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di Alexander
Dughin
Otto Rahn (1904-1938),
descritto come un giovane autore e storico molto dotato, fu una delle figure
più affascinanti di questo secolo. Prima della sua misteriosa morte, all’età di
35 anni, scrisse due libri sui Catari della Francia meridionale: “Creuzzeug
gegen den Graal” (Crociata contro il Graal) e “Luzifers Hofgesinf” (La corte di
Lucifero). La leggenda continua a circondare sia la sua vita sia la sua tragica
morte.
Nonostante i suoi libri influenzarono autori quali Trevor Ravenscroft e
Jean-Michel Angebert, essi non furono mai tradotti in inglese. Nel 1982 nel
best-seller “Holy Blood, Holy Grail”, il nome di Otto Rahn compare in una
piccola, ma intrigante nota a margine. Otto Rahn pensava di aver localizzato la
Montagna del Sacro Graal, la Montsalvat della leggenda, nella fortezza di
montagna dei Catari, nella fortezza di Montsegur nei Pirenei francesi. Egli fu,
secondo il professor Joscelyn Godwin, “largamente responsabile per la visione
mitologica che univa i Catari e Montsegur con il Sacro Graal ed il suo
Castello”.
Norma Lorre Goodrich nel suo acclamato lavoro “The Holy Grail” paga pegno alla
“Crociata contro il Graal” di Otto Rahn, descrivendola come un “libro delle
meraviglie, un monumento a questo idealista autore tedesco, che morì
misteriosamente durante una discesa dalle Alpi.” Secondo il suo traduttore
francese, Otto Rahn credeva con assoluta convinzione che i Catari fossero stati
gli ultimi possessori del Santo Graal, e che il Santo Graal “fosse perito”
quando morirono per mano del “Papa e del Re di Francia” all’inizio del 13mo
secolo. La guerra della Chiesa Cattolica Romana contro i Catari è generalmente
descritta come una guerra dove Roma e Amor si trovano opposti uno
all’altro, nel quale l’idea cattolica (“comune”) trionfò tra le fiamme dei
roghi e le spade dei soldati sull’ ideale (“puro”) cataro. I Catari medievali
credevano nell’esistenza di una guerra eterna tra i principi della Luce e delle
Tenebre sui quali si basavano tutte le forze dell’Universo. Le Tenebre erano
per loro l’imperfezione, la transizione. Essi identificavano tutte le norme
clericali e secolari, principalmente quelle della Chiesa Cattolica come la
personificazione delle Tenebre. Nella loro mitologia il Sole simbolizzava la
Luce primordiale dalla quale ebbe origine la vita. Miguel Serrano coniò la loro
dottrina: “Una Cristianità Solare, per Otto Rahn, Montsegur era la “Casa della
Luce del Catarismo”.
La ricerca del Graal da parte di Otto
Rahn
Otto Rahn nacque il 18 Febbraio 1904 a Michelstadt nella
Germania meridionale. Alle scuole superiori sviluppò un interesse nella storia
medievale dei Catari, il loro destino e la rivolta contro il Re ed il Papa. Dal
1922 al 1926 studiò giurisprudenza, Filosofia e Storia della Germania. Rahn
intendeva scrivere una dissertazione su Guyot, un Trovatore provenzale sul cui
poema “Il Graal scomparso” il poeta Wolfram Von Eschenbach sostenne di aver
basato il suo “Parzival”. Il racconto medioevale germanico del Parzival,
ravvivato nel 1800 dalle opere della mistica popolare di Wagner, infiammò la
moderna ricerca di Otto Rahn per il Santo Graal. Immediatamente mise insieme le
più svariate notizie storiche sui Catari e sul poema di Wolfram Von Eschenbach,
un Cavaliere Templare del tredicesimo secolo. Guidato dal suo profondo
interesse per i Catari e per la leggenda del Graal, dal 1928 al 1932 Rahn
viaggiò ampliamente in Francia, Spagna, Italia e Svizzera. All’inizio
dell’estate del 1929, Otto Rahn fece la sua prima visita in Linguadoca, regione
della Francia meridionale.
Risedette nel villaggio di Lavelanet e nei successivi tre mesi esplorò
sistematicamente le rovine del tempio-fortezza Cataro di Montsegur, come pure
le grotte delle montagne circondanti.
