Il Nazismo Magico di Hitler

CAPITOLO PRIMO - TRA GERMANIA E INGHILTERRA

 

Negli ultimi decenni del XIX secolo e fino al primo conflitto mondiale, sorsero in Germania e in Austria associazioni e cenacoli che avevano analogie in Inghilterra e la cui caratteristica consisteva nel ritenersi depositari di una antica sapienza primordiale che in alcune sue manifestazioni sfociava nell'esoterismo, nell'occultismo, nel magismo. Nel 1867 un gruppo di studenti liceali viennesi fondava una associazione che assumeva la denominazione di Die Te-lyn, un'arpa i cui suoni paramagici esprimevano la creatività delle popolazioni celtiche del Galles meridionale, che era suonata dai bardi durante i periodici festival poetici. In questa associazione militavano i futuri fondatori della socialdemocrazia austriaca, ma anche giovani entusiasti, ammiratori di Nietzsche e di Wagner che per qualche anno collaborarono con Georg Ritter von Schonerer, il fondatore del movimento pangermanista al quale Hitler si richiamerà esplicitamente nel Mein Kampf.1Il cenacolo di Wagner a Bayreuth, centro di propagazione delle teorie razziste di Gobineau e Chamberlain, viene descritto al suo sorgere da un esaltatore dei " grandi iniziati " e della sapienza primordiale quale Edouard Schuré. Entusiasta di Monaco mentre Berlino gli " fece un'impressione ripugnante",3 Schuré scrive che il libro di Gobineau Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane "divenne per Wagner una specie di Vangelo. Negli ultimi anni di vita Wagner ai suoi discepoli predicava Gobineau".4 Il più affezionato di questi discepoli, Ludwig Schemann, autore di Ricordi su Richard Wagner, fonda in Germania la Società Gobineau per propagandarne le tesi. L'opera di Gobineau viene continuata da un gentiluomo inglese, Houston Stewart Chamberlain, genero di Wagner, autore de I fondamenti del secolo XIX.(1899),5 al quale si richiama anche nel titolo l'uomo forse più rappresentativo della cultura nazista e stretto collaboratore di Hitler, Alfred Rosenberg. Nel 1865, l'architetto Semper, spronato da Wagner, elaborava il primo progetto di quello che sarebbe stato il Teatro di Bayreuth. Nello stesso anno Robert Wentworth Little fonda la Società rosacrociana inglese dalla quale deriverà nel 1887 la Golden Dawn, a sua volta collegata con associazioni tedesche legate alla "dottrina segreta" di madame Blavatskij e all'antroposofia di Rudolph Steiner. Il ponte rosacrociano tra Germania e Inghilterra risale al XVII secolo nel quadro di una cultura occultistica non estranea all'inizio della guerra dei Trent'anni che devastò la Germania. Frances Yates ha narrato, in una sua interpretazione de L'Illuminismo dei Rosa croce, come le speranze di un sostegno inglese ai protestanti tedeschi, dopo il matrimonio della figlia di Giacomo I con l'elettore del Palatinato, siano state all'origine delle vicende del 1618-1620 con la vittoria dei cattolici a Praga. Esso segnò la sconfitta non solo dei riformati, ma anche di una corrente di pensiero "magico" che aveva trovato il suo centro nella capitale boema, sede della corte di Rodolfo II d'Asburgo.6 Qui aveva avuto un ruolo di primo piano l'inglese John Dee e dopo i disastri della guerra dei Trent'anni i continuatori di questa cultura alchemica e rosacrociana — la cui nascita data dal 1616, anno della pubblicazione a Kassel del celebre Le nozze chimiche sulle avventure di Christian Rosenkreutz — emigrarono in Inghilterra. Secondo Frances Yates, alla cui ampia documentazione rimando, il movimento "tornò" in Inghilterra perché, come ho tentato di dimostrare, fu all'Inghilterra, credo sotto forma di influenza della missione di Dee in Boemia, che lo strano mito rosacrociano deve in gran parte la sua origine ".7Secondo questa storica, i rosacrociani erano illuministi in potenza e Robert Evans interpreta la loro emarginazione come dipendente dal non aver saputo adottare il principio di causalità, base dell'illuminismo: " furono condannati all'oscurità perché la loro cosmologia era fondamentalmente una cosmologia magica".8 Questi storici e la storiografia inglese recente hanno dato un importante contributo alla comprensione di come nel Cinque-Seicento magia e scienza fossero più intrecciate di quanto non abbia ritenuto la storiografia tradizionale fino alla metà di questo secolo. Ma se i " maghi " rinascimentali furono condannati all'oscurità, è possibile che la loro tradizione culturale si sia trasmessa attraverso piccoli gruppi lungo i due secoli che vanno dalla seconda metà del Seicento alla seconda metà dell'Ottocento. La società rosa-crociana di Wentworth Little è probabilmente la condensazione di questi gruppi. Occorre tener presente questo ponte tra Germania e Inghilterra, i cui piloni sono piccole società esoteriche, quando verrà affrontata la questione dell'enigmatico viaggio di Rudolf Hess nel maggio 1941. L'esoterismo rosacrociano convergerà con il magismo delle rune nella versione germanica di questi gruppi "occultistici"  del Novecento. Le premesse sono poste negli ultimi due decenni dell'Ottocento, secondo l'accurata ricostruzione di George Mosse: II più influente dei gruppi occultistici fu quello che si costituì a Vienna, nei due ultimi decenni del XIX secolo, avendo a mentore Guido von List, un erudito austriaco ossessionato dal desiderio di provare che Vienna era stata la città santa dell'antichità. È significativo che le idee di List siano nate in una regione di confine del mondo germanico soggetta a continui scambi con i viciniori paesi slavi. List operava una commistione di natura e storia, ove la prima era intesa quale guida divina dalla quale promanava un'incessante forza vitale. Quanto più una cosa era vicina alla natura, tanto più era vicina alla verità; il passato ariano tedesco era vici-nissimo a tutto ciò che era vero; in esso materialismo e razionalismo non avevano avuto posto; si trattava di calamità affatto moderne. Ma come avrebbe potuto l'uomo contemporaneo ritrovare il passato? " Dobbiamo decifrare con le nostre anime il paesaggio che l'archeologia riconquista con la vanga. Chi voglia sollevare il velo del mistero deve rifugiarsi nella solitudine della natura. " Ma questa comprensione del passato richiedeva una più profonda iniziazione: era necessario che l'individuo si accostasse al passato storico del Volk, che si impregnasse dell'elemento più genuino della forza vitale, l'antica sapienza germanica. Essa tuttora esisteva, pregna ancora di forza vitale, sia pure in stato di letargo e compito di storici e germanisti era farla rivivere... List si vantava di aver ritrovato il kala, il linguaggio segreto degli antichi germani; poiché alcune delle parole kala ricorrevano anche nella Cabala, List affermava che esse erano il frutto della sapienza germanica. Come madame Blavatskij, List si affermava in possesso di una " scienza segreta " che per mezzo della forza vitale svelava il passato. Questa sua affinità con la teosofia era resa evidente dalla sua credenza che tutte le impressioni necessariamente provenissero da un mondo extrasensoriale e dalla sua fede nella possibilità di comunicare con gli spiriti di età passate. A volte i due movimenti, il nazionalpatriottico e il teosofico, confluivano anche dal punto di vista associativo; così Johannes Baltzli fondatore e animatore della società Guido von List, pubblicava i suoi scritti su numerose riviste teosofiche. List faceva parte del gruppo di germanisti antisemiti capeggiato da Schónerer con una visione il perno della quale era costituito dalla figura di un capo, un " uomo forte giunto dall'alto " il cui avvento era inevitabile. List condivideva con madame Blavatskij il concetto di karma, come è dimostrato dal resoconto del sogno circa il capo messianico da lui fatto pubblicare su " Frana ", una rivista teosofica tedesca. Le idee di List si diffusero in Germania tramite Alfred Schuler, il cui ambiente era Schwabing, il quartiere degli artisti di Monaco, dove sullo scorcio del secolo si era venuta costituendo una vasta comunità di gente che la pensava allo stesso modo. Vi faceva spicco il poeta Stefan George e con lui il giovane Ludwig Klages, destinato a divenire uno dei capi della filosofia tedesca. 9 È noto che Schwabing era il quartiere ove Hitler trascorse i suoi anni di Monaco prima della guerra. Probabilmente già allora assorbiva idee che avrebbe reincontrato — come si vedrà — nel 1920; e Mosse così sintetizza: La cerchia in cui Schuler si muoveva ha avuto il proprio agiografo in Franziska von Reventlow, che le dedicò un romanzo autobiografico in cui descrive i mèmbri di questo gruppo esoterico, noti come " I Cosmici ". Costoro attribuivano grande valore all'originaria sostanza comune a tutti gli appartenenti alla stessa razza. Tale caratteristica era equiparata sul piano filosofico a un principio cosmico creatore della vita e necessariamente presente in ogni personalità creatrice. L'importanza attribuita al sangue discendeva direttamente dall'antico culto druidico, che i mèmbri del gruppo tentavano di far rinascere. George, alla fine, scelse una strada diversa, ma Schuler e Klages rimasero fedeli alle loro convinzioni ed esperienze giovanili. Il secondo, anzi, provvide ad elaborare una complessa filosofia cosmica. 10 Dalle rune, il cui segreto List studiava, proviene la sigla delle Ss. Ritroveremo l'idea di un magico patto tra l'uomo e il cosmo mediato da una personalità creatrice, il capo giunto dall'alto, nelle conversazioni di Hitler che stupivano Rauschning. E poiché sappiamo che Claus von Stauffenberg e suo fratello erano ammiratori di George, mentre l'attentatore del 20 luglio 1944 portava quando fu arrestato un anello con l'iscrizione " Finis initium "  possiamo supporre che la decisione di eliminare Hitler che stava portando la Germania al disastro, nacque in quegli stessi gruppi iniziatici che erano stati una delle componenti della formazione culturale e della strategia di ascesa al potere del Führer. È una chiave nella quale si può leggere il romanzo Sulle scogliere di marmo di Jünger, di impostazione esoterica. Continua Mosse: Un altro intermediario tra List e la Germania fu quello strano personaggio noto col nome di Ternhari che con tutta probabilità non era che un imbroglione e un opportunista, che si presentò a List spacciandosi per il rinato capo dell'antica tribù germanica dei velsunghi. Diede alle stampe a Lipsia una Lettera sulla svastica la cui copertina era ornata da una figura astrale reggente una svastica fiammeggiante. Tentò nei primi anni del Novecento di costituire una setta; e anche questa, come le altre, finì con l'andare in frantumi perché Ternhari si smarrì in ripicche con gli altri mèmbri. Anch'egli come Schuler aveva i suoi ammiratori e portavoce, il più influente dei quali era quel Dietrich Eckart, che fu il mentore di Hitler agli inizi del movimento nazionalsocialista. Ed effettivamente la Weltanschauung di cui Hitler si fece portatore recava evidenti tracce del pensiero di Schuler e Ternhari. Si continua ad affermare che queste credenze sfociavano nel magico, nell'irrazionale, nel folle; ma ciò che conta è che, all'epoca, esse trovavano un largo seguito perché erano a sfondo magico. Schuler stesso ammetteva che l'esplicazione delle forze cosmiche originarie in un individuo poteva conferire a questi poteri tali da farlo ritenere un mago. 12 Come vedremo, Hitler, abile organizzatore politico, criticherà poi le piccole sette che si logorano nel contrasto tra i mèmbri. Lavorò per fare del piccolo partito nazista una grande organizzazione di massa. Ma dall'atmosfera culturale ora descritta derivò una delle componenti fondamentali del suo pensiero. Credeva in un rapporto particolare, magico, tra forze cosmiche e individui parti colarmente dotati. Si noti l'affermazione di Mosse, critico di questo irrazionalismo che prepara il nazismo, secondo cui Ternhari " con tutta probabilità non era che un imbroglione ". Perché " con tutta probabilità" e non con assoluta certezza? Perché il personaggio, se non dotato della "buona fede"13 che Mosse riconosce a Schuler, era in parte autoconvinto di reincarnare in sé un capo di altri tempi. La reincarnazione, parte integrante del credo del kanna, della rinascita era insita in quel tipo di cultura. È attendibile che Heinrich Himmler, lo spieiato organizzatore delle Ss sul quale si tornerà, si ritenesse la reincarnazione del re di Germania Enrico l'Uccellatore, il personaggio dell'epoca delle leggende di Parsifal e Lohengrin, del mito del Graal, che è un'altra componente della cultura che porterà al nazismo. Ne è basilare espressione la rivista "Ostara", di cui Hitler è assiduo lettore negli anni viennesi. La pubblicazione, fondata nel 1905, prende nome da un'antica dea germanica della primavera ed è diretta da un seguace di List, già frate e che aveva lasciato la tonaca: Jorg Lanz von Liebenfels, anch'egli un " imbroglione " se, secondo il più accreditato biografo di Hitler, Joachim Fest, si attribuiva "un titolo nobiliare inventato di sana pianta".14 Bracher si limita a dire che "Adolf Lanz si denominava Lanz von Liebenfels".15 Queste definizioni, come quelle usate dagli storici per Sebottendorff, fondatore della società Thule sul quale si tornerà ampiamente, meritano di essere ricordate, perché personalità sull'incerto confine tra mistificazione e convinzione di essere degli iniziati sono all'origine dei gruppi occultisti che sono una delle matrici del nazismo. Essi sono giustamente ricordati per il loro marcato antisemitismo. Lo sono meno o non lo sono affatto per la loro sottolineatura dell'esistenza di doti paranormali e della possibilità di acquisirle. Lanz istituì un "castello dell'ordine"16 a Werfenstein, nell'Austria meridionale. Sovvenzioni di industriali gli permisero di acquistare " la sua fortezza dalla quale patrocinava la fondazione e l'organizzazione di un ordine maschile ario-eroico destinato a divenire l'avanguardia di signori biondi e dagli occhi azzurri nel sanguinoso scontro con le razze inferiori e impure".17La sua cosmostoria è esposta nel libro Teozoologia ovvero studio sui scimmieschi abitanti di Sodoma e l'electron degli dei. Introduzione alla più antica e alla più nuova concezione del mondo e giustificazione della sovranità e della nobiltà. Gli eroi ariani sarebbero stati dotati di speciali organi elettronici, erano una razza estinta, ma le cui doti paranormali avrebbero potuto esser recuperate attraverso un processo di selezione genetica. Fest commenta: II sentimento di angoscia dell'epoca, la tendenza a costituire associazioni e gruppi elitari, l'idolatria dilettantesca che nutriva per le scienze naturali, atteggiamenti cementati da una componente che sul piano intellettuale come personale appare in larga misura truffaldina: tutto questo si ritrova nella dottrina di Lanz.18Vedremo più avanti il rapporto di Hitler con queste concezioni e in particolare con quella di Lanz. Qui importa notare il " quasi truffaldina " di Fest come il " con tutta probabilità " di Mosse: questi storici in qualche misura attenuano il perentorio giudizio su questi precursori della componente occultistica del nazismo. Va inoltre rilevato che le doti attribuite da Lanz ai suoi eroi sono molto simili a quelle di personaggi di odierni serial televisivi, tra cui la celebre "donna bionica".Gli storici non hanno approfondito le attività di Lanz. Il castello di Werfenstein non poteva essere solo la redazione di una rivista a diffusione limitata. La definizione di fortezza dell'ordine lascia supporre altre iniziative. Quali? Forse solo cerimonie e discorsi di un gruppo che "lì, già dal 1907 aveva assunto la croce uncinata come simbolo della lotta ariana".19 O forse qualcosa di più, cerimonie di un tipo particolare, iniziatico, tentativi di creare le premesse per la vantata possibile riconquista di doti paranormali di tempi antichi. Ci si può porre il problema se Hitler abbia mai frequentato il castello. Lanz è morto ottantenne, nel 1954, ma ha lasciato poco dietro di sé. Ha sostenuto di aver incontrato a Werfenstein lord Kitchener, il futuro ministro della guerra inglese. Gli storici ritengono l'affermazione inattendibile,20 ma forse si può essere più cauti se si tiene presente il ponte tra Inghilterra e Germania di cui si è detto. Il rapporto col futuro Führer è invece ritenuto fondato in questo quadro: Lanz proponeva concorsi di bellezza razziali. Hitler si recò da lui per chiedergli alcuni numeri arretrati della rivista, che gli mancavano e ai cui insegnamenti evidentemente si abbeverava con vivissimo interesse; lasciò a Lanz von Liebenfels l'impressione di un giovane pallido e modesto.21La definizione di " concorsi di bellezza " lascia perplessi. È di comune sottolineatura nella storiografia il fatto che erano pochi i componenti della élite nazista ad avere i connotati somatici degli eroi alti e biondi con occhi azzurri e certamente non ne disponeva Hitler. È possibile ipotizzare che il primo stadio del processo di formazione della "nuova razza" (concetto tipico di Hitler) non fosse tanto un insieme di caratteristiche fisiche, quanto la possibilità di un addestramento per l'auspicata riconquista di doti paranormali, "bioniche". Il clima culturale descritto da Fest e da Mosse lascia capire come convinzioni di questo genere  potessero allignare nelle associazioni che sono una delle premesse del processo magmatico che porta al nazismo. Se si può ipotizzare che Hitler abbia partecipato alle attività svoltesi nel castello di Werfenstein, quello che è certo è che nello stesso periodo matura un'altra componente di quel processo che porterà Hermann Rauschning a definire quello di Hitler, come vedremo, " socialismo magico ":22 magico, ma socialismo, per quel che poteva intendere come socialismo un conservatore prussiano quale il presidente del Senato di Danzica città libera nel primo dopoguerra e occasione dello scoppio del secondo conflitto mondiale. Il socialismo magico di Hitler ha le sue origini nel socialismo nazionale che alla fine dell'Ottocento si sviluppa, come l'arianesimo occultista di von List, a contatto e in contrasto con l'elemento slavo ai confini delle etnie germanicheParadossalmente il primo partito che prende il nome di nazionalsocialista non è tedesco, ma ceco e viene fondato nel 1898 a seguito di una scissione nel sindacato tra i lavoratori di nazionalità boema e quelli di nazionalità tedesca. Questi costituiscono a loro volta nel 1904 a Trautenau, in Boemia, la Deutsche Arbeiterpartei  che " si appoggiava fortemente alle leghe tedesche di lavoratori di ispirazione nazionalista, il cui centro era Linz, la città in cui in quegli anni il giovane Hitler compiva con scarso successo i suoi studi scolastici... Ben presto gli aderenti al partito si chiamarono semplicemente nazionalsocialisti ".23 Uno dei fondatori era il ventiduenne apprendista tessitore Hans Knirsch, che troveremo dopo il 1918 alla guida del partito nazionalsocialista nei Sudeti annessi alla Cecoslovacchia, il partito che sotto la guida di Konrad