoi effluvi, e soprattutto una rivoluzione delle anime! La felicità non è che un sottoprodotto di discoteca. Luomo deve ridiventare, anzitutto, essere spirituale, teso verso tutto ciò che innalza e nobilita: se no, quantunque gradevole sia la decorazione, la vita risulta solo una mangiatoia, in cui ci si sazia e lessenziale non esiste più. Secolo delle élite Lanima cè. E cè pure intelligenza. Una rivoluzione non si fa a colpi di spacconate, e meno ancora a colpi di vacue ingiunzioni dal fracasso di latta. Qualsiasi rivoluzione che arricchisce è frutto duna lunga preparazione intellettuale. Quello futuro, sarà più che mai un secolo delle élite e del coordinamento delle loro scoperte: saranno i migliori, i più capaci e solo loro a coinvolgere, a dirigere e a mutare la società. E finito il tempo, in cui lessere umano poteva preparare il proprio slancio nel lassismo, faciloneria, ignoranza e pigrizia. Loperaio dovrà cessare lui stesso dessere un manovale ignorante, come lo è stato troppo a lungo. A forza del lavoro e della preparazione mentale dovrà trasformarsi in un tecnico altamente qualificato. Le industrie moderne e costosissime assumeranno soltanto dei collaboratori ben scelti. Domani non ci sarà più posto per i mediocri, i quali andranno a raggiungere lenorme lupanare degli scansafatiche e parassiti spacciati, chiuso ad ogni avvenire. Nel secolo prossimo, a forza di fatica, costanza, elasticità dello spirito e potenza del carattere bisognerà che vinnalziate al livello intellettuale e alle conoscenze tecniche che marcheranno con la loro indelebile impronta i futuri condottieri duomini e di popoli. Che i giovani si mettano bene in testa che è proprio in quella misura, in cui lavorerà il loro cervello e samplieranno le loro cognizioni tecniche ed in cui loro stessi diventeranno parte organica dellélite, che potranno riuscire nellinnovazione della società. I tempi nuovi prenderanno a zampillare a mano a mano che voi, giovani ragazzi e ragazze del XXI° secolo, già accampati alle nostre porte, vimpegnerete coi metodi e idee nuove, ma anche con un ideale ardente, come quello dei vostri predecessori dei tempi eroici, ad adempiere il grandioso compito del rinnovamento della società sbandata. Giovani camerati dEuropa, ora spetta a voi. Siate pronti materialmente, ben certo, ma soprattutto spiritualmente e intellettualmente agli scontri più duri, compiendo la vostra avanzata illuminata dallanimo ed essendo disposti a tutti i sacrifici, coi cervelli perfettamente nutriti e ordinati ed i corpi forti. Allora, quantunque aspra sia la lotta, le solide braccia vostre potranno innalzare sui vostri scudi quella vittoria che i deboloni hanno creduto oramai divenuta inaccessibile. Solo coloro che hanno fede sfidano e rovesciano il destino!
Credeteci! E lottate! Nel deserto umano, in cui belano tanti montoni, siateci leoni ! Forti come loro! E come loro intrepidi! E che vaiuti lIddio! Salve, camerati! Léon DEGRELLE Asociación de Amigos de Léon Degrelle. Asociación Cultural Amigos de Léon Degrelle Apartado de Correos n° 5.024 - 28080 Madrid - España. Presidenta de Honor: Dª Jenne Marie Brevet (viuda de Léon Degrelle) Presidente: D. José Luis Jerez Riesco. Autorización del ministerio de justicia n°160.621 del 22 Marzo 1996. Difusiones Léon Degrelle 2000. email: degrelle2000@mixmail.com Web: http://www.geocities.com/falconhard/presentacion.html |