Era in Linguadoca, che la città di Carcassonne, la sacra montagna dei Catari
(Montsegur) e la chiesa di Rennes-le-Chateau erano localizzate. Tutti questi
siti erano immersi nella vita Catara ed era qui che tutte le leggende sul Santo
Graal sembravano convergere. A Montsegur, scrisse Nigel Pennick, “nel
1244 i Catari, eretici, sostennero l’ultima eroica resistenza contro la
crociata Cattolica, la quale si concluse con la loro completa distruzione. Qui,
la tradizione afferma che la notte prima dell’assalto finale, tre Catari
portarono le sacre reliquie oltre le mura. Portarono via le magiche reliquie
del Re dei Merovingi, Dagoberto II e una coppa che si ritiene fosse il Santo
Graal. “Il possesso del Graal era sempre stato il sogno degli ordini
cavallereschi. I Cavalieri della Tavola Rotonda di Re Artu’, i Cavalieri
Templari e persino i Cavalieri Teutonici cercarono il mistico vessillo. Ma Otto
Rahn credeva di aver trionfato dove centinaia di anni di ricerche fallirono.
Aveva studiato la sacra geometria di Montsegur, il suo orientamento all’alba e le
sue relazioni con altri posti sacri, scoprì passaggi segreti sotterranei, dove
percepiva che un tesoro avrebbe potuto essere nascosto". (da Hitler’s
Secret Sciensies) Nigel Pennick suggerì che la conoscenza della “geografia
sacra” da parte di Otto Rahn, potesse derivare dai Druidi e dai Templari. I
Catari si diceva potessero avere anch’essi familiarità con questa tradizione.
In molti incontri con la popolazione locale (disse di parlare la lingua
Provenzale fluentemente), Otto Rahn raccolse tutto ciò che concerneva i Catari
ed il Graal. Queste formarono le basi degli emozionanti resoconti delle
esplorazioni di Rahn nelle caverne dello Sabarthes a sud di Montsegur e
specialmente delle caverne del Lombrives, chiamate “La Cattedrale” dalla
popolazione locale. Egli descrisse questa magnifica caverna come segue: “In un
tempo ormai dimenticato, in un’epoca nel quale i ricordi non furono mai toccati
dalla moderna scienza storica, fu usata come
tempio consacrato al Dio Iberico Illhomber, Dio del Sole. Tra i monoliti,
uno di questi spaccato in due, una profonda discesa conduce verso il gigante
vestibolo della cattedrale del Lombrives. Tra stalagmiti di bianco calcare, tra
muri di un color marrone profondo e rocce cristallo brillanti, il sentiero
conduceva giù dentro l’intestino della montagna. Una stanza di 260 piedi
d’altezza serviva come cattedrale per gli eretici.” Rahn disse come,
“..profondamente agitato, camminavo attraverso le camere di cristallo e le
cripte di marmo. Le mie mani poterono toccare le ossa dei puri e dei
cavalieri…”
Un vecchio racconto di un pastore della Linguadoca ricordato da Otto Rahn e
inserito nel suo primo libro, mostra un profondo simbolismo mistico: “…Al tempo
in cui le mura di Montsegur erano ancora in piedi, i Catari tennero qui il
Sacro Graal. Montsegur era in pericolo. Le armate di Lucifero lo accerchiavano.
Volevano il Graal, per rimetterlo sul diadema del loro Principe dal quale si
staccò durante la caduta dei suoi angeli sulla Terra. Allora, nel momento più
critico, discese dal cielo una bianca colomba, la quale, col suo becco, spaccò
il Tabor (Montsegur) in due. Esclarmonda, che era la tenitrice del Graal, gettò
il gioiello sacro nelle profondità della montagna. La montagna si richiuse su
sé stessa, ed in questa maniera il Graal fu salvato. Quando i demoni entrarono
nella fortezza, fu troppo tardi. Infuriati, misero al rogo tutti i Puri, non
lontano dalla roccia sul quale il castello si ergeva nel Campo del Palo. Tutti
i Puri perirono sulle pire ardenti ad eccezione di Esclarmonda di Foix.
Quand’ella seppe che il Graal era salvo, salì sulla sommità del Monte Tabor, si
mutò in una bianca colomba e volò via verso le montagne dell’Asia.” Sia
“Crociata contro il Graal” che “La corte di Lucifero” sono pieni di notevoli
intuizioni e rivelazioni di importanti connessioni storiche. Giù nelle
profondità delle grotte dello Sabarthez, Rahn trovò camere nelle quali i muri
erano coperti di simboli caratteristici dei Cavalieri Templari, fianco a fianco
ad emblemi dei Catari. Questa scoperta confermò la conoscenza che i Catari ed i
Cavalieri Templari furono per un certo periodo di tempo strettamente uniti.
Un’altra immagine estremamente intrigante, era quella scolpita nel muro di
roccia di una grotta nella quale si vede un disegno di una lancia. Questo
disegno ricorda la lancia insanguinata che appare una volta di più nelle
leggende di Artù.