Henlein) ebbe un ruolo decisivo nella crisi che portò allo smembramento del paese e al trionfale ingresso di Hitler a Praga nel 1939, preludio della seconda guerra mondiale. Tra gli aderenti alla Dap numerosi erano i ferrovieri, il cui leader era Rudolf Jung. Un giovane ferroviere di Monaco, Anton Drexler, era a contatto coi ferrovieri della Boemia; divenuto poi fabbro ferraio nelle officine ferroviarie della capitale bavarese, membro della società Thule, fondò il 5 gennaio 1919, con venticinque operai di queste officine, la Deutsche Arbeiterpartei, partito dei lavoratori tedeschi. Già nell'estate del 1918 il Dap in Boemia prese ufficialmente la denominazione di "Deutsche Nationalsozialistische Arbeiterpartei" e il 24 febbraio 1920 anche il partito fondato da Drexler assunse la denominazione di Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (Nsdap), il partito che col nome sintetico di nazista avrebbe preso il potere in Germania e tentato di instaurare il " nuovo ordine " in Europa. I venticinque punti del programma del partito ricalcavano quelli di Jung e di Drexler, tanto più che Hitler, che presentò ufficialmente il programma, era probabilmente a contatto col piccolo Dap tedesco di Boemia "nel suo periodo viennese, se non già a Linz".24 Per i cultori delle analogie storiche, si può ricordare un altro periodo nel quale ponte, questa volta tra Inghilterra e Boemia, fu la premessa a un grande conflitto. Sin dal 1388 Oxford era frequentata da studenti cechi riuniti in un centro, e i figli degli attendenti di Anna di Boemia, sposa di Riccardo II d'Inghilterra, ingrossavano le file di questa colonia mantenendo tuttavia con i loro viaggi rapporti intensi con la patria. Furono essi a introdurre in Boemia gli scritti di Wyclif. Hus stesso ci informa (nel 1411) che egli "e molti membri dell'Università hanno posseduto e letto già da venti anni e continuano a leggere i libri del maestro inglese Wyclif"; e d'altra parte ne abbiamo una prova nei suoi entusiastici commenti, scritti in lingua ceca, in margine a un'opera filosofica  del maestro inglese. Il De Ecclesia che costituisce l'ossatura dell'omonima opera di Hus e ne contiene la tesi, fu copiata da uno studente ceco e da uno boemo. Questi non sono che alcuni esempi dell'influenza, pacifica e sicura almeno fino al Concilio di Costanza, del pensiero del riformatore inglese su Hus. Lutero nel 1519 a Lipsia difese "le tesi condannate di Wyclif e Hus " ma l'enfasi è posta su quest'ultimo, e anche Melantone, col quale Lutero poi discuterà di Hus, non sembra aver capito la matrice wycliffita del praghese e la sua opera su Wyclif si risolve in una condanna. Del 1529 è poi una lettera di Lutero che contiene un passo prezioso: " Mi accorgo di aver insegnato e sostenuto sin qui tutte le tesi di Hus senza saperlo. Tutti noi siamo ussiti senza saperlo.25Anche se Melantone lo ignora, è un ponte che dall'Inghilterra porta alla Riforma, che dalla Germania " torna " in Inghilterra come il magismo rinascimentale. Wyclif e Hus appaiono campioni della lotta contro il papato romano; e nella cattolicissima Austria dell'inizio del Novecento  la lotta contro Roma intesa nel senso che gli inglesi definiscono col termine " papismo " è nel programma del movimento pangermanista di Schönerer. Uno dei suoi slogan è " Contro Giuda, contro Roma - Si costruisce il duomo della Germania ".26Hitler, il cui disprezzo personale per il cattolicesimo è ben noto, raccogliendo in parte l'eredità di Schònerer dal lui ammirato, contrappose alla religione della Roma " papista " non già la critica di Wyclif, di Hus, di Lutero, ma una concezione che Pio XI e i suoi collaboratori considereranno neopagana, e che contiene elementi dell'occultismo magico coltivato nei circoli di Lanz e di von List. Un altro elemento, più inquietante, del rapporto fra tradizione e gruppi occultisti in Inghilterra e in Germania è costituito dalla cosiddetta "magia sessuale", cioè di poteri " speciali " derivanti da pratiche sessuali. È un tema oggetto di recenti studi anche in riferimento a Giordano Bruno, di cui sono noti gli echi del soggiorno inglese e dei viaggi in Germania prima del processo e del tragico rogo del 1600. Queste pratiche possono fare del "mago" un "manipolatore totale",27 secondo l'espressione di Joan Couliano, allievo e continuatore di Eliade, come lui di origine romena, impegnato a ridurre al minimo i rapporti, invece diretti e intensi, tra il suo maestro e la Legione dell'Arcangelo Michele di Cornelio Codreanu, uno dei più caratteristici movimenti del radicalismo di destra tra le due guerre. La cultura della magia sessuale, forse rimasta sotterranea in Inghilterra come quella rosacrociana e della quale vi sono comunque indizi nella figura e nell'opera di George Byron, riemerge alla metà del XIX secolo con l'incontro tra l'occultista francese Eliphas Levi che giunge a Londra per vederlo ed Edward Bulwer Lytton, che ha un ruolo cruciale nell'evolversi dalla società rosacrociana nella ermetica Gol-den Dawn. Eliphas Levi è il nome d'arte di Alphonse-Louis Constant, prima seminarista sedicenne e poi rivoluzionario quarantenne nella Parigi del 1848, nella quale fonda "La Tribune du Peuple" e il Circolo della Montagna, con una moglie femminista, Claude Vignon, che appartiene al gruppo delle Vesuviennes, col cui sostegno tenta invano di farsi eleggere deputato. Passato dal socialismo all'occultismo, sceglie il nuovo nome col quale diverrà famoso in quest'ultimo campo e che è al tempo stesso la traduzione in ebraico di Alphonse-Louis, la denominazione di Elifaz, uno dei tré amici che secondo la Bibbia consolano l'afflitto Giobbe. Giunto a Londra dopo l'avvento del Secondo Impero, Eliphas Levi entra in rapporto di amicizia con Bulwer Lytton, nobile inglese che pratica con grande successo sia la politica che l'occultismo: nel 1831, a soli ventotto anni, è deputato liberale. Nel 1834 pubblica un romanzo di grande successo, Gli ultimi giorni di Pompei. L'anno dopo scrive Riemi, personaggio, questo, che affascinerà Hitler attraverso l'omonima opera di Wagner. Si dimette dal parlamento nel 1841, per tornarvi nel 1852 come deputato conservatore. Nel 1866 diviene Lord Lytton di Knebworth e quindi Pari d'Inghilterra. Nel frattempo ha scritto le opere ispirate dalla tradizione occulta: Zanoni (1849), Una strana storia (1862), Maghi e Magia (1865), cui seguirà La razza ventura, nella quale è ipotizzata la forma di energia (Vril) che darà il nome alla società che col fondatore dell'istituto di geopolitica, Haushofer, contribuirà all'elaborazione dell'ideologia nazista. La carriera politica di Bulwer Lytton culmina con la carica di segretario di Stato per le colonie e promotore della costituzione del Queensland e della Columbia britannica in colonie separate. Alla morte, nel 1873, viene sepolto nell'abbazia di Westminster. È dunque un inglese dell'aristocrazia e un uomo politico di prestigio quello che si impegna con Eliphas Levi nello studio della magia sessuale nel 1854 e che con lui compie esperimenti nel castello di Knebworth nel 1861. È questo un dato da tenere presente sia per quando verrà fondato Thè Herme-tic Order of thè Golden Dawn, sia per capire il ruolo di Aleister Crowley, le successive scissioni in quella società occulta, i rapporti con le analoghe società tedesche negli anni Venti, i possibili interlocutori ai quali pensava Hess nel maggio 1941. Nell'anno successivo alla fondazione della Golden Dawn Londra è sconvolta da una serie di crimini sessuali, quelli di Jack lo squartatore, che uccide cinque prostitute londinesi senza essere scoperto. Il mistero su di lui dura tuttora. E sono note le ipotesi secondo le quali il mistero sarebbe dovuto al fatto che in qualche modo quei delitti sessuali avrebbero coinvolto mèmbri dell'alta società. Vi si è vista inoltre la connessione con pratiche esoteriche. Un recente testo ha avanzato l'ipotesi che the Ripper, lo squartatore, fosse un dottore, Roslyn D'Onston Stephenson, che all'epoca scrisse una serie di articoli su giornali popolari, collegando gli assassini!, tutti accaduti nel quartiere di Whitechapel, a cerimonie di magia nera.28Un altro testo riprende la tesi che l'assassino fosse John Druitt Montague: è la tesi tradizionale, poiché dopo la scoperta del suo cadavere gli assassini! cessarono. Ma si aggiunge che in realtà egli non si suicidò gettandosi nel Tamigi, come affermato a suo tempo, bensì fu assassinato. Il suo corpo con le tasche piene di pietre era stato ripescato nel fiume a pochi metri da Osiers, una dimora privata di Cheswick che veniva utilizzata per le riunioni di un club detto degli Apostoli, una società dai fini oscuri alla quale Druitt apparteneva e della quale erano mèmbri molti aristocratici e anche un possibile erede al trono d'Inghilterra, Albert Victor (Eddy) duca di Clarence, nipote della regina Vittoria, a sua volta sospettato di essere the Ripper. Nel libro si sostiene che il fratello di John Montague, William, sarebbe stato in possesso di prove che dimostrerebbero l'innocenza del duca, i sospetti nei confronti del quale vengono comunque sottolineati.29 Colin Wilson, uno studioso dell'occulto che verrà citato anche in seguito, sostiene invece, in un libro pure recente, l'innocenza di John Montague Druitt e la colpevolezza del duca di Clarence. Il medico della regine, William Gull, avrebbe attirato sospetti su di sé per stornarli dal duca.30 Una variante vede inoltre Jack nell'amante dell'omosessuale Eddy, James Kenneth Stephen. In un testo pure recente di uno scrittore italiano documentato ed equilibrato, Silvio Bertoldi, l'episodio è rievocato in relazione a un possibile matrimonio tra il duca e Elena d'Orleans, futura sposa di Emanuele Filiberto di Savoia. Prima di conoscere Emanuele Filiberto, tutto aveva lasciato credere che dovesse sposare il duca Alberto di Clarence, primogenito di Edoardo VII e pertanto destinato a regnare un giorno sull'Inghilterra, ebbe anche un'altra notorietà, più equivoca e torbida, a voler dar credito a certe voci care ai cultori di romanzi polizieschi. Secondo una versione uscita dagli archivi di Scotland Yard, comprovata da referti medici e naturalmente contraddetta con sdegno dalle autorità, sarebbe stato lui il misterioso mostro di Londra. Cioè il famigerato Jack lo Squartatore, l'assassino mai identificato nè catturato di prostitute inglesi. Il mostro colpiva le donne alla gola con un coltello e, volendo credere a simili storiacce, beveva il sangue delle vittime. Dunque un vampiro? 31 Personalmente ho altre volte utilizzato nei miei studi di politica temi e tesi che sembravano cari ai cultori di romanzi polizieschi. In genere mi sono stati utili per avvicinarmi alla realtà. L'accostamento delle date permette un'ipotesi: vi è una tradizione di magia sessuale e di magia nera, che provoca discussioni e divisioni nei circoli occultistici, che si rinverdisce con l'incontro tra Eliphas Levi e Bulwer Lytton, che in parte è presente nella fondazione della "Golden Dawn" (1887), che può essere connessa con gli assassini! quasi rituali del 1888, come tali presentati in una storia ritenuta fantastica negli anni Quaranta,32 ai quali segue una sorta di epurazione nelle società occultistiche. Queste vicende coinvolgono settori dell'aristocrazia inglese sino a far cadere sospetti sui mèmbri della famiglia reale. In seguito la tradizione della magia sessuale riappare nella Golden Dawn alla quale aderirà Aleister Crowley, anch'egli a contatto con l'alta società, che sostiene di essere la reincarnazione di Eliphas Levi, perché nasce nello stesso anno in cui questi muore (1875). Se vi è un ponte occulto tra Inghilterra e Germania che cela una storia segreta, si possono capire la speranza di Hitler di una pace con l'Inghilterra che punti anche sulla famiglia reale  e i presupposti sui quali si basava il viaggio di Hess in Iscozia. Si può ritenere che le voci concernenti il coinvolgimento di mèmbri dell'aristocrazia e forse della famiglia reale nei riti di società esoteriche inglesi, si siano trasmessi da queste sin dalla fine del secolo a quelle analoghe tedesche che poi sfociarono nel nazismo, ai cui leader tali voci pervennero. Ma per completare il quadro è necessario tornare alla Golden Dawn di fine secolo. Ne fanno parte Bram Stoker, narratori fantastici come Arthur Machen, ma anche due tra i più grandi poeti del nostro secolo, William Yeats  e Thomas Eliot. Yeats unirà la persistente convinzione della validità dell'esoterismo a un preciso impegno politico, divenendo nel 1922 senatore dell'Ulster e contribuendo al mantenimento dell'unione delle contee del Nord con l'Inghilterra. La sua grande amicizia con Ezra Pound lo rafforzerà nella convinzione delle buone ragioni della Germania e del fascismo europeo. Va dunque tenuto presente che la candidatura, sia pure senza successo, di Eliphas Levi e gli incarichi politici coscientemente assunti da Bulwer Lytton e da Yeats sono la prova che occultismo e anche magia sessuale non implicano soltanto comportamenti stravaganti o pericolosi di personaggi eccentrici, ma scelte politiche coerenti con una visione della realtà nella quale il ruolo dell'impero inglese coesiste con la critica al " papismo " romano e con l'apprezzamento di regimi autoritari in Europa. E poiché quasi ogni storico e ogni biografo di Hitler ha sollevato questioni sulle sue abitudini sessuali, senza entrare nel merito di fatti per i quali manca una sufficiente documentazione, si può supporre che alla cultura "occulta" del futuro Führer non fossero estranei elementi di pratiche aventi una connessione col rapporto tra il sesso e la potenza. Yeats divenne "gran maestro" della Golden Dawn succedendo a Wynn Westcott e a Mc Gregor Mathers, col quale era in stretti rapporti, così come lo era con madame Blavatskij, da lui molto ammirata. Il matrimonio tra Mathers e la sorella di Henri Bergson stabilì un legame indiretto tra la tradizione occultista e la filosofia intuizionista dello slancio vitale, che aveva qualche analogia con la misteriosa energia del Vril e che influenzò la cultura europea in modo rilevante. Yeats scelse come nome iniziatico Demon est Deus inversus. La stretta connessione tra magia in genere  e politica è tanto più evidente quanto più viene negata, come in una recente presentazione dell'opea di Yeats che è opportuno citare come esempio della posizione del poeta ancora alla fine della sua vita: Completò il suo nuovo dramma, tra il licenzioso e il mistico, L'uovo dell'airone... Nell'idea di Yeats, un piccolo ordine aristocratico doveva attuare l'unificazione dello Stato, evitando che le famiglie e gli individui spiritualmente parassitari potessero prevalere su quelli creativi; i paesi fascisti, forse più ancora che le democrazie, gli sembravano anteporre la quantità alla qualità.33 Ciò che viene definito " tra licenzioso e mistico " è in realtà l'eco della magia sessuale e il " piccolo ordine aristocratico" che restaura lo Stato è il progetto politico che getta un ponte alla fine dell'Ottocento tra la Golden Dawn di cui Yeats è gran maestro e le società occultiste tedesche che preparano la cultura del nazismo e di Hitler. In seguito questi ultimi possono avere accentuato tratti populistici, che .suscitano critiche del pensiero tradizionalista, che Yeats riecheggia e che possono aver provocato parziali differenziazioni politiche. È un dato politico che emerge per esempio dagli scritti di Evola. E Guénon scriverà al Cairo // Regno della quantità e il segno dei tempi nel 1945, anno della sconfitta nazista. Ma ciò nulla toglie al tipo di cultura politica che matura negli ultimi decenni dell'Ottocento, con le sue componenti esoteriche. E Yeats rimase ostile alla liberal-democrazia fino alla fine della sua vita come lo era stato all'inizio. A questo punto si è molto ampliato il quadro che Louis Pauwels e Jacques Bergier hanno avuto il merito di proporre nel 1960, anche se la genericità di talune affermazioni, la mancanza di documentazione per altre e qualche connessione stabilita in modo affrettato hanno facilitato il silenzio della storiografia ufficiale e la critica talora sprezzante di quella tradizionalista e di destra. Scrivono i due autori: Verso il 1880 in Francia, in Inghilterra e in Germania, alcune società iniziatiche e ordini ermetici si fondono e riuniscono potenti personalità. La storia di questa crisi mistica e post-romantica non è stata ancora scritta e meriterebbe di esserlo. Vi si troverebbe l'origine di molte importanti correnti di pensiero, che hanno anche determinato correnti politiche... Alla Golden Dawn era affiliata anche una donna, Florence Farr, direttrice di teatro e intima amica di Bernard Shaw. Ne facevano parte anche Peck, astronomo reale di Scozia, il celebre ingegnere Allan Bennett e sir Gerard Kelly, presidente della Royal Academy. Sembra che questi uomini di prim'ordine siano stati influenzati in modo incancellabile dalla Golden Dawn. Secondo le loro stesse ammissioni, la loro visione del mondo fu cambiata e le pratiche a cui si diedero non cessarono di apparire loro efficaci ed esaltanti... Noi non proponiamo di studiare una filiazione Rosa-Croce-Bulwer Lytton-Little-Mathers-Crowley-Hitler, o un'altra filiazione dello stesso genere in cui si incontrerebbero anche la signora Blavatskij e Gurdjiev. Naturalmente ci sono molte interferenze, passaggi clandestini o palesi da un gruppo a un altro. È una cosa appassionante come tutta la storia minuta. Ma il nostro scopo è la grande storia. Noi pensiamo che queste società sono le manifestazioni di un mondo diverso da quello in cui viviamo. Diciamo che è il mondo del Male nel senso in cui lo intendeva Machen.34Lo scrittore Arthur Machen era affiliato alla Golden Dawn. Non poteva ovviamente identificarla con l'essenza del male. Pauwels è stato allievo di Gurdjiev, il "mago" giunto dall'Oriente dopo la prima guerra mondiale, e da lui ha appreso elementi di occultismo e di fantastoria. L'aspirazione a scrivere una grande storia fondata sul conflitto manicheo tra bene e male ha compromesso il contributo arrecato dal Mattino dei maghi alla storia minuta di società segrete che hanno influito su un evento importante quale la formazione culturale di Hitler e di parte della élite nazista. Buona parte della storiografia tradizionale e di destra ha ritenuto che Pauwels  insieme a Bergier volesse vedere in Hitler e nel nazismo la " filiazione " dell'occultismo satanico delle sette segrete. Non si sono fatti quindi progressi nell'approfondire la storia minuta di queste sette, le divergenze e le lotte per la supremazia che, come in tutti i gruppi, hanno portato a scissioni e all'alternarsi di leader. Il dato rilevante rimane comunque quello dei rapporti tra gruppi occultisti dell'Inghilterra e della Germania. Essi maturarono negli ultimi decenni del XIX secolo. Stabiliscono legami tra persone influenti, che si trasmettono per un paio di generazioni. Il retroterra culturale di questi gruppi è frastagliato, ma da luogo a una concezione comune secondo la quale:

1) la storia che conosciamo è solo una parte della storia dell'umanità;

2) alcune élites di iniziati conoscono "tutta" la storia;

3) essi si sono trasmessi questo sapere e conoscenze che conferiscono particolari poteri;

4) coloro che ne dispongono e li trasmettono debbono svolgere anche un ruolo politico per gestire il futuro di una umanità decaduta alla quale occorre restituire doti e caratteristiche andate perdute.

Mancano più di vent'anni alla nascita di Hitler quando vengono fondate Die Telyn e la società rosacrociana inglese; quando Bulwer Lytton ipotizza il potere del Vril e sperimenta la magia sessuale; due soli quando sorge la Golden Dawn, lo stesso anno nel quale Arthur Conan Doyle inventa Sherlock Holmes, mentre si interessa di fenomeni metapsichici  e mentre l'interesse per il mystery poliziesco è implementato dalle imprese di Jack lo squartatore. Il riferimento a Sherlock Holmes non è privo di interesse se si pensa che II mastino dei Baskerville è una lettura particolarmente amata da Hitler. Hitler è quindicenne quando sorge il primo nazionalsocialismo boemo; è ventenne quando Liebenfels diffonde Ostara e von List // segreto delle rune e mentre Steiner35 dirige la società teosofica tedesca che diffonde le teorie di madame Blavatskij che verranno illustrate nel prossimo capitolo. In questo periodo la Golden Dawn ha superato la crisi provocata dai possibili eccessi della magia sessuale ed è diretta da uomini di grande prestigio. Il futuro Führer vive a Vienna e a Monaco in ambienti permeati dalla cultura che è stata descritta; ha ventitré anni quando sorge il primo gruppo che prende il nome della mitica Thule, la stessa denominazione della società dalla quale deriverà direttamente il partito nazista. È in questo contesto che vanno collocate le esperienze e la formazione culturale di Hitler, che egli narrerà in modo selettivo nel Mein. Kampf e sulla quale sorgeranno non poche controversie di interpretazione, come si vedrà nel quarto capitolo.

NOTE

1. Sulla vicenda di Die Telyn, cfr. William J. McGrath, Arte dionisiaca e politica, Einaudi, Torino 1986, cap. I. Sulle vicende successive e sui rapporti con Nietzsche e con Wagner cfr. i capitoli II "Nietzsche come educatore" e III " Esteti e attivisti ".

2. Il giudizio di Schuré su Berlino è in // sogno della mia vita, Laterza, Bari 1929,pag. 52.

3. Per il parere di Hitler su Berlino cfr. la tipica risposta al suggerimento di Mussolini del giugno '31 di trasferire nella capitale la direzione del partito: " Mi ha precisato di ritenere pjsr il momento inopportuno il trasferimento. Berlino non è Roma. È una città per metà americanizzata, per metà kultural e senza tradizione" (Lettera a Mussolini di Giuseppe Renzetti, direttore della Camera di commercio italiana a Berlino e di fatto rappresentante del duce presso il futuro Fùhrer, ora ne " L'ambasciatore ombra ", in " Storia illustrata ", dicembre 1987).

4. Edouard Schuré, Donne inspiratrici, Laterza, Bari 1930, pagg. 86-87. Questo testo come quello citato alla nota 2 fa parte di una collana dal titolo " Studi religiosi, iniziatici ed esoterici ".

5. Nel suo ormai classico La dittatura tedesca - Origini, strutture, conseguenze del nazionalsocialismo in Germania (II Mulino, Bologna 1973) Karl D. Bracher ricorda che "lo scambio epistolare tra Chamberlain e la vedova di Wagner [Cosima Liszt, N.d.R.] si ispirò ai principi dell'antisemitismo e di una congiura ebraica internazionale e della loro distruzione su scala mondiale" (pag. 20).