La leggenda del Graal, spiega Miguel Serrano, “…riappare forzatamente
cristianizzata nel Medio Evo. I Templari la disseminarono. E’ centrata sulla
leggenda della corte di Re Artù (che sarebbe il Re del Graal ed è anche
chiamato Amfortas). E’ interessante notare che Artù è Arthos, Orso, come dire
Arctic. Dal quale l’esatta posizione geografica del continente perduto
nell’originaria Era Solare è localizzato: Hyperborea, sede del Graal. Nel
Medio Evo, divenne un calice, quando il mito fu Cristianizzato: il calice nel
quale Cristo si disse avesse bevuto nell’ultima cena, o anche quello nel quale
Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue di Cristo che sgorgava quando fu crocefisso”.
I Catari che custodirono il Santo Graal nel loro castello a Montsegur, credeva
Otto Rahn, potevano essere dei discendenti dei Druidi che si convertirono al
Manicheismo. I Druidi in Britannia furono i precursori della Chiesa Celtica
Cristiana. Egli vide nella cultura medievale dei Catari forti
rassomiglianze con i Druidi. I loro sacerdoti erano affini ai Perfetti Catari.
La segreta saggezza dei Catari fu preservata dagli ultimi Trovatori, i poeti e
cantori erranti delle corti medievali di Francia.
Molti Trovatori, secondo Rahn, segretamente erano Catari.
Le loro canzoni spesso apparentemente dedicate a donne speciali, il loro
simbolismo femminile era riferito alla Comunità Catara, la Sophia, la Saggezza
degli Gnostici.
Julius Evola spiega nel “Il Mistero del Graal”: “…per rendere questa dottrina
inaccessibile ai profani, essa è nascosta in un simbolismo erotico, simile al
cerchio del Graal quand’esso è rappresentato da un “simbolismo eroico”…”.
Quando Otto Rahn iniziò a studiare il Parzival di Wolfram Von Eschenbach, vide
notevoli similitudini con nomi e posti della Francia meridionale e sospettò che
il Castello del Graal del Parzival, il castello Muntsalvaesche (Richard Wagner
lo chiamò Montsalvat) altro non fosse che la fortezza solare Catara di Montsegur.
Nell’opera di Eschenbach egli subì l’influenza della poesia Catara. L’errata
ipotesi che i Catari perseguitati avessero potuto ritirarsi sotto terra e
celebrare i propri riti nelle chiese sotterranee, fu sostenuta da Otto Rahn
secondo quanto detto dal ricercatore delle tradizioni Catare, Antonin Gabal.
Gabal diede a Rahn la facoltà di consultare la propria libreria e il suo museo
privato Nelle lettere Rahn lo chiama “il suo Trevrizent” (lo zio di Parzival
nell’opera di Eschembach) e sviluppa questa tesi dall’opera di Gabal “Sul
cammino del Santo Graal”.
La leggenda secondo cui Otto Rahn trovò il Graal e che esso fosse custodito
fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale a Wewelsburg, il castello delle SS
presso Paderborn, può facilmente essere smentita. C’era un Graal a Wewelsburg
ma era solo un’enorme roccia di cristallo. Rene Nelli, un importante studioso
di Catarismo, tramandò il fatto che nei testi ancora esistenti dei Catari, il
Graal non viene mai menzionato, mentre per Julius Evola la maggior parte delle
tesi Catare sul Graal erano poco credibili.
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Quello che resta
oggi del
castello di Montsegur
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Otto Rahn osserva
graffiti catari
in una caverna
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Ritorno in Germania
Dopo il 1933 Rahn visse a Berlino, impegnandosi in
ulteriori studi sul Graal. Questa ricerca di una primordiale religione
tradizionale, la Religione della Luce, attirò l’attenzione del capo delle SS
Heinrich Himmler che cercò la collaborazione di Rahn sotto la sponsorizzazione
delle SS. Dopo averlo inizialmente inserito come civile nell’ufficio
sull’eredità del passato, l’Ahnenerbe, il suo talento fu presto riconosciuto
dai suoi superiori. Persuaso ad entrare ufficialmente nelle SS nel 1936, in
poche settimane Otto Rahn fu promosso al grado di SS-Unterscharfurher. Dal Settembre
1935 Rahn scrisse in preda all’esaltazione al capo dell’Ahnenerbe dei posti da
lui visitati e della sua ricerca delle tradizioni tedesche del Graal,
richiedendo di considerare la faccenda in maniera confidenziale tranne che per
Himmler. Otto Rahn fu persino sospettato di aver fondato un circolo Neo-Cataro
nelle SS. Nell’estate del 1936 intraprese, per ordine delle SS, una spedizione
in Islanda. I punti fondamentali di questo viaggio entrarono a far parte di
alcuni capitoli del suo secondo ed ultimo libro “La corte di Lucifero”,
pubblicato nel 1937. Rahn non fece alcun riferimento alle SS e sulla nave che
salpò per l’Islanda issò un bandiera con una svastica blu su campo bianco, in
contrasto con la bandiera ufficiale del Terzo Reich. Sappiamo che Otto Rahn
cadde in disgrazia presso la gerarchia Nazista nel 1937 e per ragioni
disciplinari fu assegnato a vari compiti nel campo di concentramento di Dachau.