6. Cfr. Robert J.W. Evans, Rodolfo II d'Absburgo - L'enigma di un imperatore, II Mulino, Bologna 1984.

7. Frances Yates, L'Illuminismo dei Rosa croce - Uno stile di pensiero nell'Europa del Seicento, Einaudi, Torino 1976, pag. 186.

8. Robert J.W. Evans, op. cit., pag. 396.

9. George L. Mosse, Le origini culturali del Terzo Reich, II Saggiatore, Milano 1984, pagg. 108-111. La citazione di List è nella sua biografia scritta da Baltzli (Guido von List, Wien 1917, pag. 26). L'opera fondamentale di List è // segreto delle rune, edito nel 1908.

10. George L. Mosse, op. cit., pagg. 111-112.

11. Cfr. Walter Laqueur, Youth Germany - A History of thè German Youth Movement, New York 1962, pag. 136.

12. George L. Mosse, op. cit., pagg. 113-114.

13. Ibidem, pag. 113.

14. Joachim Fest, Hitler, Rizzoli, Milano 1974, pag. 41.

15. Karl D. Bracher, op. cit., pag. 82.

16. Ibidem.

17. Joachim Fest, op. cit., pag. 41.

18. Ibidem, pag. 99.

19. Karl D. Bracher, op. cit., pag. 82.

20. Cfr. Joachim Fest, op. cit., pag. 99. La fonte di Fest è il libro di Wilfried Daim Der Mann, der Hitler die Idee gab.

21. Joachim Fest, op. cit., pag. 42, stessa fonte.

22. Hermann Rauschning, Hitler mi ha detto, Rizzoli, Milano 1945, pag.247.

23. Karl D. Bracher, op. cit., pag. 71.

24. Ibidem, pag. 75.

25. Maria Teresa Beonio Brocchieri Fumagalli, Wyclif - il comunismo dei predestinati. Sansoni, Firenze 1975, pagg. 2-3.

26. Cfr. Joachim Fest, op. cit., pag. 45.

27. Joan Couliano, Eros e magia nel Rinascimento, II Saggiatore, Milano 1987, pag. 164. Ivi sulla magia sessuale bruniana v. il cap. 4, "Eros e magia", pagg. 141-165.

28. Cfr. Marvin Harris, Jack thè Ripper, thè bloody truth, London 1987.

29. Cfr. Martin Howells e Keith Skinner, Thè Ripper Legacy, London 1987.

30. Colin Wilson e Robin Odell, Jack thè Ripper: summing up and verdict, London 1987.

31. Silvio Bertoldi, Aosta gli altri Samia, Rizzoli, Milano 1987, pagg. 92-93.

32. La storia è raccontata da Stephan Knight nel libro che ha un titolo che rievoca il nazismo: Jack thè Ripper, thè final solution, London 1976. (Per coincidenza la soluzione finale concerne lo sterminio degli ebrei.) Il pittore William Sickert, che avrebbe occupato la stanza già affittata da Jack, avrebbe raccontato al figlio Joseph che il duca di Clarence avrebbe sposato segretamente nel 1884 Mary Kelly, l'ultima delle vittime dello squartatore. Lord Salisbury e William Gull, confratelli in una loggia massonica, avrebbero coinvolto l'altro confratello sir Robert Anderson, capo della polizia metropolitana (Cid), nella decisione di uccidere secondo un rituale massonico Mary e le altre prostitute sue amiche, intenzionate a ricattare il duca. Sickert ammise in seguito di aver inventato tutto. Ma i sospetti di un coinvolgimento ad alto livello perdurano. Uno dei più energici confutatori di questa tesi e sostenitore della colpevolezza-di Montagne John Druitt è Daniel Farson, autore di Jack thè Ripper (Londra 1964) e di storie dell'orrore, il cui prozio era Bram Stoker, inventore di Dracula e autorevole membro della "Golden Dawn", del quale Farson ha scritto una biografia {Thè Man Who Write Dracula, Londra 1975). Come si vede le coincidenze sono numerose. Se si pensa a crimini connessi alla magia sessuale, Montagne John Druitt può essere davvero il colpevole o uno dei colpevoli. Ma rimane il mistero del perché la polizia non giunse ad alcun risultato e del perché i delitti cessarono. La vicenda è inoltre ricca di documenti e di reperti scomparsi. Che tutti questi misteri celino una verità da occultare è quindi tesi verosimile. Va aggiunto che la denominazione di club degli Apostoli fu riesumata dal gruppo di Blunt e Philby che negli anni Trenta arruolò i suoi mèmbri nei servizi segreti inglesi perché servissero l'Urss in nome dei loro ideali comunisti. Il termine Apostoli ha una tale tradizione in Occidente, che la scelta del nome può essere un'altra coincidenza. Del gruppo faceva presumibilmente parte Roger Hollis, che — come si vedrà — sarebbe stato incaricato di indagare sulle relazioni del duca di Windsor nel periodo in cui era noto il suo apprezzamento per Hitler. Non si può escludere che le voci sui rapporti tra alta società e associazioni occultiste a fine secolo siano giunte all'orecchio dei brillanti intellettuali che scelsero ironicamente un nome compromesso per il loro gruppo, che riteneva di lottare contro la corruzione di classi sociali inglesi disponibili, a loro giudizio, a una intesa con Hitler per combattere il comunismo.

33. Anthony Johnson, " Una vita di Yeats ", premessa a La Torre, Rizzoli, Milano 1984, pag. 44.

34. Louis Pauwels e Jacques Bergier, // mattino dei maghi, Mondadori, Milano 1963, pagg. 278-294.

35. Tra l'ottobre 1917 e l'aprile 1918, mentre maturano eventi storici, Steiner pubblica un commento a Le nozze chimiche su una rivista dal titolo " Das Reich ", lo stesso della celebre rivista diretta da Goebbels durante il Terzo Reich. Un'altra coincidenza (il testo di Steiner è ora in appendice a Johann Valentin Andreae, Le nozze chimiche di Christian Rosenkreutz, SE, Milano 1987).

CAPITOLO SECONDO - LA DOTTRINA SEGRETA

 

 

Lo stesso intreccio di mistificazione e di autoconvinzione che abbiamo incontrato in situazioni e personaggi tedeschi del capitolo precedente si esprime con particolare evidenza in un fenomeno che ebbe rilievo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Si tratta della vicenda della già citata madame Blavatskij e del suo movimento teosofico, che come si è visto appassionava von List. Sebbene risultasse sufficientemente dimostrato che le manifestazioni psichiche grazie alle quali la signora Blavatskij  affermava di entrare in contatto con antichi maestri indiani e tibetani, fossero il frutto di abili trucchi, il movimento da essa fondato continuò ad avere qualche credibilità, tanto che per la sua successione entrarono in competizione Rudolf Steiner e Annie Besant. Il primo, con la sua scuola antroposofica e i suoi metodi educativi, gode tuttora fama di illuminato e di progressista. La seconda, prima di sconfiggerlo nel controllo della società teosofica, era socialista e femminista militante. Questo punto di contatto tra personalità di formazione progressista e una esperienza che poi avrebbe influenzato la destra più radicale sino al nazismo, è rilevante per capire la temperie culturale, anteriore al primo conflitto mondiale, nella quale si formò Hitler. L'aspetto essenziale della predicazione di madame Blavatskij è la pretesa rivelazione di una " dottrina segreta ", di una sorta di controstoria dell'umanità che comporta la trasmissione di messaggi e di qualità particolari a una cerchia di iniziati da parte di grandi maestri del passato. La signora è a Londra nel 1851, in India negli anni successivi; si sa poco di lei fino al 1873, quando giunge a New York ove due anni dopo fonda la Società teosofica e pubblica nel 1877 i due volumi di Isis Unueiled (Iside Svelata). Considerato dalla stampa " spazzatura da buttare",' questo testo ebbe però fortuna. La tesi di fondo è che l'universo è permeato da un etere psichico definito Akasa , che registra gli eventi, per cui quelli del passato possono essere letti da persone con doti particolari, potenziate dal contatto con quelli che vengono chiamati istruttori occulti. Attraverso queste "registrazioni akasiche " e la lettura del misterioso testo Le stame di Dzyan scoperto nel Tibet, viene ricostruita una fantastoria dell'umanità. Essa avrebbe avuto origine da esseri extraterrestri, i quali compirono diversi esperimenti di " razze prova ", la prima di esseri invisibili, la seconda stanziata nel nord dell'Asia, la terza su un continente nell'oceano Indiano ora scomparso, la quarta ad Atlantide, la quinta quella attuale. Per quanto stravagante, questa ricostruzione  ha dato luogo a una letteratura assai diffusa e a molti imitatori. Anche dopo che nel 1884 un rapporto di Richard Hodgson  ebbe dimostrato che madame Blavatskij ricorreva a trucchi di vario genere per simulare rapporti con " istruttori occulti ", la " veggente " non fu completamente screditata. Da Wurzburg si trasferì a Londra, dove riprese le sue tesi ne La dottrina segreta che ebbe ampia diffusione dopo la sua morte avvenuta nel 1891. I suoi seguaci continuarono a ritenere questa fantastoria del tutto attendibile e un membro della società teosofica, Scott Elliot, pubblicò due libri {La storia di Atlantide, 1895 e La perduta Lemuria, 1904) nei quali raccontò quanto sosteneva di avere appreso a sua volta dalle " registrazioni akasiche".Queste furono alla base di una fantageografia che si sviluppò insieme alla fantastoria. Già madame Blavatskij aveva descritto la fine di Atlantide come conseguenza anche di uno scontro tra i suoi sapienti e i saggi maghi di una città chiamata Sham bha lah. Scott Elliot continuò il racconto nel testo del 1895, affermando che i potenti maghi di Atlantide insistendo nell'uso dei loro poteri a fini malefici ruppero il legame con gli "istruttori occulti" trasformando la positiva magia bianca in una negativa magia nera. Essa sconvolse l'equilibrio naturale, provocando grandi cataclismi. I maghi malvagi non desistettero, comunque, dai loro propositi. Gli istruttori occulti, definiti dallo scrittore "iniziati", si trasferirono allora in Egitto poco prima che Atlantide fosse definitivamente sommersa. Si cominciò allora a discutere sulla possibile ubicazione della mitica Atlantide, di cui già aveva parlato Platone e che Scott Elliot collocava almeno in parte nell'emisfero boreale a partire dall'attuale Groenlandia. L'intreccio tra questa fantageografia e l'antica convinzione che la culla dell'umanità fossero le catene montuose tra l'India e il Tibet, fece collocare in quest'ultima regione Sham bha lah, sede dei maghi buoni e dell'antica sapienza. E il celebre esploratore svedese Sven Hedin, scopritore delle sorgenti del Brahmaputra, si mise tra il 1899 e il 1902 alla ricerca di Sham bha lah. Non la trovò, ma raccontò i suoi viaggi tra la Mongolia e il Tibet nel secondo volume de Im Herzen vom Asien (Nelle nebbie dell'Asia), pubblicato a Lipsia nel 1905. In questa città nel 1912 venne fondata una Germanen-Thule-Sekte che anticipa il Germanen Orden del 1913 e la Thulegesellschaft del 1918, dalla quale deriva direttamente il partito nazista. Sven Hedin sarà poi un sostenitore e un propagandista della Germania nazista durante il conflitto 1939-1945. Bracher ha colto una parte della realtà quando definisce quegli Orden e Sekte "banditori di teorie germanomani e an-tisemite con infiltrazioni occultiste, i cui scritti probabilmente suggestionarono a Vienna anche il giovane Hitler".2 Quelle occultiste non erano semplici infiltrazioni, ma una cultura intessuta di fantastoria e fantageografia, al centro della quale stava un potere occulto trasmesso da iniziati. Hitler poteva ritenersi erede di questo potere e non già dei maghi cattivi apportatori di rovina, ma di quelli benefici costruttori di una nuova umanità. Si possono così spiegare le sue affermazioni a Rausch-ning, sulle quali si tornerà; e si può anche capire come abbia equivocato la storiografia di destra volta a negare le influenze occulte nel nazismo, criticando come senza fondamento le tesi de // mattino dei maghi. Quest'opera effettivamente utilizza Rauschning e altre fonti per presentare Hitler come erede più o meno cosciente dei maghi cattivi ed espressione del " demoniaco ", così come demoniaci sarebbero i " superiori sconosciuti " ai quali egli accenna. Ma Hitler riteneva positivo il suo contatto con l'occulto, i superiori sconosciuti erano i saggi " iniziati " del passato. Si può capire come Rauschning abbia ritenuto di essersi imbattuto nelle aberrazioni di un " posseduto ": è l'immagine che egli ha trasmesso e che Pauwels e Bergier hanno raccolto. Si riprenderà questo tema nel quarto capitolo e in parte nel settimo. Ora è necessario ampliare la riflessione sull'origine di una fantastoria che avrebbe indotto un esploratore serio e apprezzato come Sven Hedin prima a ricercare le terre degli Arii e la leggendaria Sham bha lah e poi a farsi sostenitore della guerra hitleriana. E per ampliare il campo e risalire alle origini della fantastoria e ritrovare Sham bha lah come capitale del mitico regno di Agharti, sede della saggezza primigenia, è necessario ricordare l'esperienza francese, circa la quale già si è accennato a Schuré, autore de I grandi iniziati e a contatto coi circoli wagneriani nei quali si diffondono le teorie del razzismo e del primato ariano. Schuré esalta continuamente come suo maestro Fabre d'Olivet, che viene considerato " il primo dei grandi occultisti del XIX secolo".3 Dapprima membro del club dei giacobini, studioso di ipnotismo e della lingua ebraica, si afferma, nei primi tré decenni dell'Ottocento, fondatore di una scienza che definisce " psicurgia " volta a utilizzare appieno l'energia mentale, usando la quale si possono cogliere verità del passato simili alle citate " registrazioni akasiche ". Egli elabora così una straordinaria epopea, volta a dimostrare la prevalenza dei celti su tutti gli altri popoli e il valore esemplare dell'impero teocratico fondato dal druido Ram seimila anni prima di Cristo. Ram diviene Rama in India, Osiride in Egitto, Dioniso in Grecia.4 Il continuatore di Fabre, Saint-Yves, dapprima modesto insegnante in Inghilterra e poi a Parigi, divenuto marchese d'Alveydre (1880), dopo un fortunato matrimonio, completa la fantastoria con la fantageografia. È importante rilevare che egli vive in Inghilterra negli anni nei quali sorgono le già citate associazioni "occulte". È probabile un suo contatto con quegli ambienti e col loro interesse per la politica, tanto che in Francia elaborerà una teoria di governo opposta, così afferma, all'anarchia e che definisce sinarchia, espressione che sarà adottata da un movimento di estrema destra, il quale propugna per la Francia una soluzione politica di tipo fascista. Se questi aspetti vanno tenuti presenti, il contributo specifico di Saint-Yves alla presente ricostruzione è comunque il libro Mission de l'Inde en Europe, scritto dopo un incontro con l'indiano Hardji Schariff nel 1887, distrutto prima della diffusione per il timore che risultasse inattendibile, pubblicato nel 1910. Saint-Yves afferma di aver visitato per sdoppiamento il territorio di Agharti, paese di venti milioni di abitanti del quale Sham bha lah potrebbe essere la capitale. È questa la sede dell'antica sapienza dei maghi saggi. Saint-Yves era stato preceduto nella "scoperta" di Agharti dal viaggiatore e scrittore Louis Jacolliot, console di Francia a Calcutta. Questi non pretendeva di esserci stato. Dopo aver scritto Bible dans l'Inde, Vie de J'ezeus Christna (1868), aveva pubblicato nel 1875 Histoire des Vierges, racconto di viaggi in paesi inesplorati nel quale citava la tradizione indiana che parlava della leggendaria terra. Jacolliot è citato nel fondamentale studio di Leon Poliakov tra i protagonisti antisemiti della costruzione della teoria ariana: È un poligrafo la cui popolarità al suo tempo è attestata dal posto che egli conserva nelle bibliografie e nei cataloghi. Dopo aver salutato "l'India, luogo d'origine del genere umano, vecchia nutrice dalle mammelle prosperose ", proponeva un'altra versione della religione indoaria universale. Mosè era Manu (Manu-Manes-Mi-nos-Mosè), Gesù era Zeus (Zeus-Jezeus-Isis-Gesù); queste etimologie intrepide, sostenute dalle apocrife " leggi di Manu " che egli pretendeva di aver ritrovato, permettevano a Jacolliot " di fare risalire all'alta Asia le origini della Bibbia e di provare che, poiché l'influenza e i ricordi del luogo di origine continuano ad arrivare attraverso le epoche, Gesù Cristo è giunto a rigenerare il mondo nuovo seguendo l'esempio di Jezeus Christna, che aveva rigenerato il mondo antico". Infatti l'Antico testamento non era per Jacolliot che un'accozzaglia di supertizioni, gli Ebrei un popolo " avvilito e stupido " e Mosè "uno schiavo fanatico, educato per carità alla corte dei Faraoni ". La Bible dans l'Inde conobbe in alcuni anni otto edizioni e almeno un seguace prestigioso nella persona di William Gladstone.5È presumibile che oltre a un " seguace prestigioso " come il primo ministro inglese, Jacolliot ne abbia avuti in Inghilterra altri, meno prestigiosi, ma non poco influenti: gli aderenti ai gruppi rosacrociani e alla Golden Dawn, alla ricerca delle origini della sapienza primordiale. Questa apertura di riflessione sui rapporti tra l'occultismo inglese e quello francese ci permette di cogliere due aspetti dei precedenti culturali che influirono sui processi decisionali di Hitler e della élite nazista: il virulento antisemitismo e la valutazione della Francia. L'antisemitismo nazista ha infatti una componente legata alla cultura esoterica. Da un lato gli ebrei sono visti come una specie di non uomini o di sotto-uomini, un giudizio negativo anticipato da quello sprezzante di Jacolliot. Dall'altro essi sono temuti come concorrenti in quanto depositar!, visti come " degenerati ", di una sapienza originaria, che in qualche modo avevano ereditato e distorto, come i malvagi maghi di Sham bha lah. Questo secondo aspetto ha i suoi precedenti negli studi sui poteri occulti garantiti dalla Cabala ebraica ed è giunto alla cultura di massa attraverso il film di successo I predatori dell'arca perduta, che vede nazisti e americani in concorrenza per recuperare antichi poteri di geni del male. Il secondo aspetto  è di rilevante importanza sul piano del processo decisionale. Si vedrà nel settimo capitolo che la svolta nella politica hitleriana che porterà alla guerra mondiale parte dalla rimilitarizzazione della Renania non consentita dal trattato di Versaglia. Il mondo rimase stupito dalla mancanza di reazione da parte della Francia, che Hitler aveva previsto, contro l'opposta valutazione dello stato maggiore tedesco. Questa previsione si basava sulla convinzione del Führer che, diversamente dall'Inghilterra, la quale conservava uno spirito imperiale, la Francia era votata a una inarrestabile decadenza, perché dominata dalle influenze ebraiche oltre che massonico-democratiche. A questa valutazione Hitler aggiungeva probabilmente la convinzione di essere dotato di qualche forma di preveggenza e quella che in Francia esistessero gruppi ristretti di formazione culturale " ariana " che potevano appoggiare la sua politica di "restauratore" del ruolo della razza bianca nel mondo. Vi erano inoltre settori importanti dell'alta borghesia francese che'stavano per adottare il motto " meglio Hitler del fronte popolare ". Effettivamente quando scoppiò la guerra la Francia la combattè senza convinzione sino alla rapida sconfitta del giugno 1940 e si sviluppò un forte movimento per una aperta collaborazione con la Germania. In questo movimento confluirono (e spesso si scontrarono) posizioni diverse, dal populismo originato dalla sinistra già marxista (Doriot, Déat), a una destra nella quale era forte una tradizione con componenti esoteriche . Questo precedente può spiegare la politica hitleriana verso l'Inghilterra sino al viaggio di Hess del maggio '41. Questo paese era più solido della Francia. Era un naturale alleato della Germania nel conflitto secolare per il rilancio della " razza bianca " e per la sconfitta del bolscevismo come estrema manifestazione della " congiura ebraica ". Hitler rimase convinto sino allo scoppio della guerra che vi fosse in Inghilterra una forte tendenza politica disposta a patteggiare con la Germania la sua egemonia nell'Europa continentale in cambio della continuità dell'impero britannico. Questa tendenza era fronteggiata dall'influenza ebraico-democratica, che Hitler vedeva simboleggiata in Churchill, oggetto della sua personale animosità. La tradizione "occultista" che aveva stabilito un ponte tra Germania e Inghilterra, le società " esoteriche " che, come si è visto, comprendevano settori influenti delle " classi alte ", da sempre ritenute ostili alla liberal-democrazia, furono alla base del tentativo di cercare interlocutori alla vigilia dell'attacco all'Urss: se ne erano trovati in Francia, perché non cercarli in Inghilterra? Vi fu quasi certamente un dibattito e forse uno scontro nel vertice nazista del quale Hess fu uno dei protagonisti. Jacolliot è appunto uno dei predecessori francesi della evoluzione politico-culturale sulla quale Hitler contava per presentarsi come campione dell'Europa ariana. L'idea che Cristo abbia avuto esperienze in India nei lunghi anni vuoti che intercorrono tra l'infanzia e la predicazione narrata dai Vangeli, ha dato luogo a una vasta letteratura. Questa idea si collocava nel quadro di una fantastoria e di una fantageografia delle quali madame Blavatskij era stata precorritrice e che all'inizio del secolo avrebbe avuto un ulteriore sviluppo proprio con uno studioso indiano, Lokamanya Bai Gangadhar Tilak. Prima di trattarne e sempre per capire quanto influente fosse questa corrente culturale che intrecciava occultismo e fantastoria, è opportuno riprendere la riflessione sul fatto che Rudolf Steiner entrò in contatto col movimento teosofico e aspirava ad avervi un ruolo di guida, che poi fu assunto (nel 1908) precisamente da un giovane indù, Jiddu Krishnamurti. Steiner, studioso di Schiller e di Goethe, autore di una Filosofia della libertà che aveva avuto buona accoglienza anche in ambito accademico, era un intellettuale di prestigio quando nel 1900 accettò di tenere una serie di conferenze alla società teosofica di Berlino e continuò a collaborare con la società negli anni successivi. Nonostante la parziale diversità delle posizioni vi acquistò un notevole prestigio, tanto da poter aspirare a dirigerla fino a che il gruppo guidato da Annie Besant non riuscì a imporre il giovane indù. Anche per questo motivo, oltre che per la crescente divergenza di posizioni, Steiner ruppe con la società nel 1912. Ma i suoi legami con la cultura occultistica continuarono. Nel 1909 aveva raccolto una serie di conferenze tenute a Budapest  sotto il titolo " L'esoterismo rosacrociano ". Nel libro Memoria cosmica riprendeva la fantastoria di origine blavatskijana. Già nel 1909 si era aperto un conflitto nell'ambito della società teosofica, perché Steiner insisteva affinchè essa fornisse il suo appoggio alla rappresentazione di opere di Schuré. Ne era protagonista l'attrice Marie von Sievers. Nel 1907 era stata rappresentata una ricostruzione dei misteri eleusini. Nel 1909 un secondo esperimento teatrale avrebbe dovuto aver luogo a Monaco, durante il congresso che Steiner aveva promosso all'insegna di una concezione che stava elaborando e che definiva antroposofia in collegamento con la teosofia della società, i cui dirigenti non condivisero l'opportunità dell'iniziativa. Da qui i contrasti sino alla rottura del 1912. Questi eventi sono significativi, perché dimostrano l'influenza della cultura occultistica nei primi anni del secolo e in particolare nelle stesse zone  nelle quali queste tendenze si sarebbero in parte coagulate nel nazismo. E Steiner diede comunque il suo apporto  a una fantastoria che troviamo anche alle origini della Thule Gesellschaft. Un riassunto di Memoria cosmica è a questo proposito illuminante, tanto più che Steiner come Scott Elliot e madame Blavatskij si basava sulle " registrazioni akasiche ", che egli definisce " le cronache di Akasa ", per cui " colui che ha acquistato la capacità di vedere nel mondo spirituale arriva a conoscere gli eventi passati nel loro carattere eterno. Essi non si pongono di fronte a lui come testimonianze morte della storia, ma nella loro completa vita. In un certo senso quello che è accaduto avviene davanti a lui. Oggi sono ancora obbligato a tacere l'origine delle informazioni a me date. Anche chi non sa nulla a proposito di queste fonti capirà perché non può essere diversamente. Ma potrà succedere qualcosa che mi permetterà di rompere questo silenzio e forse molto presto ".6 Colin Wilson, autorevole nell'ambito dei tentativi di analizzare scientificamente i fenomeni parapsichici; rileva ironicamente: " Pare che Steiner non abbia mai mantenuto la sua promessa".7 Si può comunque osservare che una cesura anche nel comportamento dei gruppi occultistici fu rappresentata dal primo conflitto mondiale. È dopo di esso che questi operano in Germania per un intervento politico diretto, in senso sempre più autoritario, mentre Steiner rimane fondamentalmente un liberal-democratico. Egli abbandona quindi il campo dell'esoterismo per quello della pedagogia, entrando in aperto conflitto coi precursori del nazismo. Dobbiamo comunque a Wilson un efficace riassunto della tesi di Steiner: "L'essere umano è formato da quattro "corpi". Quello fisico è animato dal corpo etereo, visibile ai chiaroveggenti che lo chiamano "aura", Bergson invece lo chiamava "slancio vitale", mentre Shaw "forza vitale". Vi è poi il "corpo astrale", il quale, secondo gli occultisti, può uscire dal corpo fisico in talune condizioni. Al di sopra di tutto questo vi è l'ego, il principio dell'individuo. L'uomo ha sviluppato lentamente questi corpi, uno per uno, in lunghi periodi di tempo. È la sola creatura sulla terra che possiede l'ego col quale coordina gli altri tré corpi. Lavorando su questi corpi inferiori può creare tré corpi superiori: una coscienza spirituale, un corpo spirituale, un'anima estrema che gli indù chiamano "atman", la cui natura è identica a quella di Dio".8 In questa sintesi dei principi dell'antroposofia troviamo citati socialisti gradualisti come Shaw e filosofi come Bergson, apprezzato da Gramsci, ma che aveva, come si vedrà, rapporti indiretti con la Golden Dawn. Sono indici dell'influenza culturale dell'occultismo all'inizio del secolo e la possibilità di conseguire poteri superiori sarà alla base del nazismo " magico " di Hitler. I principi ora esposti si collegano a una fantastoria di lungo periodo, nel quale si sarebbero sviluppati questi diversi " corpi ". L'uomo cominciò ad evolversi attorno a una specie di "primitiva nebulosa". Mentre i corpi aumentavano gradualmente di densità, gli uomini persero il loro potere di plasmarsi e cominciarono a divenire schiavi della materia. Con l'evoluzione degli uomini in lemuriani si svilupparono le passioni violente, perché la materia condizionava l'uomo più velocemente di quanto gli occorresse per imparare a controllarla. I suoi desideri malvagi crearono violente forze naturali, le quali distrussero Lemuria. Atlantide esisteva già. Gli atlantidi sono stati i nostri antenati. Poiché la nostra razza — la quinta razza fondamentale — aveva perso i suoi poteri naturali di chiaroveggenza, abbiamo dovuto sviluppare alcune qualità alternative. Abbiamo quindi sviluppato la forza della ragione. La prima sottorazza, gli indiani, erano essenzialmente "spirituali ". La seconda, i persiani, accettavano la materia e per loro la vita era una battaglia tra la materia e lo spirito, nella quale lo spirito era il bene e la materia il male. La successiva sottorazza, gli egiziani-caldei-babilonesi, si avvicinò di un passo nell'" accettare " la materia. Poi arrivò la sottorazza greco-romana, la quale si spinse persino troppo lontano nell'accettare il mondo della materia. Il compito dell'uomo moderno dovrebbe essere quello di riequilibrare gli opposti punti di vista fra gli indiani e i romani: trattare la materia come un alleato, senza tuttavia arrendersi ad essa.9 Questa l'impostazione di Steiner alla vigilia del conflitto mondiale, allorché gli venne offerto di proseguire l'attività del suo teatro sperimentale a Dornach, in Isvizzera. Qui creò il Goetheanum. Tornò in Germania dopo la guerra per fondare a Stoccarda, nel 1920, la sua scuola a Waldorf, per una educazione basata sullo sviluppo della persona e non sulla disciplina. Fondò anche una cllnica e una fattoria per la sperimentazione del metodo biodinamico in agricoltura. Svolse un'azione pionieristica per l'educazione di piccoli handicappati. Fu probabilmente questa una delle ragioni dell'ostilità dell'estrema destra tedesca, che col nazismo avrebbe teorizzato l'emarginazione e la sterilizzazione dei colpiti da tare ritenute ereditarie. Osteggiato, minacciato, distrutto il Goetheanum da un incendio forse provocato da nazisti penetrati in Isvizzera, Steiner ne avviò la ricostruzione, ma stanco e malato si spense nel 1925, affidando ai successori la continuazione della sua attività, che nel campo della educazione continua col " metodo steineriano ".Questa vicenda illumina la frattura che si verificò nella tradizione dell'occultismo