Nell’inverno del 1938/39 scrisse al Reichsfuhrer-SS per porgere le sue
dimissioni dalle SS. Pochi mesi più tardi morì.
Numerose notizie non ufficiali abbondano sull’uscita di Otto Rahn dalle SS.
Alcuni sostengono che egli era omosessuale o di origini ebraiche, ma di questo
mancano riscontri reali.
In una conversazione Rahn sostenne che egli si sentiva tradito e che la sua
vita fosse in pericolo. In una lettera ad un amico egli espresse apertamente il
suo pensiero sul Terzo Reich: “C’è molta sofferenza nel mio paese. Quattordici
giorno fa ero a Monaco. Due giorni dopo preferii andarmene sulle montagne.
Impossibile per un tollerante, liberale come me vivere in una nazione come la
mia Germania” Il colonnello Howard Buechner, autore del “Il Calice di
Smeraldo”, disse che Rahn “ci lascia intuire che egli si sarebbe opposto alla
guerra che la Germania stava preparando nel 1938. Al posto della guerra, egli
credeva che la Germania e quindi l’Europa, si sarebbe trasformata in una
comunità di “Puri” Catari. In altre parole, il lungo tempo passato sulla storia
dei Catari e la loro ingiusta persecuzione da parte della chiesa e del trono di
Francia, portarono alla sua conversione verso il destino Cataro. Egli proponeva
un “Nuovo Ordine” nel quale gli stati d’Europa, e forse tutte le nazioni della
terra, avrebbero adottato il credo Cataro nell’interesse della pace nel mondo”.
Il 13 Marzo 1939, quasi nell’anniversario della caduta di Montsegur, Otto Rahn
morì nelle nevi delle montagne tirolesi.
“Nella maniera degli eretici Catari”, sostiene Nigel Pennick, “Rahn volle
volontariamente lasciare il mondo che vedeva disintegrarsi”. Pochi anni prima
Otto Rahn aveva scritto in “Crociata contro il Graal”: “La loro dottrina
accettava il suicidio, ma domandava che questo avvenisse non per porre termine
ad una vita di disgusto, paura o panico, ma per un perfetto abbandono della
materia. Questo tipo di Endura fu permessa quando ci si trovava in un momento
di mistico abbandono e di divina bellezza e dolcezza…Era il primo veloce passo
verso il suicidio. Per velocizzarlo si richiedeva coraggio, ma all’atto finale
di una definitiva ascesi si richiedeva l’eroismo. La conseguenza non è poi così
crudele come potrebbe apparire”.
La storia dell’enigmatica vita di Otto Rahn e delle sue opere, affascinerà
sempre gli studiosi del Sacro Graal e i ricercatori della tradizione Catara.
Questo Mistero può essere compreso nell’opera di Miguel Serrano “Nos:
Libro di Ressurezione”. “Quando parliamo della religione d’amore dei Trovatori,
degli iniziati Cavalieri del Graal, delle verità Rosacrociane, dobbiamo cercare
di scoprire quali menzogne si celano dietro il loro linguaggio. In quei giorni,
l’amore non aveva lo stesso significato che viene attribuito oggigiorno. La
parola AMOR non significava nulla, era una parola chiave. AMOR scritto
all’incontrario è ROMA. In questa maniera la parola indicava esattamente l’opposto
di Roma, in tutto quello che Roma rappresentava. Inoltre AMOR si può spezzare
in A e MOR, che significava Senza-Morte. Questo per divenire immortale, eterno,
grazie alla via di iniziazione di A-MOR. Una via di iniziazione totalmente
opposta a quella di Roma. Una Cristianità Solare, Esoterica. La Cristianità
Gnostica di Meister Eckhart. E la mia. Poiché ho tentato di insegnare all’uomo
occidentale come far risorgere Cristo nella sua anima. Poiché Cristo è l’”IO”
nell’uomo occidentale. “Ecco perché ROMA distrusse AMOR, i Catari, i Templari,
i Signori del Graal, i Minnesanger, tutto ciò che avesse un origine nella
“Memoria del Sangue Hiperboreo” nel quale noi abbiamo un’origine solare. “Si
è scritto molto sull’amore nelle novelle, poesie, libri, l’amore dell’essere
prossimi gli uni agli altri, l’amore universale delle chiese, l’amore per
l’umanità, ma non ha nulla a che vedere con “L’AMORE SENZA AMORE”
(A-MOR, SENZA LA MORTE) la quale è una dura disciplina, fredda come il
ghiaccio, tagliente come una spada, che aspira a superare la condizione umana
per raggiungere il Regno dell’Immortalità, l’Ultima Thule.”.
Questo vuole essere un tributo a Otto Rahn.

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