dopo la guerra, tra alcuni suoi precedenti legati a una tradizione liberale e quelli che avrebbero ispirato scelte autoritarie. L'epicentro della fantastoria di cui abbiamo visto le premesse ebbe comunque uno sviluppo importante nel decennio antecedente il conflitto attraverso l'opera di Tilak. Propugnatore dell'indipendenza dell'India, per la quale lottò nel partito del Congresso, detenuto per sei anni in carcere in Birmania, aveva quasi cinquant'anni quando pubblicò nel 1903 a Poona La dimora artica dei Veda. Il testo giunse in Europa con l'autore, che nel 1904 a Parigi incontrò probabilmente Rene Guénon, influenzandone l'orientamento verso gli studi induistici. Attraverso lo studio dei testi e dei miti vedici, Tilak  giunse alla convinzione che l'Urvolk, gli iperborei che avrebbero dato origine agli Arii, provenivano dal polo artico. Una sua descrizione delle età geologiche e delle glaciazioni induce Tilak a ritenere che prima di una supposta inclinazione dell'asse terrestre il polo nord godesse di un clima molto favorevole all'insediamento umano. Sarebbe stata questa inclinazione, col conseguente mutamento del clima in gelido, che avrebbe indotto l'Urvolk a scendere verso l'Eurasia, in un processo migratorio che si colloca tra gli otto e i diecimila anni fa. Dai primi insediamenti in India si giunge agli ultimi in Grecia e a Roma, attraverso i Celti e i Germani. Buon conoscitore della cultura anche scientifica dell'Occidente, Tilak diede un contributo rilevante, nel decennio che precede la prima guerra mondiale, al rinverdimento della tradizione culturale che fa degli Arii e degli indo-germani i detentori di una antica sapienza e i costruttori di civiltà, che è una tradizione fondamentale per capire i precedenti del nazismo, come documenta il citato testo di Poliakov.10 Tilak morì nel 1920. Ma la sua fantastoria basata su mutamenti cosmici avrebbe trovato presto un continuatore parti colarmente influente in Austria e Germania: l'ingegnere austriaco Hans Horbiger. Contemporaneamente un'altra avventurosa fantastoria rinverdiva il mito di Agharti, la " inafferrabile ", secondo la traduzione dell'espressione che ne aveva dato Jacolliot. Nel 1924 veniva pubblicato a Parigi il libro Bestie, uomini e dei di Ferdinand Ossendowski. Ingegnere, ministro delle finanze del governo "bianco" dell'ammiraglio Kolchak, egli aveva combattuto contro i bolscevichi nella Divisione asiatica di cavalleria del barone Roman Fiodorovic von Ungern-Sternberg, l'ultimo residuo degli eserciti controrivoluzionari che tentavano di difendere una Mongolia e una Siberia sottratte al controllo del governo sovietico. Sconfitti e fucilati sia Kolchak che von Ungern-Sternberg, Ossendowski riusciva invece a giungere in Occidente dopo quella che egli presentava come una rocambolesca fuga nel corso della quale avrebbe anche attraversato la terra di Agharti. Nel libro esaltava l'epopea della Divisione asiatica e del "barone pazzo" che la guidava. Egli era affiliato a una setta che praticava il tantrismo, parlava dell'Agharti e di Sham bha lah, vedeva nella rivoluzione russa la vittoriosa congiura delle forze del male analoghe a quelle che avevano sommerso le antiche terre della saggezza e cui andava contrapposto il principio solare, simboleggiato dalla svastica che campeggiava sulle sue insegne. Nell'ultimo rapporto ai suoi ufficiali tenuto ai primi d'agosto del '21, li informava che invece di ripiegare verso Est intendeva dirigersi a Ovest e poi a Sud per raggiungere una fortezza spirituale tibetana dove mantenere viva la fiaccola della liberazione del mondo dalle forze del male. Verso Ovest andò invece incontro alla morte, piccolo episodio di una decisione presa per ragioni inerenti alla cultura "occulta", che anticipa decisioni di ben più ampia portata sulle quali influì la stessa cultura e prese da un altro leader sulle cui insegne campeggiava la svastica: Hitler, come si vedrà nei capitoli successivi. Seconido il suo racconto, toccò invece ad Ossendowski raggiungere Agharti e viverne le esperienze. Il libro venne criticato da Sven Hedin, che trovava inattendibile la descrizione degli itinerari tra gli Aitai e la Zugaria. Trovò invece un difensore in Rene Guénon, che presentò il libro a Parigi e in seguito nella sua pubblicazione // Re del Mondo. Guénon aveva già scritto Introduzione generale allo studio delle dottrine indù (1921), non era ancora come sarebbe poi diventato, la maggiore autorità del pensiero tradizionale, ma il suo avallo a Bestie, uomini e dei fu di grande importanza, anche perché lo studioso francese era un critico risoluto delle componenti spiritistiche fortemente intrecciate con la fantastoria e la fantageografìa. L'influenza e la voga dello spiritismo erano dilagate in Europa dopo la genesi negli Stati Uniti, in quello stesso marzo 1848 che aveva visto nel nostro continente le rivoluzioni e nella cittadina di Arcadia, presso New York, l'inizio della celebre storia delle medium sorelle Fox." La teosofia di madame Blavatskij si era diffusa quando l'ondata spiritista era giunta al culmine, nonostante le molte delusioni e mistificazioni tra i suoi adepti, tra i quali scoppiavano periodicamente contese feroci. Guénon imposta il problema rilevando che "sarebbe un grave errore confondere occultismo e spiritismo. Non esiste infatti tra i due movimenti alcuna analogia, ma al contrario un chiaro antagonismo che si rivela in termini più accesi e violenti negli spiritisti e con maggior discrezione negli occultisti ".12 In realtà possiamo constatare talvolta una confluenza e talvolta una contrapposizione tra i due movimenti e aspetti occultisti e componenti medianiche sono stati in seguito rilevati negli studi sulla personalità di Hitler. Lo studioso francese scrive comunque nel 1921 La teosofia, storia di una pseudo-religione e L'erreur spirite (nel 1923), nei 'quali critica tanto il blavatskijsmo quanto il Circolo di studi esoterici, che sviluppava le tesi medianiche proposte dal 1890 dal direttore del laboratorio di ipnoterapia dell'Ospedale della Carità di Parigi, Gerard Encausse, divenuto celebre come Papus. Si può ritenere che Guénon " si senta più vicino a Eliphas Levi ",13 ma nel complesso egli si qualifica per lo sforzo di precisare la dottrina esoterica tradizionale in contrapposizione alle frequenti mistificazioni spiritistiche. È quindi sulla base di questo suo prestigio che acquista rilevanza l'avallo a Ossendowski, nei termini che ribadisce nel 1927 ne // Re del Mondo, del quale è utile citare l'inizio, un passaggio fondamentale e la conclusione. Dopo aver ricordato il testo di Saint-Yves "prima del quale non era stata fatta menzione in Europa nè dell'Agharti nè del suo capo, il Brahmatma, se non da uno scrittore di scarsa serietà, Louis Jacolliot",14 Guénon continua così: Ossendowski scrive racconti quasi identici a quelli di Saint-Yves; e i molti commenti che hanno accompagnato questo libro ci offrono l'occasione di rompere il silenzio sulla questione dell'Agharti. Spiriti scettici o malevoli non hanno mancato di accusare Ossendowski di aver semplicemente plagiato Saint-Yves, ma le concordanze non ci convincono affatto della realtà del plagio; è nostra intenzione del resto non addentrarci in questa sede in una discussione che, in fondo, ci interessa ben poco. D'altra parte, se Ossendowski avesse parzialmente copiato la Mission de l'Inde non vediamo perché avrebbe omesso certi passi di grande effetto, nè perché avrebbe cambiato la forma di certe parole, scrivendo per esempio " Agharti " invece di " Agarttha ", il che invece si spiega molto bene qualora egli abbia ottenuto da fonte mongola le informazioni... Ma intendiamo rimanere assolutamente estranei a qualsiasi polemica e questione personale; se citiamo Ossendowski e Saint-Yves è solo perché quello che hanno detto può servire come punto di partenza per considerazioni che nulla hanno a che vedere con quanto si potrà pensare dell'uno e dell'altro.15 Guénon definisce " di scarsa serietà " Jacolliot, che si era limitato a riportare quanto aveva sentito; non riserva lo stesso giudizio per Saint-Yves e per Ossendowski, che ad Agharti sostenevano di essere stati, o " sdoppiati " o di persona. E scende in dissertazioni quasi filologiche sull'uso dei termini o resistenza di traduzioni. Questo non ci dovrebbe stupire, se considerassimo i dibattiti che si svilupparono nel periodo in esame in ambito esoterico con lo stesso criterio col quale giudichiamo polemiche politiche o controversie scientifiche. Anche in questi campi personaggi di prestigio e studiosi autorevoli dibattono con asprezza, per esempio, attorno all'interpretazione di una frase di Marx o di Engels o sulla teoria dei quanti. Gli scontri tra persone, gruppi e correnti della cultura esoterica, a parte l'ambito specifico, non hanno una portata o un significato diverso. Un brano centrale de // Re del Mondo stabilisce una relazione tra Agharti e le concezioni sui diversi "corpi" e tra macrocosmo e microcosmo. Scrive Guénon riprendendo i due autori citati: II capo supremo dell'Agallili porta il titolo di Brahatma , supporto delle anime nello spirito di Dio; i suoi due coadiutori sono il Mahatma, rappresentante dell'anima universale, e il Mahanga, simbolo di tutta l'organizzazione materiale del Cosmo: questa è la divisione gerarchica che le dottrine occidentali rappresentano mediante il ternario spirito, anima, corpo e che è qui applicato secondo l'analogia costitutiva del Macrocosmo e del Microcosmo. L'espressione "Re del Mondo" intesa in senso stretto in rapporto col mondo terrestre sarebbe assai inadeguata; ben più esatto sarebbe attribuire al Brahatma quella di "Signore dei tre mondi"... Dice Ossendowski: "il Re del Mondo è raggiante di luce divina". La Bibbia ebraica dice esattamente lo stesso di Mosè quando scese dal Sinai... La funzione di legislatore che è propria di Mosè presuppone necessariamente una delega del potere che il nome di Manu designa; " II Re del Mondo" disse un lama a Ossendowski "è in rapporto con tutti i pensieri di tutti coloro che dirigono il destino dell'umanità. Conosce le loro intenzioni e le loro idee. Se esse piacciono a Dio, il Re del Mondo le favorirà col suo aiuto invisibile; se dispiacciono a Dio, il Re provocherà il loro fallimento. Tale è il potere dato all'Agharti mediante la scienza misteriosa di Om".16 È facile constatare come le etimologie sono analoghe a quelle di Jacolliot: Mosè, Manu; vi è il riferimento a una scienza misteriosa che, essendo Sham bha lah il centro di Agharti, è analoga a quella dei buoni maghi dei teosofi. Vi è un fondo comune in questa sorta di "filosofia occulta" tra Guénon e coloro coi quali egli polemizza. E quando si ricordino le discussioni storiografiche attorno al rapporto tra Hitler e la religione, al problema di quale fosse il dio al quale faceva appello alla fine dei suoi proclami con i quali annunciava sempre nuove invasioni, il "Gott mit uns" [dio con noi] che orna anche la fibbia dei cinturoni dei corpi scelti Ss, il riferimento possibile è al dio di questa cultura che mette la misteriosa scienza di Om al servizio delle imprese che egli approva. Poco prima del brano ora citato, Guénon precisava: "La confusione tra l'aspetto luminoso e l'aspetto tenebroso costituisce propriamente il satanismo; e appunto in tale confusione cadono, involontariamente e certo per ignoranza, coloro che credono di scoprire un significato infernale nella designazione di Re del Mondo".17Guénon, che avrebbe poi scritto Considerazioni sulla vita iniziatica (1946) e altri scritti sulla pseudoinitiation, tocca qui il punto centrale del dibattito in ambito esoterico: il massimo della prassi negativa  è trasformare ciò che è divino in ciò che è demoniaco, sostituendo all'"iniziazione" che porta alla luce una "contro-iniziazione" che porta alle tenebre. È la massima accusa che gli esoterici possono scambiarsi e che interessa la presente riflessione sia in rapporto a personaggi come Aleister Crowley, sia in rapporto allo stesso Hitler, che si ritiene in relazione col dio della luce e che, anche in ambito esoterico, potrebbe essere invece considerato legato alla confusione con l'aspetto tenebroso che costituisce il satanismo. Diviene in questo modo più comprensibile la posizione degli studiosi della destra esoterica che contestano le analisi in questo campo supponendo che chi indaga sulle origini "occulte" del nazismo voglia fare di Hitler un demone e quindi "demonizzare" i maestri dell'esoterismo compreso Guénon, il quale, per venire alla conclusione, spiega perché ora e non prima si possa parlare dell'Agharti. Nelle circostanze in mezzo alle quali viviamo attualmente, gli avvenimenti si svolgono con una tale rapidità che molte cose le cui ragioni non appaiono nell'immediato potrebbero trovare, prima di quanto si creda, applicazioni molto impreviste, se non del tutto imprevedibili. Vogliamo astenerci da ciò che, in qualche modo, possa assomigliare a una " profezia ", teniamo tuttavia a citare, per concludere, una frase di Joseph de Maistre, che è ancor più vera oggi di un secolo fa: " Bisogna tenerci pronti per un avvenimento immenso dell'ordine divino, verso il quale procediamo a una velocità accelerata che deve colpire tutti gli osservatori. Temibili oracoli annunciano già che i tempi sono giunti ".18 De Maistre, come Guénon, era passato attraverso la Massoneria, ritenuta una possibile forma di iniziazione. Entrambi vi avevano poi visto una degenerazione. La frase ora citata è simile a quella di Steiner alla vigilia della prima guerra mondiale: stanno verificandosi eventi che rendono possibili rivelazioni, concernano esse "cronache akasiche" o "Agharti". Guénon evoca "temibili oracoli" in quel 1927 nel quale Hitler bacia le mani a Houston Stewart Chamberlain morente, raccogliendone l'eredità per la fondazione di un Reich millenario degli ariani europei in termini che Mosse così rievoca: Chamberlain era un devoto ammiratore di Hitler, il quale, nel corso di una drammatica messa in scena, si recò a visitare il morente e ormai paralizzato apostolo del germanesimo, chinandosi a baciargli le mani. Aveva scritto per il futuro, tenace nelle proprie idee e nell'annunciare che il futuro sarebbe stato luminoso.19 Hitler guidava allora un piccolo partito col 3% dei voti. Ma se poteva contare sull'appoggio di " superiori sconosciuti ", gli " oracoli " stavano annunciando il giungere dei tempi, anche se il grande evento atteso sarebbe poi stato giudicato più "demoniaco" che divino. Ma Hitler era conscio dell'occulta grandezza del suo destino, cui in quegli stessi anni lo chiamava anche un altro cultore della fantastoria, Hans Horbiger, il cui giovane collaboratore Horst Wessel, ucciso in uno scontro coi comunisti, sarebbe divenuto con l'Horst Wessel Lied e con la biografia scritta da Hans Heinz Ewers l'eroe delle Ss. La cosmogonia glaciale di Horbiger era stata pubblicata nel 1913 da Philip Fauth e le sue tesi vennero rilanciate nel dopoguerra. Vi si sostiene che la dinamica cosmica deriva dallo scontro tra la forza di attrazione del fuoco e quella di repulsione del ghiaccio. Il sistema solare nasce dalla collisione tra un enorme corpo celeste ad altissima temperatura e un pianeta gigante formato dall'accumularsi del ghiaccio cosmico. La forza iniziale dell'esplosione li allontana, la gravitazione li attira verso la più vicina delle masse maggiori. Cosi la luna cade sulla terra, provocando immani cataclismi. Nel corso di milioni d'anni nuove lune captate dalla terra si formano. Horbiger sostiene che quella attuale è la quarta. Ogni luna ha determinato un'epoca geologica, perché sono la sua dimensione e la sua forza di gravita a determinare le forme di vita sulla terra. Nel momento in cui il satellite è più vicino e dimensione e forza di gravita maggiori, si hanno sulla terra forme di vita gigantesche, perché maggiore è il peso che debbono sopportare. Gli uomini risalgono alla seconda epoca geologica; quindici milioni di anni fa, nasce una civiltà di giganti telepati dotati di enorme energia psichica, distrutta dalla caduta della seconda luna. I giganti superstiti si adattano al periodo della terza luna, più piccola e lontana. Ne rimane il ricordo nella mitologia, mentre nascono i nostri avi, più piccoli e meno dotati, ma che si evolvono sino a costruire la civiltà mondiale di Atlantide, sotto la guida dei re giganti superstiti che sono ben consci che anche la terza luna cadrà: il che avviene centocinquantamila anni fa. L'umanità decade allo stadio animale. Nascono razze nane sotto un cielo senza luce. Per centotrentamila anni, si ha una nuova evoluzione concentrata nelle zone del pianeta che si trovano vicino-al polo artico, ove sorge la nuova e più modesta Atlantide che cresce sino a che, dodicimila anni fa, si forma la quarta luna. La sua influenza determina nuovi cataclismi, rimasti nel ricordo nei miti della genesi e del diluvio. I giganti degenerano, le civiltà decadono, ma in alcuni luoghi, dalla Cina all'Egitto, lentamente si ricostruiscono, nel ricordo di doti e di sapienze antiche, embrioni di nuove strutture sociali. Ma gli uomini di quest'epoca hanno dimenticato grandezze e apocalissi del passato e l'origine del rapporto tra l'uomo e gli eventi cosmici, ai quali si può risalire soltanto conoscendo le grandi leggi dell'universo, che non sono quelle di Newton e di Einstein. La loro scoperta a opera di Horbiger segna la fine di un'epoca e il preannunzio di una nuova. I seguaci della nuova dottrina ritroveranno l'antica sapienza e gli antichi poteri. Le idee di questa cosmogonia circolavano soprattutto a Vienna e a Monaco alla vigilia della guerra e il venticinquenne Hitler con ogni probabilità le conobbe. Nel dopoguerra Horbiger rilanciò le sue idee con una vera e propria macchina propagandistica e attraverso la rivista mensile " La chiave degli avvenimenti mondiali" che volgarizzava la "Wel". In questo periodo, tra il putsch del novembre '23 e la successiva detenzione, Hitler è già una figura nazionale. Incontra Horbiger, anche se la descrizione dei loro rapporti a opera di Pauwels e Bergier è solo in parte accettabile: II capo nazista ascoltava con deferenza questo scienziato visionario. Horbiger non ammetteva di essere interrotto mentre parlava e rispondeva fermamente a Hitler: " Maul zu! ", Zitto! Egli portò all'estremo la convinzione di Hitler: il popolo tedesco, nel suo messianismo, era avvelenato dalla scienza occidentale. La dottrina del ghiaccio cosmico avrebbe fornito il contravveleno necessario. Conferenze riunirono i teorici del nazionalsocialismo e quelli del ghiaccio cosmico: Rosenberg e Horbiger, circondati dai migliori discepoli. Le affinità del pensiero di Horbiger con i temi orientali delle epoche antidiluviane appassionarono Himmler. La dottrina di Horbiger si associava strettamente al pensiero del socialismo magico.20 Questo Hitler che si fa imporre il silenzio da Horbiger è poco attendibile. Ma l'influenza dell'ingegnere austriaco su una parte dell'elite nazista è sicura. Essa converge con le altre impostazioni fantastoriche che sono state descritte nel periodo in cui Chamberlain trasmette la sua eredità e Guénon predica ne // Re del mondo imminenti svolte della storia nel nero periodo del Kali-Yuga: L'Agharti, si dice, non fu sempre sotterranea, nè lo rimarrà per sempre. Ossendowski precisa che il centro è divenuto sotterraneo più di seimila anni fa, data che corrisponde con sufficiente approssimazione all'inizio del Kali-Yuga, o età nera, l'età del ferro degli antichi occidentali; la sua ricomparsa deve coincidere con la fine di tale periodo,21 per cui nel periodo attuale del nostro ciclo terrestre, il Kali-Yuga, questa " terra santa " difesa da "guardiani" che la nascondono agli sguardi profani garantendone tuttavia certe relazioni esterne, è di fatto invisibile, inaccessibile, ma soltanto per coloro che non possiedono le qualità richieste per penetrarvi. Ora, la sua localizzazione in una determinata regione deve essere considerata come letteralmente effettiva, oppure soltanto simbolica, o l'una e l'altra cosa insieme? A tale domanda risponderemo semplicemente che, per noi, i fatti geografici e quelli storici hanno, come tutti gli altri, un valore simbolico che, del resto, nulla toglie della loro realtà propria in quanto fatti, anzi, conferisce loro, oltre quella reale immediata, un significato superiore.22 Guénon sanziona questa identità tra il reale e il simbolico nel 1927. L'anno dopo gli muore la moglie. Nel 1929 pubblica La crisi del mondo moderno dove insiste sul periodo del Kali-Yuga. Nel 1930 si stabilisce definitivamente al Cairo, dove si risposerà con una donna islamica. Horbiger muore settantenne nel 1931. Intanto un tradizionalista italiano rivisita la tradizione della macrostoria da Esiodo a Tilak a Guénon; è Julius Evola, che quando Hitler è già da un anno cancelliere del Reich pubblica la sua opera Rivolta contro il mondo moderno. In essa ricompare la mitica Sham bha lah di Agharti, a oltre mezzo secolo di distanza da quando Elena Blavatskij ne aveva fatto la città dei buoni maghi." Continua così una tradizione culturale che accompagna due generazioni di intellettuali che, tra i primi annunci di una " dottrina segreta " e l'arrivo di Hitler alla cancelleria di Berlino, saldano un passato di catastrofi e di sapienza, di apocalissi e di particolari rapporti tra l'uomo, il cosmo e " superiori " con doti paranormali, a un futuro che sta per iniziare e nel quale antichi valori riprenderanno vigore nel corso di conflitti cosmici. Nel Mattino dei maghi questa tradizione mitografica viene sintetizzata in termini approssimativi, probabilmente attraverso una versione di Gurdjieff del quale Pauwels fu per qualche tempo allievo: Secondo una leggenda tibetana, trenta o quaranta secoli fa esisteva nel Gobi un'altra civiltà. In seguito a una catastrofe, forse atomica, il Gobi fu trasformato in un deserto e gli scampati emigrarono, alcuni verso la punta Nord dell'Europa, altri verso il Caucaso. Il dio Thor delle leggende nordiche sarebbe stato uno degli eroi di questa migrazione [che] componevano la razza fondamentale dell'umanità, il ceppo ariano. Dopo il cataclisma, i maestri dell'alta civiltà, i detentori della conoscenza, si installarono in un immenso sistema di caverne sotto la catena dell'Himalaya. Nel cuore di queste caverne si scissero in due gruppi, seguendo l'uno "la via della mano destra", l'altro "la via della mano sinistra". La prima via avrebbe avuto il suo centro ad Agharti, città nascosta del bene, tempio della non partecipazione al mondo. La seconda sarebbe passata per Shambahlah, città della violenza e della potenza, le cui forze comandano agli elementi, alle masse umane e affrettano l'arrivo dell'umanità alla cerniera dei tempi. Ai maghi condottieri di popoli sarebbe stato possibile fare un patto con Shambahlah.24Come la mitologia greca dalla quale sono deducibili fasi della storia anteriore a quella conosciuta,25 questa fantastoria contiene immagini e simboli talvolta bivalenti. Sham bha lah può identificarsi con Agharti o essere il suo opposto. La saggezza contemplativa o la guida dei popoli possono essere in contrapposizione o due aspetti compatibili. Il reale e il simbolico, come afferma Guénon, possono coesistere. Una parte della concezione di Hitler  e influenzata da questa tradizione culturale, che si diffondeva negli anni della loro giovinezza e della loro formazione.

NOTE

1. Cfr. su questa vicenda: Colin Wilson, Detective dell'impossibile, Sugarco, Milano 1987, pagg. 116 e segg.

2. Karl D. Bracher, La dittatura tedesca, cit., pag. 108.

3. Alexandrian, Storia della filosofia occulta, Mondadori, Milano 1984, pag. 437.

4. Ibidem, pag. 441.

5. Leon Poliakov, II mito ariano - Storia di una antropologia negativa, Rizzoli, Milano 1976, pag. 226.

6. Colin Wilson, op. cit., pag. 128.

7. Ibidem.

8. Ibidem, pag. 127.

9. Ibidem, pagg. 128-130.

10. Cfr. Leon Poliakov, op. cit., in particolare Seconda pane, cap. III, " Alla ricerca del Nuovo Adamo - Magie dell'India ", pagg. 199 e segg.

11. Cfr. in proposito Colin Wilson, op. cit., pagg. 36 e segg.

12. Da L'erreur spirite, citato da Alexandrian, op. cit., pag. 457.

13. Ibidem, pag. 458.

14. Rene Guénon, // Re del Mondo, Adelphi, Milano 1982, pag. 11.

15. Ibidem, pagg. 12-15.

16. Ibidem, pagg. 37-39.

17. Ibidem, pag. 36.

18. Ibidem, pagg. 111-112.

19. George L. Mosse, Le origini culturali del Terzo Reich, cit., page. 138-139.

20. Louis Pauwels e Jacques Bergier, // mattino dei maghi, cit. pag. 300.

21. Rene Guénon, op. cit., pag. 79.

22. Ibidem, pag. 110. Guénon aggiunge in nota: "Del resto i diversi mondi sono propriamente degli Stati e non dei luoghi, anche se possono essere simbolicamente designati come tali: la parola sanscrita "loka", che serve a designarli, e che è identica al latino "locus", racchiude in sé l'indicazione di questo simbolismo spaziale " (ibidem).

23. Ripubblicando il libro dopo la sconfitta nazista, Evola aggiungerà: " Nel "Vishna Purana" si accenna a elementi della razza primordiale, o di "Manu", rimasti quaggiù nella stessa età oscura per esser la semente di nuove generazioni; e riappare l'idea di una nuova finale manifestazione dall'alto. La stirpe in cui nascerà questo "principio divino" è una stirpe di Shambahlah: ma Shambahlah —lo si è visto a suo tempo — rimanda alla metafisica del Centro e del Polo, al mistero iperboreo e alle forze della tradizione primordiale". (Rivolta contro il mondo moderno. Edizioni Mediterranee, Roma 1969, pag. 447).

24. Louis Pauwels e Jacques Bergier, op. cit; pagg. 359-360.

25. Per questa interpretazione rimando al mio Occidente misterioso -Baccanti, gnostici, streghe - I vinti della storia e la loro eredità, Rizzoli, Milano 1987. Ivi le fonti di riferimento.

CAPITOLO TERZO - ASTROLOGIA E GEOPOLITICA

 

 

Uno sviluppo contemporaneo a quello ora descritto è il riemergere della cultura astrologica, che si incontrò con una nuova disciplina emergente - la geopolitica - nelle persone di Karl Haushofer e del suo giovane amico e allievo Rudolf Hess. Dalla geopolitica derivò direttamente la teoria nazista dello spazio vitale (Lebensraum); e quando il gruppo dirigente hitleriano decise di mettere in pratica la teoria con la conquista della Russia europea (piano Barbarossa, 1940-41), si sviluppò nel vertice del Terzo Reich un dibattito nel quale l'astrologia ebbe un ruolo rilevante, sino a influenzare la preparazione della missione di Hess in Inghilterra alla ricerca di un possibile accordo prima di iniziare la campagna dell'Est. Per valutare appieno quello che avvenne nella primavera del 1941, è necessario risalire agli stessi decenni che videro l'ascesa e il declino di madame Blavatskij. Ma prima di entrare in questo campo " occulto ", è opportuno rilevare come nei primi due decenni del secolo la geopolitica si venne formando come disciplina tradizionale con tre centri di riflessione: la Svezia, l'Inghilterra e la Germania. Per quanto concerne le ultime due nazioni, si può rilevare che anche questa disciplina contribuisce a costruire uno dei piloni del ponte di cui si è detto. Processato a Norimberga, Haushofer citerà i precursori inglesi della disciplina, per escludere che fosse connaturata al solo nazismo. Citerà anche lord Kitchener, che abbiamo incontrato tra i possibili frequentatori di Lanz von Liebenfels. La Svezia merita una segnalazione particolare, perché la cultura del radicalismo di destra vi ha avuto un peso superiore a quello che generalmente si ritiene. Già si è citato il nome di Sven Hedin, che cercava Agharti, che contestò a Ossendowski di essere giunto là dove lo svedese non era arrivato e che godeva di molto prestigio presso Hitler.1 Ingmar Bergman, l'artista svedese più noto di questo secolo, fu nazista in gioventù, come l'intera sua famiglia. E la geopolitica ebbe uno dei suoi fondatori in Johan Rudolf Kjellén, che inventò il termine, fu deputato conservatore al parlamento svedese dal 1911 al 1917 e che pubblicò nel 1916 Lo stato come forma di vita, edito in tedesco a Lipsia. Pure a Lipsia uscì nel 1921 l'ultima stesura de Le grandi potenze di oggi, che aveva avuto già numerose edizioni in Germania durante la guerra. La popolarità di Kjellén nell'impero del Kaiser dipendeva dalla sua asserzione che la Germania era la naturale e legittima rappresentante dell'intero continente europeo. Egli vedeva nell'asse Berlino-Bagdad la linea di espansione della Germania come grande potenza. E nelle proposte che Hess porterà in Inghilterra nel 1941 vi è la richiesta dell'autonomia dell'Irak, nel frattempo ribellatesi contro il mandato britannico. Contemporaneo di Kjellén e come lui deputato conservatore al parlamento è lo studioso inglese sir Halford Mackinder, direttore della celebre London School of Economics prima della guerra. Egli pubblicò nel 1919 De-mocratic Ideals and Reality, che segue il saggio del 1904 The Geographic Pivot of History. Nel 1919-20 Mackinder rappresentò l'Inghilterra presso l'armata bianca durante la guerra civile in Russia. Egli sviluppa la tesi secondo la quale la storia è determinata in buona parte dalla contrapposizione e dalle strutture politiche delle potenze terrestri e di quelle marittime, altra idea che saràjipresa da Carl Schmitt. È sulla base della geopolitica che - secondo questa impostazione  al momento della decisione per la guerra - tanto per la Germania del Kaiser che per quella di Hitler: è possibile oppure no un'intesa con l'Inghilterra per una divisione dei compiti nella comune egemonia mondiale, eventualmente sulla base della difesa del primato della razza bianca eurocentrica, tenendo conto non solo dell'unificazione del globo, che mette in movimento grandi masse umane in Asia, Africa, America; ma anche della concorrenza dei nascenti imperi della Russia e degli Stati Uniti?2 Si tornerà su tale questione. Ora importa rilevare che è in questo contesto culturale che si colloca l'opera di Haushofer, nato a Monaco nel 1869, nello stesso decennio di Kjellén e Mackinder. Di famiglia aristocratica, intraprende la carriera militare nello stato maggiore, dal quale viene inviato in missione in Giappone nel 1907, dove rimane sino al 1910, anche come addetto militare dell'ambasciata a Tokio. È di questo periodo il suo incontro con culture orientali, compreso lo Zen, dalle quali fu notevolmente influenzato. Forse incontra anche Gurdjieff, durante un viaggio in Siberia. Generale durante la guerra, sul fronte est e in Alsazia, Haushofer incontra Hess verso la fine del conflitto. Congedato come generale della riserva dopo la sconfitta, Hess diviene suo aiutante di campo. Haushofer insegna ora geopolitica all'università di Monaco. I rapporti tra i due si fanno molto stretti, Hess diviene amicissimo anche del figlio del generale, Albrecht. È tra la fine del 1918 e il 1920 che da un lato la Thule diventa la matrice del partito nazista e dall'altro sorgono la "Loggia luminosa" e la "Società del Vril". Hess è certamente nella Thule. Il ruolo di Haushofer, come vedremo, è meno evidente. Egli pubblicherà presto, nel 1923, Geopolitica dell'Autodeterminazione e fonderà alla fine dello stesso anno la rivista "Zeitschrift fiir Geopolitik". Nello stesso periodo Hitler, detenuto dopo il fallimento del putsch del novembre '23, pensa di scrivere il Mein Kampf, sulla cui redazione Hess e Haushofer avranno un'influenza determinante. Gli storici sottovalutano il peso di Haushofer e lo citano, riduttivamente, solo a proposito di Mein Kampf.3 Fest scrive: Hess, a quanto risulta già nel 1922, avrebbe fatto da tramite tra Hitler e il proprio maestro, il quale aveva elaborato l'originale e fruttuoso spunto di geografia politica, la " geopolitica " dell'inglese sir Halford Mackinder, facendone una filosofia di espansionismo impcrialistico. Il concetto hitleriano di conquista non era affrancato da una confusa consapevolezza della forza di quello che Mackinder aveva definito " il cuore della terra ":l'Europa orientale e la Russia europea; rese invincibili dall'enorme estensione territoriale che le proteggeva da ogni attacco, erano di conseguenza la " cittadella del dominio mondiale", come aveva proclamato il fondatore della geopolitica. " Chi domina il cuore della terra " affermava Mackinder "domina il mondo". A quanto sembra l'apparente razionalismo di siffatte formule pseudoscientifiche, addirittura magiche, trovò pieno riscontro nella particolare struttura dell'intelletto di Hitler, agli occhi del quale anche la scienza aveva molti lati oscuri.4 Innestata su queste concezioni " magiche " intrecciate con la fantastoria che abbiamo descritto, la geopolitica divenne una struttura portante dell'ideologia e della politica estera naziste. Ed è supponibile - come si vedrà nel prossimo capitolo - che Hitler abbia incontrato Haushofer già nel 1920, allorché, al vertice della Thule, si decise il passaggio dalla setta "occulta" al partito di massa. Nonostante l'intuizione di Fest sulla relazione tra geopolitica ed esoterismo, se l'apporto di Haushofer è sottovalutato per quanto concerne la sua disciplina specifica, l'interesse per l'astrologia è del tutto ignorato dalla storiografia più solida. Ma va preso in considerazione. Il rapporto tra Hitler e Hess si fondava anche sull'interesse per le culture "altre": altre geograficamente, come quelle dell'Asia orientale per Haushofer o islamiche per Hess; ma anche "altre" dal punto di vista storico del razionalismo occidentale, come le culture ermetiche e astrologiche. Il generale Haushofer ne era venuto a contatto, dopo il suo ritorno dal Giappone, nei tre anni precedenti il conflitto, proprio nell'ambiente dello stato maggiore tedesco. È un dato poco noto, ma significativo del clima culturale che viene qui descritto, che ai vertici della macchina militare germanica, ritenuta un modello di logica, la cultura occulta era oggetto di interesse. Il fondatore della Thule, von Sebottendorff, afferma addirittura: " L'antroposofo Steiner prima della guerra aveva lavorato a Berlino in collaborazione con Lisbeth Seidler, nota in seguito come la Veggente di Sklarek. Costoro, valendosi del loro ascendente sul generale Moltke, presso i quali entrambi avevano sempre libero accesso, per aver ritardato il tempestivo afflusso di adeguati rinforzi, avevano compromesso l'esito della battaglia della Marna, risol-tasi m una sconfitta ".5 È ovviamente del tutto inverosimile che antroposofi e veggenti abbiano determinato l'insuccesso tedesco. Ma i loro rapporti con il nipote del vincitore di Sadowa e di Sedan e comandante dell'esercito all'inizio della guerra  sono un dato di fatto. A Moltke succedette poi come comandante effettivo  Erich Ludendorff, che svolse il ruolo di capo di stato maggiore sino alla sconfitta finale. Conquistatore di Liegi, aveva aperto ai tedeschi la via di Parigi nell'agosto 1914. Trasferito sul fronte orientale ove incombeva la minaccia dei russi, li aveva sconfitti, a fianco sempre di Hindenburg, a Tannenberg e ai laghi Masuri, aprendo la strada di Varsavia. Il generale più popolare in Germania insieme a Hindenburg, era anche un seguace della filosofia occulta. È accanto a Hitler nel putsch del novembre '23 e le sue divergenze col nazismo in crescita deriveranno appunto dalla sua convinzione che il "movimento" si stava troppo discostando dalle sue radici esoteriche. In questo ambiente, l'interesse di Haushofer per le culture " altre ", potenziato dall'incontro con Hess, trovava incoraggiamenti piuttosto che ostacoli e si collocava perfettamente nella ripresa degli studi astrologici in Germania e in Europa. E anche in questo caso si cammina " sulle orme di madame Blavatskij ".6Nell'agosto del 1917, mentre la Germania era duramente impegnata in guerra, due eminenti studiosi, il filologo Franz Boll e l'orientalista Carl Bezold, pubblicavano a Heidelberg una breve Storia dell'astrologia, che a settant'anni di distanza ha ancora una validità che ne suggerisce un'edizione italiana con prefazione di Eugenio Garin, il quale scrive: Esauritasi rapidamente la prima edizione, la seconda, uscita circa un anno dopo, potè tenere conto delle osservazioni di filosofi, storici ben noti, da Diels a Nilsson, da Warburg a Mauthner. Il fortunato volumetto, tuttavia, aveva origini assai più lontane: riprendeva il testo di alcune lezioni che Boll aveva tenuto ai corsi estivi dell'agosto 1913 ad Amburgo ove allora lavorava Aby Warburg, " uno che sapeva tutto sull'astrologia ". Scomparsi Bezold e Boll, fu proprio per iniziativa della biblioteca Warburg che Wilhelm Gundel, che agli studi sull'astrologia ha dato contributi fondamentali, curò la terza edizione dell'opera, valendosi dei suggerimenti di Aby Warburg e del più giovane Fritz Saxl, che fin dagli studi universitari aveva interessi astrologici e che intorno al 1910 aveva indirizzato il suo lavoro verso l'iconografia dei pianeti.7Ritroviamo i nomi di questi due pionieri degli studi sui rapporti tra arte e astrologia - Warburg e Saxl - in un testo che non ha però nulla dello stile accademico e che ci porta a una fase non della prima, ma della seconda guerra mondiale, allorché lo scrittore Ellic Howe lavorava al Psychological Welfare Executive, l'ufficio inglese per la guerra psicologica. In essa l'astrologia ebbe un ruolo importante, sul quale si tornerà. Howe non se ne occupò più sino a parecchi anni dopo il conflitto, anche se "continuava a interessarmi il fenomeno della sopravvivenza dell'astrologia. Perché sprecare il proprio tempo per studiare la storia moderna di una superstizione screditata? Warburg e Saxl - due storici di preparazione tutt'altro che "occulta" - la pensarono diversamente e gettarono le basi della più importante raccolta astrologica del ventesimo secolo, oggi al Warburg Institute dell'Università di Londra ".8Howe tornò dunque allo studio dei rapporti tra astrologia e nazismo e ci fornisce un inquadramento storico del problema, che ci riporta al clima culturale soprattutto tedesco anteriore al primo conflitto mondiale, quando Hess aveva meno di vent'anni, Hitler venticinque, mentre Haushofer era un brillante ufficiale quarantenne dello stato maggiore di quello che era considerato il miglior esercito del mondo. Howe ricorda che mentre in Francia l'astrologia fu letteralmente riscoperta nell'ultimo decennio del secolo scorso e in Germania nei primi decenni di questo secolo, il fenomeno astrologico che si ebbe in Inghilterra fra il 1890 e il 1900 rappresentò il più vigoroso proseguimento di un fenomeno durevole... Certi almanacchi profetici popolari continuarono a uscire ogni anno, sempre vendutissimi: per esempio la "Vox stellarum", di cui nel 1770 si stamparono più di centomila esemplari. Si osservarono focolai di rinnovato interesse per l'astrologia tra il 1790 e il 1800 e di nuovo tra il 1820 e il 1830: ma una vera e notevole ripresa si ebbe soltanto dopo il 1890. Il fenomeno, del resto, non fu in gran parte che un aspetto della maggiore influenza che le dottrine teosofiche ed esoteriche in generale esercitarono nel trentennio che va dal 1885 circa allo scoppio della prima guerra mondiale.9Di esse si è parlato nel capitolo precedente. Il fatto che nel paese di Bacone, di Newton, della rivoluzione scientifica e di quella industriale, l'astrologia abbia mantenuto una ragguardevole diffusione, merita attenzione da parte degli storici della cultura. Suggerisce quanto siano profonde le radici di convinzioni delle